La politica in mutande
“Nel numero del settimanale CHI in edicola oggi, le risposte a tanti curiosi che vogliono sapere che cosa c’è sotto le deputate”, leggo da “Il giornale” e scopro che : Anna Finocchiaro porta gli slip, Alessia Mosca, Dorina Bianchi e Chiara Moroni preferiscono il perizoma ( masochiste, tutto il giorno fuori di casa con un nastrino di pizzo in mezzo alle chiappe) e Laura Ravetto, invece, indossa preferibilmente “culotte”. L’unica che ha un soprassalto di dignità e non risponde è Stefania Prestigiacomo, che però si unisce alle altre nel confessare dove si mette il profumo e come le gustano le calze. Bene, la domanda è: era proprio necessario? Mi spiego: da quando sto al mondo , ed è un lasso di tempo sciaguratamente lungo, non sono mai stata informata sugli intimi di Fanfani, Forlani, Berlinguer o D’Alema. Ho potuto vivere serenamente senza chiedermi se Veltroni ha i boxer e Bertinotti i pedalini rossi, perché devo essere informata sulla biancheria delle deputate? E soprattutto: perché le deputate si sottopongono umilmente a questa inchiesta priva di interesse per il Paese e spia di una sconcertante mancanza di rispetto per loro? Un bel “No, grazie” non si dice davvero mai ai giornalisti? Che cos’è? Disponibilità da campagna elettorale? Si tratta del fatto che “Chi”, occupandosi di fesserie, vende centinaia di migliaia di copie e quindi è un formidabile veicolo per raggiungere gli irraggiungibili? Oppure è assuefazione ad essere considerate , innanzitutto, persone da spogliare ( metaforicamente, astrattamente, ma pur sempre da mettere in posizione orizzontale)… o addirittura, e sarebbe ancora peggio, è la consapevolezza che valiamo così poco da dover aggiungere, quando c’è, l’indubbio beneficio del fattore bellezza o la facile popolarità del pettegolezzo un tantino osè? Naturalmente sono domande senza risposta. E naturalmente non è grave. Ma una lagnanza lasciatemela fare: che spettacolo triste la campagna elettorale! Il personale politico, quando deve convincerci a rinnovargli la fiducia o ad assumerlo mandando a casa quelli che avevano lavorato per noi finora, dà il peggio di sé. Tutti vogliono sembrare buoni. Enormi sorrisi senza senso ci perseguitano dai muri, dalle fiancate dei mezzi pubblici, dalle piazze e dai giardini.Ogni pensiero è ridotto a slogan. Ogni slogan è una “excusatio non petita” ( accusatio manifesta). Leggo su “La Repubblica”, un articolo che valuta il gradimento dei 4 principali: “Rialzati Italia” ,“Si può fare”( a cui va, finora, il massimo dei voti. E meritatamente.) , “Fai una scelta di parte”, “I veri valori non sono in vendita”. Ogni slogan sembra rispondere a una delle critiche più frequenti fra i cittadini affetti da leggera distrofia qualunquista: che L’Italia è in stato comatoso( rialzati), che in politica si parla tanto e si “fa” poco, che non si capisce più da che parte stanno questi e quelli, che i valori sono, per l’appunto, negoziabili, e si scambiano facilmente al mercatino
dell’usa e getta fra partiti.
Sarebbe un bel colpo di teatro se qualcuno, una volta tanto, mettesse mano, con severità, all’autocritica, poi consentisse, con levità, un po’ di autoironia, quindi si sforzasse, con coraggio, di non sorridere sempre. Visto che le cose vanno male, ci sentiremmo , noi italiani, meno soli. Si può fare , Walter?
Sei l’unico che può permetterselo. E , già che ho preso la via della supplica personale, ti prego: in vista di una completa democrazia di genere, potresti, per cortesia, suggerire alle candidate di astenersi dall’informare l’elettorato sulle dimensioni delle loro mutande? Ci sono argomenti più urgenti di cui le donne hanno voglia di parlare.



Ma è sicuramente molto più facile e meno impegnativo occuparsi di pettegolezzi e scemate piuttosto che farsi venire il mal di testa nel cercare di limare il gran CASINO che è diventata la cara Italia!! Un grande bordello con molte ‘dipendenti’ a caro prezzo. Onere che, ovviamente, paghiamo noi cittadini, spremuti fino all’osso sia materialmente che moralmente.
Intanto, la gente non solo non arriva a fine mese, ma neppure al 15, perchè ciò che non è ancora entrato nelle tasche, è già inevitabilmente destinato a coprire i ‘debiti’ del prossimo mese. Anche riscaldarsi nei mesi invernali è diventato un lusso. Ti suiggeriscono strategie di ‘riciclo’ dei cibi avanzati per improbabili -quanto disgustose- ricette ‘della nonna’ al fine di risparmiare sul cibo. Si sa, oggi è meglio fermarsi in gioielleria piuttosto che dal panettiere. Almeno quello che compri non finisce nella biologica!
La giustizia, poi, è un concetto inesistente, la sanità…meglio lasciar perdere in molte parti del paese…Tutti quanti a fare demagogia pre elezioni, poi, una volta raggiunto l’obbiettivo, chi si è visto si è visto. Storia vecchia come il mondo. La dignità della donna? Lo ha detto lei, Lidia, è nelle mutande, possibilmente da sfilare, perchè l’Italia è un paese molto sessista, è vero, ma ci sono tante signore che vezzeggiano questa cruda verità.
Lo dimostra il fatto che se non ti spogli -in tutti sensi…- non sei nessuno. Le donne non hanno mica cervello, solo una cavità. Chi lo diceva che la futilità è donna? Ah, sì, Amleto…
Il trionfo di una vaxcuità che in troppe rincorrono e, purtroppo per tutte le altre, raggiungono.
Il Silvio pensiero
Vorrei morderti sul collo
e montarti da dietro
come fanno i leoni.
Dopo i 18 anni chi scrive
ancora poesie, è
o un poeta o un cretino.
Non ci devo pensare
voglio fare l’amore
risalire la corrente dei tuoi baci
e penetrarti nel tuo bel ridere..
per farti godere
l’orgasmo darà senso al tuo bel ridere
e al mio essere il capo.
Voglio morderti sul collo
e montarti da dietro
come fanno i leoni.
Le quote rosa
… in giro si pensa che le signore in Parlamento
Prestigiacomo esclusa
abbiano lasciato i linguaggi
impegnativi e concreti
del loro utile (*) mediocre margine di scolarizzazione
per i linguaggi oscuri e furbetti
o addirittura disonesti
della politica … si dice in giro .
Qualsiasi cosa
dicano le femmine
io la intendo
autorizzata al qualsiasi
le forzature al buonsenso
a credito
per loro
vanno intese infinite.
Lampo giallo bianco!
Ci sono 2 problemi da risolvere, di diversa grandezza.
1° - Chi compra CHI… perchè lo fa?
E’ chiaro che se so già che chi compra il mio giornaletto è un scimmia… gli parlo di banane!
2° - Perchè dei parlamentari rispondono a certe domande?
Ehmmmm… ad oggi la motivazione non è ancora del tutto chiara ma ci stiamo lavorando.
Studi recenti del MIT (Massachusetts Institute of Technology ) dimostrano inequivocabilmente che ci sono solo 3 motivazioni:
a) Data la disparità di TEC - Trattamento Economico Comparato (tra esseri umani normali e parlmentari) il parlamentare cerca di essere “più vicino al cittadino” facendogli capire che anche lui indossa della biancheria intima.
b) I politici, in generale, soffrono di logorrea.
Questo li spinge, quando interrrogati, a dover rispondere alle più disparate domande senza chiedersi scentemente se abbia senso rispondere.
c) Vogliono sembrare delle banane.
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“era proprio necessario?”
No, direi che non era necessario e nemmeno auspicabile!!! Certo la campagna elettorale è un momento di disgustosa promozione pubblicitaria mirata alla vendita di se stessi… Ma speravo che almeno le mutande se le risparmiassero…
sono d’accordo con il commento che precede: trovo la cosa non solo ridicola, ma abominevole.. la riflessione che fai Lidia, perdonami, sul “valiamo così poco” da dover mettere mettere in conto anche qualche pettegolezzo piccante, non mi pare di poco conto, ma fondamentale per comprendere CHI ha capito e CHI ancora no, anche tra gli uomini e le donne cosiddette progressiste…
mi meraviglio della Finocchiaro, che abbia avuto tempo e voglia di rispondere ad una intervista per un settimanale del genere.. anzi mi viene proprio il sospetto che il tutto sia una bella montatura!! fossi in lei farei una bella querela.. altrimenti mi spiace proprio, la credevo più intelligente
saluti
Cara Lidia, stasera bisogna dare atto che un UOMO, Gad Lerner, ha posto la questione di come viene vista e “scelta” la donna in politica, e non solo.. e di quanti passi indietro hanno fatto le donne in questi ultimi anni o decenni, grazie alla studiata negativa influenza delle TV, quelle commerciali e la RAI a braccetto, oltre a Ferrara, Vaticano e compagnia cantando
Ci vorranno molti sforzi perché le donne possano riguadagnare il terreno perduto, perlomeno sul piano dell’autostima.
Cari saluti