La sera, dopo una giornata fredda
Un centinaio di donne. Un freddo bestiale. La fiaccole sporcavano i guanti di cera. Una cassetta di legno come palco. Un megafono al posto del microfono. Niente musica. La piazza sembrava così grande, così vuota. Sei poliziotti che scherzavano fra loro. Poche parole, nel megafono. Poche ragazze a parlare.
Tutte un po’ preparate, tutto un po’ congelate.
E la lettura del testo della ragazza morta assassinata. Che scriveva come se sapesse, e, nello stesso tempo, non avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe accaduto davvero, e a lei, e per mano del suo ragazzo. Chi sa immaginare la propria morte? E’ impossibile anche da vecchi, anche da malati terminali…La vita, sembra sempre che non debba finire mai. Eppure, mantenerla, farla crescere, farla pulsare, darle un senso, un valore…è sempre più difficile. Sei lì, in una piazza sguarnita, in una notte fredda,poi sei casa, e cucini un risotto coi funghi secchi che erano lì perchè mica ci hai pensato a fare la spesa, e poi mangi con lui e poi crolli e per una sera non ti va di uscire e guardi un magnifico filmone di Otto Preminger su sky…mentre lui russa mansueto sul divano color ruggine del tuo studio…e poi sei a letto, dopo aver rispedito lui a casa sua al di là del pianerottolo, e non vuoi mollare la giornata anche se è quasi l’una e allora leggi il bellissimo romanzo di uno scrittore russo nato nel 1980 , Nicolai Lilin, e pensi…che forse il senso è nascosto lì, nell’incontro casuale con l’intelligenza degli altri…nelle manifestazioni senza seguito, senza rilievo, senza riflettori accesi…nel risotto dell’ultimo minuto…nella voglia che ti prende, nonostante tutto, di non dormire ancora, di non passare ancora all’indomani…



sì. il senso è lì. ed è così bello in quei rari, preziosi momenti, percepirlo…
baci. pa
Le tue parole mettono in moto cervelli impolverati, cara Lidia. E non è un evento occasionale, come testimoniano i tanti affettuosi apprezzamenti. Magicamente il pensiero [o forse qualcosa di più: lo spirito che aleggia fra cervello, letture e cuore] si attiva scoprendo pensieri/anfratti poco frequentati nella vita di ogni giorno; che la tua vita privata/pubblica appaia altrettanto quotidiana li nobilita.
La mia vita personale ha sempre avuto uno svolgimento sereno, a dispetto delle forti passioni politiche; così mi ha commosso l’allestimento del risotto, che affettivamente che descrivi così bene.
Ed anche la voglia di non dormire, per non spegnere nella sera le energie che il giorno attivava.
Ma anche l’allestimento del risotto mi dava serenità e tenerezza: la mia piccola donna in crescita me lo chiedeva quand’era triste. Non mi diceva che era triste: mi diceva solo che aveva voglia di risotto.
E in fondo – così pensavo e penso tuttora – il suo desiderio riusciva a portarmi su un terreno più umano e più facilmente accettabile [ed anche più facile, lo ammetto]: in quel risotto preparato apposta per lei, e nel suo evidente piacere a mangiarlo, trovavo (o mi sembrava di trovare) il modo di stemperare e/o di mantecare la rabbia che pesava ancora in me, dopo la giornata appena trascorsa.
Se ne andava poi a nanna (a letto, non sul divano), ed io restavo a sognare con ‘Cinema di notte’ e la sigla cantata da Patti Smith (’Because the night’), o da Tanita Tikaram (’Twist in my sobriety’).
A volte tentavo di leggere qualche pagina di scrittori impossibili ed affascinanti come A. Kristof (’Trilogia della città di K.’), morta pochi mesi fa. Il sonno sul divano (crema) l’ha vinta più volte.
Eppure queste cose mi rasserenavano. Presuntuosamente (lo riconosco) mi sentivo vicino a molte donne: quelle donne che - nel mio lavoro quotidiano - mi mettevano a parte delle loro difficoltà.
Alla mia età – mi rendo conto – questo comportamento è poco sociale. Cerco di reagire partecipando alle manifestazioni nazionali (o locali) il più possibile. La figlia è grande da tempo, ed il risotto può farselo da sola; ma resta difficile partecipare ad eventi che non tocchino il privato.
Comunque non ci rinuncio.
le tue parole possono essere tratte dalla pagina di un bel libro. ma io vorrei dire che:
1) ho appena ascoltato la radio americana, e questa e’ la situazione: le banche trattengono molti soldi, non li fanno girare di proposito, trattengono niente di meno che qualche trillione di dollari e cosi’ anche le ditte americane, ma non assumono gente
2) la produzine e’ aumentata ma ci sono 6 milioni di americani disoccupati. questo significa che stanno sfruttando al massimo la forza lavoro, come fanno i cinesi!!!
3) stanno facendo tutto questo perche’ agli americani non piace essere secondo a nesuno, sono convintissimi che il loro paese la loro cultura e le persone sono al di sopra di tutto e a loro l’euro forte non va bene. perche’ devono pagare le loro importazinoni in euro, cosi’ stavano perdendo terreno sul piano economico internazionale.
hanno un ego smisurato come lo stanno raggiungendo i cinesi ai quali interessa solo il denaro forse piu’ che agli americani.
4) gli americani sono bravissimi nelle operazioni di borsa cio’ che stanno facendo e’ ridimensionare la forza dell’euro che sgravare i loro pagamenti e di conseguenza il loro debito
strano pero’ che le tv italiane non siano cosi’ precise al riguardo… giornalisti televisovi che fate?
sono convinta che anch le banche europee hanno parecchi soldi e non li fanno girare e cosi’ gli imporenditori… la scusa e’ che non sanno come si svolgera’ il futuro economico .. invece lo sanno benissimo lo stanno facendo loro…!!!
Fai bene a richiamarmi alla realtà, gentile annalisa, anche se l’ho ben presente. Grazie comunque.
credo che in alcune cose Berlusconi avesse ragione:
1) se si continua a dire alla gente che c’e’ crisi, le persone non spendono piu’ extra soldi e non solo perche’ non li hanno, ma perche’ si preoccupano di non avere piu’ quei pochi che hanno.
2) che purtroppo quelli che non sono ricchi devono darsi da fare ed inventarsi lavori (infatti ci osno lavori nati da pocho che sono ridicolissimi al limite dell’assurdo e dell ‘assoluta mancanza di rispetto per l’essere umano ma tantissime persone si accontentano come hanno sempre fatto perche’ non aiutate, mentre lui di aiuti ne ha avuti tanti!)
e mi ricordo che prima del divorzio la moglie di Berlusconi indignata disse che il marito aveva sempre giovanissime amanti e la gente non le credeva, anceh tu LIdia hai s critto che parevano le parole di una moglie offesa e indignata. BEne ti dico questo, visto che moglie lo sano stata anch’io per lungo tempo se una moglie si sente offesa o e’ indignata e’ perche’ e’ accaduto qualcosa… non ti pare? per la maggior parte dei casi qualcosa di vero c’e’ sempre.