le mie telefonate sono abbastanza belle
“Io domani faccio l’incontro importante…” “Questo professore ha una serie di contatti” “…quindi è uno che monta operazioni” “scusa se ti scoccio…tu come stai messo?” “…un altro po’ e si buttava a terra”.Sono frasi estratte dal mucchio dei verbali delle intercettazioni telefoniche.Frammenti di non-pensiero. A leggerli di fila, senza badare al fitto tessuto di illegalità cui rimandano, colpiscono come un referto clinico: la malattia è la povertà linguistica . Eziologia: la miseria della relazione. Fra questi maschi adulti, ben piazzati a capo di questo e di quello, corre soltanto l’effimero contatto della complicità. Finchè dura, finchè serve. Io porto le donne, tu paghi il vino. Io ti presento il padrone, tu metti i soldi.E’ deprimente. Per “par condicio” propongo di mettere sotto controllo il telefono di un tot di cittadini intelligenti e colti, che conversano per simpatia o seduzione. Non a scopo di lucro. Chi si candida? Diamo una speranza a noi stessi e a chi ci guarda da fuori: non tutti gli Italiani fanno schifo. Intercettateci, ve ne accorgerete!



Esco fuori tema e mi scuso. Sa che il suo profilo di Cosentino è quasi uguale a quello di De Luca, Bassolino e tanti, tanti altri?!
Lei, sig. Michele A. non è affatto uscito fuori tema, ma ci è rimasto ben saldo, confermando con la pochezza della sua frase il non pensiero riscontrato dalla SIgnora LIdia Ravera in certa tipologia di “conversazioni”.
Probabilmente lei intendeva inferire un colpo a quello che considera un avversario politico e/o essere pateticamente provocatorio. Invece ha dimostrato soltanto di non avere argomenti per rispondere, per commentare, per condividere o dissentire. Mio figlio ha rubato la marmellata? Beh, il tuo ha rubato la cioccolata, quindi… quindi spartiamocela! - potrebbe essere la risposta dell’interlocutore di turno. Questa più o meno è la profondità di pensiero sua e di certe menti, ahimè potenti, nel senso che hanno il potere di governare, comandare, distruggere e incrementare soltanto i più ghiotti e fantasiosi bottini personali, usurpando e oltraggiando senza scrupoli i nostri cervelli e le nostre esistenze.
Cosa rappresenta allora questa sua frase? Solo un approccio assai misero e tutte le miserie, materiali e intellettuali, rappresentano non solo una moritificazione per quella fetta di umanità che ancora ha i neuroni in funzione, ma anche un pericolo grave per tutti noi che abbiamo solo il potere della ragione e del sentimento.