Lidia Ravera | Video | 4 Marzo 2008 | 4,680 letture
3 commenti
Cara Lidia,
il solo fatto di dire di non innamorarsi mai, presuppone la conoscenza di quel sentimento.
Perché l’innamoramento non segue teorie.
L’innamoramento può nascere, crescere e morire in maniera del tutto soggettiva.
Sta a noi percepirne le varie fasi.
E sta a noi intuire quanto magnifico o struggente esso possa diventare.
Non trova?
Con affetto,
Luigi
Cara Lidia,
anni fa lessi ‘Maledetta gioventù’, amandone molto il titolo e lo stile, e alcune immagini che hai dipinto con tale vivezza da portarmele a spasso, talvolta, quando cammino tra la gente: la ragazza col sedere appena più grosso di quanto perfezione vorrebbe, che esce - sorge - da quei pantaloni larghi come corolla di fiore. Come lei, dopo aver letto il tuo romanzo, d’inverno porto i capelli mezzo impigliati nel cappotto, con quella studiata trascuratezza di un’età che può permettersela. Ed io forse non più, ma chi se ne frega.
Dopo aver visto la presentazione del tuo ultimo libro, ho deciso che ti leggerò di nuovo. Perché nonostante io sia ancora nella primavera della vita, ho da molto tempo il cuore congelato - e il bisogno di capire.
Grazie per le parole che sai usare belle.
V
Per fare l’infinito
ci vuole l’universo
e un Essere necessario.
L’universo un Essere necessario
e l’umana consapevolezza.
Se manca l’ Essere necessario
devono bastare gli uomini.
Se la vita non mi vuole più bene
ci vogliono le parolacce
e un perché.
Le parolacce un perché
e le lacrime.
Se manca il perché
.. bastano le lacrime.
Per fare un gelato delizioso
ci vuole un cono
e una linguaboccabaci.
Un cono una linguaboccabaci
e i sogni.
Se manca la linguaboccabaci
.. bastano i sogni.
Cara Lidia,
il solo fatto di dire di non innamorarsi mai, presuppone la conoscenza di quel sentimento.
Perché l’innamoramento non segue teorie.
L’innamoramento può nascere, crescere e morire in maniera del tutto soggettiva.
Sta a noi percepirne le varie fasi.
E sta a noi intuire quanto magnifico o struggente esso possa diventare.
Non trova?
Con affetto,
Luigi
Cara Lidia,
anni fa lessi ‘Maledetta gioventù’, amandone molto il titolo e lo stile, e alcune immagini che hai dipinto con tale vivezza da portarmele a spasso, talvolta, quando cammino tra la gente: la ragazza col sedere appena più grosso di quanto perfezione vorrebbe, che esce - sorge - da quei pantaloni larghi come corolla di fiore. Come lei, dopo aver letto il tuo romanzo, d’inverno porto i capelli mezzo impigliati nel cappotto, con quella studiata trascuratezza di un’età che può permettersela. Ed io forse non più, ma chi se ne frega.
Dopo aver visto la presentazione del tuo ultimo libro, ho deciso che ti leggerò di nuovo. Perché nonostante io sia ancora nella primavera della vita, ho da molto tempo il cuore congelato - e il bisogno di capire.
Grazie per le parole che sai usare belle.
V
Per fare l’infinito
ci vuole l’universo
e un Essere necessario.
L’universo un Essere necessario
e l’umana consapevolezza.
Se manca l’ Essere necessario
devono bastare gli uomini.
Se la vita non mi vuole più bene
ci vogliono le parolacce
e un perché.
Le parolacce un perché
e le lacrime.
Se manca il perché
.. bastano le lacrime.
Per fare un gelato delizioso
ci vuole un cono
e una linguaboccabaci.
Un cono una linguaboccabaci
e i sogni.
Se manca la linguaboccabaci
.. bastano i sogni.
enrico dignani