leggendo leggendo
Sto leggendo molti libri sulle Brigate Rosse. Il più interessante è una intervista che Rossana Rossanda e Carla Mosca hanno fatto a Mario Moretti in carcere. Si chiama “Brigate Rosse”, una storia italiana. Li sto leggendo per il mio romanzo, che incrocia il terrorismo negli anni 1977 e 1979. Mi colpisce il tono autoaffermativo di Moretti. La coerenza assoluta del suo delirio. Dice, parlando della fine delle Br: “Quando ci esauriremo non sarà perchè ci hanno sconfitto militarmente, ma perchè si è scompaginato il tessuto sociale che ci alimenta, non riusciamo a stargli dietro. E’ finita quella spinta a cambiar tutto dentro la quale sta il nostro atto di nascita. E’ questo che fa sparire le Br” . La Rossanda chiede: “E l’esservi separati dall’opposizione sociale?” . La Rossanda è intelligente. Equilibrata. E di sinistra. Risponde Moretti:” La sola opposizione che c’è stata in Italia alla fine degli anni ‘70 e agli inizi degli ‘80 è stato il movimento della lotta armata”. E’ vero? E adesso? Dov’è l’opposizone costruttiva? C’è ancora qualcuno che vuole cambiare tutto o quasi tutto? Rileggo, sempre per lo stesso libro, lettere e quaderni miei di quegli anni. Non c’è una parola che parli di quel martellare di piombo, di quel sangue impazzito. Dov’ero? Che cosa facevo? Ero incinta, certo, ero all’uscita del terzo romanzo, poi avevo il bambino appena nato e il film dal secondo romanzo…ero molto giovane…ma come è possibile essere così insensibili…adesso sarebbe diverso…Se sono turbata anche da un libro di dieci anni fa ( è del 1993)…bisognerebbe essere maturi da giovani e distratti da grandi..forse… si soffrirebbe meno.



Ciao,fine anni 70 stavo ancora nella pancia di mia madre (che peraltro non so quanto la notizia possa essere interessante si chiama come te), il 16 febbraio del 1978 mi avrebbe partorito, io delle Br ne sarei venuta a conoscenza molto dopo. Un po’ le ho sempre percepite come fatto estraneo, una storia che non mi apparteneva crescendo ho capito invece che facevano parte integrante della storia del mio paese e in quanto tali anche della mia, benchè le abbia sempre condannate per un fatto ideale(mi sembra abberrante che si possa uccidere un uomo per qualsiasi motivo), per un fatto di puro e mero calcolo( tutto quel casino per trovarsi che classe politica dopo ?) la mia generazione è cresciuta a cartoni e pubblicità , chi era giovane a quell’epoca era venuto su in altra maniera, con un altra storia, un altro tessuto sociale, gli strumenti di protesta, il modo di arrabbiarsi sono diversi per questo presumo. Ci sono tantissimi ragazzi nelle associazioni, chei organizzano in movimenti di protesta , che fanno politica, un opposizione c’è ancora diversa ma c’è, sono quelli che non la vogliono che usano spesso ancora gli stessi mezzi ( basta vedere quello che è accaduto a Genova). Bisognerebbe forse essere distratti sempre per non soffrire, da giovani e da anziani qualcuno ci riesce, altri meno, ma alla fine le cose belle perse nel primo caso sommate forse fanno una perdita peggiore della sofferenza cui ci si vuole sottrarre. Punti di vista.
Saluti
Libera
Che analisi sballata che fecero le BR! Si vede che vivevano fuori dal mondo.
Ma non avevano capito com’è la società che li circondava?
L’Italia è un paese di un conformismo allucinante con aspirazioni da “salotto buono”, che rivoluzione sarabbe stata possibile?
Noi, appena guadagnato 50 euri in più al mese siamo già classe sociale, altrochè lotta di classe.
Senza contare che i loro omicidi non hanno colpito quelli che sarebbero stati degli obbiettivi reali bensì, molte volte, poveracci che non centravano nulla e, almeno una volta, operai.
Non parliamo poi di Prima Linea!!!!