Liberaci dal male
Concussione truffa peculato: in Italia non è un novità. Pare che fra chi possiede un qualche potere sia maledettamente frequente, la tentazione di usarlo, per incrementare ulteriormente il proprio capitale. Anche la detenzione di materiale pedopornografico, imputazione ancora non del tutto chiarita, allude a un vizio ormai abbastanza diffuso: l’estetica deviata del consumistismo che vede belli soltanto i minorenni , più la certezza di poter prevalere, necessità tipica dei vigliacchi. Il professor Marcelletti Carlo, quindi, non sarebbe che uno dei tanti, e la sua vicenda l’ennesima deprimente conferma dell’immoralità diffusa che avvelena il nostro Paese. Ci sono due dati che, tuttavia, accrescono il tasso medio di sconcerto, fanno lievitare l’indignazione abituale verso qualche scomoda domanda. Il primo dato riguarda il potere particolare che Marcelletti esercitava: era un cardiochirurgo, specializzato nella cura dei bambini, spesso molto piccoli. Sempre molto malati. Era ai loro genitori, assediati dall’angoscia, disposti a tutto pur di veder tornare il sorriso sul volto dei loro figli, di vederli di nuovo giocare con gli altri, di strappare, per loro, il lungo futuro cui avevano diritto, era a padri e madri affranti, che il professore spillava tremila o cinquemila euro. Prometteva “comfort particolari”, illudeva che il loro bambini non sarebbero stati “trattati come tutti”. E come vengono trattati quelli che non possono comprarsi un privilegio nella sanità Pubblica Italiana? Male. Sono costretti a lunghe attese. E chi ha un figlio cardiopatico una lunga attesa non se la può proprio permettere. Non è questione di fretta, non salta la vacanza o il ponte di carnevale…è questione di vita o di morte. Chi di noi, noi che abbiamo figli, direbbe “no, guardi, io quei cinquemila euro non glieli do”. Nessuno. Chiunque si venderebbe casa e se non ce l’ha andrebbe a chiedere prestiti agli strozzini, a umiliarsi con i parenti e gli amici, a rubare. E gli darebbe quei maledetti soldi.Per fortuna non va sempre così:mio figlio,a 32 giorni di vita, fu ricoverato al Policlinico Umberto Primo, per una grave forma di polmonite, il virus che l’aveva colpito si chiamava “sinciziale”, quell’anno, il 1979, ne erano già morti alcuni bambini. Avevo poco più di vent’anni ed ero terrorizzata. L’incubo durò soltanto nove giorni. Mio figlio fu ricoverato subito, gratuitamente, e guarito. Se mi avessero chiesto dei soldi, sarei stata capace di tutto per procurarmeli e li avrei consegnati a chiunque. A una “onlus” nobilmente intestata alla cardiopatia pediatrica, ma anche, direttamente, nelle tasche del medico che me li avesse proposti come soluzione ai disservizi della pubblica sanità. E con ciò arriviamo al secondo fattore di sconcerto di questa storia italiana: il fatto, incontrovertibile, che i genitori dei piccoli pazienti del professor Marcelletti, pur vittime di un odioso ricatto, difendono il loro ricattatore. Rifiutano di accusare. Minimizzano. Sperano che non se ne parli più, che il polverone si posi e l’indagato torni, sereno e con la mano ferma come prima, a operare. Se chiedesse loro altro danaro, ormai apertamente per le sue vacanze e le sue cene di lusso o le sue eventuali amanti minorenni, glielo darebbero. A costo di vendersi un rene. Vogliono, le madri e i padri di bambini malati, che i loro bambini guariscano. E non c’è spazio per altro. Né giudizi morali né calcoli economici. Sarebbe lo stesso se Carlo Marcelletti curasse gli adulti? Se fosse un endrocrinologo, un bravo internista, un otorino, un gastroenterologo? No, non proprio lo stesso. Ma , secondo me, non sarebbe poi molto diverso. Viviamo immersi in una cultura dell’immanenza. Siamo, chi più chi meno, tutti convinti di avere una vita sola, questa che corre via, giorno dopo giorno, anno dopo anno, usurando i nostro organi e assotigliando la nostra pelle. La nostra unica religione è il benessere. Vogliamo godere e quindi dobbiamo star bene. La malattia è diventata, rapidamente, il più temibile dei nemici. Una mattina ti svegli con un dolore al petto e addio viaggi, vacanze, carriera, cene luculliane, illusioni di giovinezza, fitness e eros. Nessuno è più disposto a vedere nella sofferenza la strada che porta al paradiso, nessuno se ne frega più granchè del Paradiso. Non di quello promesso come eterno riposo dopo la morte. Vogliamo tutti vivere, il più a lungo possibile, essendo, nei limiti del possibile, al nostro meglio. Ecco che, allora, una delle malattie più diffuse diventa l’ipocondria, seguita a ruota dalla frenesia analgesica ( una sorta di orrore del dolore, fino alla dipendenza da farmaci e droghe dell’oblio). Ed ecco che il medico, dispensatore di soluzioni al problema dell’ammalarsi/usurarsi/invecchiare, diventa l’unico “padre nostro”, quello che, da solo, può “liberarci dal male”. Non è uno e trino. Ma di certo è onnisciente. E, se può strappare nostro figlio dalle grinfie della morte, non ce ne importa niente se è disonesto.
Del resto, i cinquemila euro richiesti come incoraggiamento ad operare per il bene degli umani, non potrebbero essere l’offerta votiva, l’obolo che, nella superstizione popolare, rende il Dio benevolo verso di noi, poveri mortali?
wwwlidiaravera.it



Lidia cara, cerco sui giornali on line italiani di capire qualcosa su questa orribile vicenda. Ne hai parlato cosi’ bene che potrei astenermi da qualsiasi commento. Voglio pero’ offrire a te e ai commentatori del tuo blog una notizia finlandese in parte, ma solo in parte simile a quella che vede coinvolto il notissimo medico italiano. Pochi mesi fa si e’ scoperto che il ministro degli esteri del governo in carica spediva sms erotici a una ballerina di strip tease in Usa. Maggiorenne la ballerina , questa la differenza sostanziale. L’altra e’ che il ministro degli esteri, in un attimo, e’ sparito di scena, licenziato dal leader del governo, espulso dalla politica attiva sia per la figura fatta ma vuoi anche perche’ aveva usato il cellulare di servizio.
Mi meraviglio, viste le ammissioni del medico (in Italia quasi tutti si fanno chiamare professori, quasi tutti hanno una qualsiavoglia libera docenza, quasi tutti fanno parte di commissioni, passando da una clinica privata a un ospedale pubblico, molti evadono le tasse) e visto soprattutto il giuramento di Ipopocrate, che questo signore non sia stato ancora espulso dall’ordine dei medici. Questo dovrebbe accadere in un paese civile e poco altro: un processo rapido, un velo pietoso e un silenzio di urla strozzate in gola.
bellissima, acutissima, equilibratissima (ed ispirata) sintesi. Meravigliosa poi la chiusa, da cui si può ripartire per ancora più ampie riflessioni; avrei solo usato l’iniziale minuscola per quel dio che ci figuriamo ci faccia certi della sua benevolenza con cinquemila euro. Quello in cui noi crediamo (credere, secondo il dizionario, non è aver capito ma è “tenere per vero” o in altre parole “volere che sia vero”) si accontenta di una preghiera, che risponde in modo più diretto ed immediato al nostro vero bisogno nel dolore: avere qualcuno a cui rivolgersi anche semplicemente solo col pensiero.
Sei prorio brava
anche se mi scandalizzo dell’accaduto e mi trovo d’accordo in toto con il tuo punto di vista, strano ma non mi meraviglio più di niente:non in Italia, non degli italiani. su di me i ricatti hanno un unico potere: quello di farmi incazzare come una bestia. mi fa incazzare il peculato, chi lo ‘appoggia’, vuoi per dovere o per piacere, mi fa incazzare chi vuore morire e gli viene negata la possibilità di chiudere i propri giorni -perchè vita non è più- e non gli è concesso farlo, mi fa incazzare un criminale se seppur reo confesso di un crimine la fa franca cavandosela magari solo cono una pena puramente ’simbolica’. mi fanno incazzare i buoni a tutti i costi, che sono disposti a perdonare cristianamente ogni cosa, purchè non capiti a loro, ovviamente. mi fa incazzare un’informazione giornalistica che narra i fatti come se stesse riassumento le puntate di una telenovela. mi fanno incazzare gli italiani ipocriti, che nella stragrande maggioranza dei casi sono disposti a vendersi l’anima come puttane ma non hanno mai il coraggio di levare la testa. si lamentano, si mostrano arrabbiati con il mondo ma non alzano mai la testa, e quando trovano chi lo fa, inizialmente patteggiano per questa anima che vorrebbe veder funzionare bene almeno qualcosa, ma a conti fatti la lascia sola. cosa ci sdi può aspettare di ottenere da gente così?
Sarebbe (condizionale) bello poter discutere nello specifico di casi come questo (ma anche di molti altri, vedi delitto di Cogne, i fratellini trovati morti in fondo al pozzo etc) a fine indagine.. o ancora meglio a fine processo… se i processi in Italia avessero una durata normale.
Non dico non sia legittimo parlare del caso aberrante di turno “a caldo”, anzi è giusto spiegare alla collettività cosa è successo, l’eventuale degrado morale dilagante nel nostro paese e bla bla bla. Tutto OK.
Ma mi sembra che ormai tutto sia stato ridotto alla “notizia bomba”, allo scoop, in TV soprattutto, contenitore che ormai riesce a deformare anche la realtà dei fatti… se non i processi stessi (quelli in tribunale intendo).
Non so voi… ma sto iniziando ad avvertire una certa nausea per sti casi di CRONACA.
Continuare a sentire in TV, alla radio, su internet che “la magistratura sta indasgando” e intanto si parla, si sparla, si fanno talk-show sul caso specifico, sulle casistiche dell’abominio in questione verificatosi negli ultimi anni in tutta Italia se non direttamente in Europa o addirittura nel Mondo.
E allora vai: partono schermate di statistiche a “Porta a Porta”, escono fuori i dati, la data della “Giornata Mondiale in difesa del…” e gli immancabili “avvocati Taormina”.. tanti, troppi.
Basta.
La domanda è sempre una: cosa serve pubblicizzare così tanto una notizia come questa in un TG nazionale, in una TV nazionale?
Cari telespettaori ma lo sapete che c’è uno medico famoso che è corrotto, corruttore e pedofilo? Assì? Ma a me, sinceramente, cosa me ne frega?
OK, hai dato la notizia una volta in TV… facci solo sapere come è andata a finire e basta.
Dovrebbero cambiare i nome del TG in TC… non è un TeleGiornale, ormai è una TeleCronaca.
Splendido pezzo, davvero. Gli dei minori del nostro mondo che si chiamino Marcelletti o Tizio o Caio esigono i loro sacrifici e fanno di coloro che sono dominati i loro più assidui fedeli. Anche quando il loro potere è millantato, quando è solo il santino della disperazione. Ma il Dio stato che dovrebbe sorvegliare sciamani, aruspici e sibile, quello che dovrebbe eguagliare i destini, dov’è finito? E sparito come nel fideismo delle plebi meridionali tra un sangue che si scioglie e una maschera di cera? E’ un dio ormai impotente tra un Marcelletti che vuole persino il sacrificio di Isacco e un direttore sanitario con una riconoscente manciata di ex voto in tasca. Oppure è morto e nessun sottosegretario ce lo viene a dire?
… la pornografia … 2007 correva l’anno …
.. in quel generoso super inflazionato lasciarsi andare
sembra esserci
un’anarchica snervante invadenza per l’ordinario
che stuzzica
una possibile contemplazione oltre ..
e forse inoltre .
Viviamo in una società quasi totalmente degenerata, solo un miracolo potrebbe riportarci alla normalità, la situazione è brutta a livello mondiale, in Italia è però molto peggio, e la prospettiva per il futuro è assolutamente negativa. Dobbiamo unirci tutti insieme per poter ottenere qualcosa, di sensato, non si pretende l’impossibile ma la normalità!
Saluti
Andrea
Per Andrea:
giusto ieri sera a cena ho parlato con alcuni commensali dell’argomento, unendolo poi a molti altri aberranti casi di cronaca e all’incapacità dello stato di porre un limite al degrado e all’incapacità del popolo che, seppur spaventato da ciò che avviene nel mondo -non solo nel nostro paese-, sembra ‘ìdifferente e refrattario’ ad un’iniziativa concreta. tutto scorre, mi è stato detto. ogni epoca ha avuto i suoi periodi di luce e di ombra. mi è stato anche detto: che vuoi fare, cambiare il mondo da sola?
no, certo. non ho la capacità e la presunzione per poterlo fare, ma il diagolo porta comunque a dover affrontare realtà che anche se non ci toccano personalmente non possono lasciarci indifferenti. se così fosse, a che pro lamentarsi, allora?
mi hanno riso in faccia. sono stata tacciata quasi come se il discorso provenisse da una mente alienata che, non avendo di meglio da fare, si indigna per le tante, troppe ingiustizie di una società malata. hai voglia a dire che nella società ci sei dentro fino al collo anche tu. altra risposta: anche se vedo cose che chiaramente non mi piacciono, finchè non mi toccano io non muovo un dito. sono rimasta scioccata. mi sono sentita una scema, un’idealista che vorrebbe che le cose funzionassero quando il mondo va da tutta un’altra parte. un muro!mi sono trovata davanti un muro, e non è la prima volta che mi succede.
se siamo arrivati a questi punti di degrado, forse è colpa di qualcuno, e forse lo stato non funziona perchè le battaglie del popolo per i diritti legittimi quali la sicurezza, il lavoro, la dignità, sono un optional.
io mi sento spiazzata da ciò che sono costretta a sentire, dall’incapacità di comunicare con l’uomo. vedo solo tanto cinismo e ci sto male. il futuro? spero di non esserci più per non vedere.
strano, orribile a dirsi, ma arrivati a questo punto non c’è altro da aggiungere.
posso affilare i denti, cercare di capire anche i punti di vista altrui, ma non condividere questa patina di cinismo che avvolge il mondo. no, questo non lo accetto e non lo accetterò mai.
ma questa è la mia cultura, come mi è stato sottolineato. la cultura del sognatore…
che tristezza. e non è soltanto per dire…
La società in cui viviamo è nè più nè meno degenerata di 50 anni fa.
Esistevano, già allora, i maniaci, i pedofili, i corruttori e i mafiosi.
La differenza è che i nuovi mezzi di indagine, di comunicazione e di pubblicizzazione dei “casi mostruosi” sono decisamente più avanzati di una volta per cui, cose che anni fa non sarebbero state individuate (o anche solo denunciate, come gli stupri per esempio) al giorno d’oggi sono comunicate al grande pubblico e se hanno un sufficiente ritorno di audience sono subito pubblicizzate dai vari media, TV in primis.
Questo Paese di morti si merita giustemente degli epitaffi. Ho cominciato con qualcuno, così come viene, aseconda della giornata e degli eventi, delle notizie e delle foto. Ne posto qualcuno, sperando che il gioco non infastidisca e non ci siano troppi seguaci dello pseudo Aristotele.
MARCELLETTI
Oh passegger siediti e rifletti
qui giace il chirurgo Marcelletti
In vita trombò madri ed operò bimbette
Non fiori, ma fotografie di tette.
LAPO ELKANN
Ti chiedi chi riposa con gli occhiali?
Il lieto Lapo con i suoi sodali.
Il made in italy fu sempre il suo pallino
ed ebbe un marchio, quello del cretino.
CARFAGNA
Qui nel verde smeraldo di campagna
si dona a Dio piacendo la Carfagna
Fu valletta, ministra e telegatta…
Ehi.., passegger, richiuditi la patta
LA RUSSA
Fermati fedele e piano piano bussa
qui giace Ignazio, ahimè detto la Russa
Proprio lui che a vederlo sembrava dinamite
col saluto romano esagerò, morì d’artrite