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	<title>Commenti a: L&#8217;ideologia dell&#8217;età</title>
	<link>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/</link>
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	<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 17:31:26 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: Libera</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1292</link>
		<author>Libera</author>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:13:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1292</guid>
					<description>e'  vero la gioventù non è ontologicamnet pura e se ogni tanto si prendesse, anzi ci prendessimo, qualche responsabilità forse sarebbe meglio.
ma è vero non ci vengono date opportunità e le pochissime che  ci sono spesso  non abbiamo  il coraggio della fatica del prendercele ,perchè in questo paese è idventato una fatica tutto, mettersi in proprio , costruirsi una famiglia, comprarsi una casa
e' il coraggio che ci manca e quell'incoscienza sana che forse avevano i nostri genitori.
che i cinquantenni restino,anche più vecchi :lasciateci i maestri come Montanelli o BIagi che non ci sono fisicamente più ma rimangono. Ma che i cinquantenni però capiscano che lo spazio va diviso anche con altri , che ne abbiamo il desiderio vero: praticamente parlando se pago un sacco l'articolo di un vip della penna poi  è ovvion che non ci sono più i soldi per i collaboratori.
 un passo avanti noi, un passo indietro loro.
a mezza strada c'è la scommessa di un paese che ha bisogno di cambiare e allo stesso tempo della memoria
Libera</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e&#8217;  vero la gioventù non è ontologicamnet pura e se ogni tanto si prendesse, anzi ci prendessimo, qualche responsabilità forse sarebbe meglio.<br />
ma è vero non ci vengono date opportunità e le pochissime che  ci sono spesso  non abbiamo  il coraggio della fatica del prendercele ,perchè in questo paese è idventato una fatica tutto, mettersi in proprio , costruirsi una famiglia, comprarsi una casa<br />
e&#8217; il coraggio che ci manca e quell&#8217;incoscienza sana che forse avevano i nostri genitori.<br />
che i cinquantenni restino,anche più vecchi :lasciateci i maestri come Montanelli o BIagi che non ci sono fisicamente più ma rimangono. Ma che i cinquantenni però capiscano che lo spazio va diviso anche con altri , che ne abbiamo il desiderio vero: praticamente parlando se pago un sacco l&#8217;articolo di un vip della penna poi  è ovvion che non ci sono più i soldi per i collaboratori.<br />
 un passo avanti noi, un passo indietro loro.<br />
a mezza strada c&#8217;è la scommessa di un paese che ha bisogno di cambiare e allo stesso tempo della memoria<br />
Libera</p>
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	<item>
		<title>Di: Raffaele Carlettini</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1293</link>
		<author>Raffaele Carlettini</author>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:49:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1293</guid>
					<description>Concordo in pieno con entrambe. Però, aggiungo una critica anche verso me stesso, se posso, scrivendo che comunque dovremmo prenderci delle responsabilità provando a scalzare chi, nel corso del tempo, s'è dimostrato inadeguato nella società cosiddetta civile e non solo.
E, se posso aggiungerlo, non credo che l'età biologica o anagrafica sia importante. Probabilmente, Tiziano Scarpa intendeva esprimere la propria voglia di vedere allargato il panorama delle opinioni, con presenze fresche che possano apportare qualità, e non solo quantità, al dibattito culturale, sociale e, di conseguenza, politico; però, è altresì vero, secondo me, che non è l'età delle persone, bensì la freschezza delle loro idee a foraggiare il coraggio civile. E scrivendo questo, penso non solo a Gandhi, a Madre Teresa, a Che Guevara, ma anche a Montanelli, Biagi (come giustamente riportato da Libera) e a Rita Levi Montalcini, a Margherita Hack e, sì, anche a Lidia Ravera, voci critiche che scuotono le menti, dànno loro la sveglia nella speranza di progredire anziché arroccarsi in vecchie demagogiche paure. Del resto, una massima cinese riporta che "il saggio è colui che conosce e rispetta il passato e la sua memoria, ma sa anche liberarsene per potersi dare un nuovo futuro".
Raffaele</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo in pieno con entrambe. Però, aggiungo una critica anche verso me stesso, se posso, scrivendo che comunque dovremmo prenderci delle responsabilità provando a scalzare chi, nel corso del tempo, s&#8217;è dimostrato inadeguato nella società cosiddetta civile e non solo.<br />
E, se posso aggiungerlo, non credo che l&#8217;età biologica o anagrafica sia importante. Probabilmente, Tiziano Scarpa intendeva esprimere la propria voglia di vedere allargato il panorama delle opinioni, con presenze fresche che possano apportare qualità, e non solo quantità, al dibattito culturale, sociale e, di conseguenza, politico; però, è altresì vero, secondo me, che non è l&#8217;età delle persone, bensì la freschezza delle loro idee a foraggiare il coraggio civile. E scrivendo questo, penso non solo a Gandhi, a Madre Teresa, a Che Guevara, ma anche a Montanelli, Biagi (come giustamente riportato da Libera) e a Rita Levi Montalcini, a Margherita Hack e, sì, anche a Lidia Ravera, voci critiche che scuotono le menti, dànno loro la sveglia nella speranza di progredire anziché arroccarsi in vecchie demagogiche paure. Del resto, una massima cinese riporta che &#8220;il saggio è colui che conosce e rispetta il passato e la sua memoria, ma sa anche liberarsene per potersi dare un nuovo futuro&#8221;.<br />
Raffaele</p>
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	<item>
		<title>Di: ilaria speziale</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1294</link>
		<author>ilaria speziale</author>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 21:25:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1294</guid>
					<description>Si parla di giovani e mi sento chiamata in causa. D'altronde sono certamente tale, al di là dell'accezione  "moderna"  e diirei senz'altro discutibile di Scarpa. Sarà che forse alla mia età-  ventun anni- si vive ancora di sogni e piccole certezze- già piccole, rispetto ai tempi del liceo quando sembravano assolute ed indiscutibili-, eppure credo che chi valga e abbia talento in qualche modo possa affermarsi. (Spero, cara lidia, di non averle ricordato la meritocrazia della Gelmini. Anche perchè essere paragonata  alla -e ci risiamo- giovane ministra non mi aggrada particolarmente.) Non mi sembra un discorso di età. Si può essere,citando un suo libro, "Opera Prima" anche a cent'anni. Scrivere o comunque emergere culturalmente-come in ogni campo-da giovani o da adulti. Prima o dopo che importa? 
E sul suo- presunto-"problema personale" sulla questione, le consiglio, se posso, di non porselo affatto. Non dimentichi che è un eterno ragazzo per i più Gianni Morandi. Chi meglio di lei può vantare questo epiteto-al femminile ovviamente! Sbaglio o un suo libro-il mio preferito guardi caso- si intitola proprio eterna ragazza?
Un abbraccio
Ilaria</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla di giovani e mi sento chiamata in causa. D&#8217;altronde sono certamente tale, al di là dell&#8217;accezione  &#8220;moderna&#8221;  e diirei senz&#8217;altro discutibile di Scarpa. Sarà che forse alla mia età-  ventun anni- si vive ancora di sogni e piccole certezze- già piccole, rispetto ai tempi del liceo quando sembravano assolute ed indiscutibili-, eppure credo che chi valga e abbia talento in qualche modo possa affermarsi. (Spero, cara lidia, di non averle ricordato la meritocrazia della Gelmini. Anche perchè essere paragonata  alla -e ci risiamo- giovane ministra non mi aggrada particolarmente.) Non mi sembra un discorso di età. Si può essere,citando un suo libro, &#8220;Opera Prima&#8221; anche a cent&#8217;anni. Scrivere o comunque emergere culturalmente-come in ogni campo-da giovani o da adulti. Prima o dopo che importa?<br />
E sul suo- presunto-&#8221;problema personale&#8221; sulla questione, le consiglio, se posso, di non porselo affatto. Non dimentichi che è un eterno ragazzo per i più Gianni Morandi. Chi meglio di lei può vantare questo epiteto-al femminile ovviamente! Sbaglio o un suo libro-il mio preferito guardi caso- si intitola proprio eterna ragazza?<br />
Un abbraccio<br />
Ilaria</p>
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	<item>
		<title>Di: Alberto</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1295</link>
		<author>Alberto</author>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 09:44:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1295</guid>
					<description>Sarebbe facile fare un po' di ironia sul giovanilismo forzato: l'opera che ha segnato indelebilmente tre secoli di pensiero, fu scritta da Kant a 57 anni ed era in pratica un'opera prima. Certo parliamo di filosofia e non di letteratura, ma anche qui , salvo rare eccezioni, i libri migliori sono quelli della maturità, quelli dove si addensa il miele e la disperazione del tempo. 
Non ha alcun senso fare spazio ai giovani, restringendo quello dei vecchi, non è un concetto che riguarda la letteratura, ma al massimo gli autobus: i giovani scrittori possono avere un senso, solo se ci sono i vecchi. E quando si invocano, in ogni campo,  i ricambi generazionali, cioè un fatto che in sé sarebbe scontato, significa solo che si è nella penombra delle idee.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe facile fare un po&#8217; di ironia sul giovanilismo forzato: l&#8217;opera che ha segnato indelebilmente tre secoli di pensiero, fu scritta da Kant a 57 anni ed era in pratica un&#8217;opera prima. Certo parliamo di filosofia e non di letteratura, ma anche qui , salvo rare eccezioni, i libri migliori sono quelli della maturità, quelli dove si addensa il miele e la disperazione del tempo.<br />
Non ha alcun senso fare spazio ai giovani, restringendo quello dei vecchi, non è un concetto che riguarda la letteratura, ma al massimo gli autobus: i giovani scrittori possono avere un senso, solo se ci sono i vecchi. E quando si invocano, in ogni campo,  i ricambi generazionali, cioè un fatto che in sé sarebbe scontato, significa solo che si è nella penombra delle idee.</p>
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		<title>Di: Dora</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1296</link>
		<author>Dora</author>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 15:22:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1296</guid>
					<description>Io rientro sempre nella categoria "giovani" per quanto invecchi. Temo sia una maledizione, sono ad un passo per riuscire a sfuggirla, ed ecco che mi riprende; spostano sempre il limite.

Non penso che il problema sia solo di far parlare persone più giovani di quelle che intervengono di solito nel dibattito politico culturale. Credo che le voci "nuove" , qualsiasi età abbiamo debbano essere benvenute. Ma ci sia una certa impermeabilità a questi arrivi. E' più facile , sempre, chiedere a chi è già conosciuto, più rassicurante, più catalogabile. Per quanto urticante un parere di Lidia Ravera si sa dove incasellarlo, laggiù verso sinistra. Quanto è più difficile chiamare un nuovo personaggio, bravissimo  e preparatissimo, a scrivere o parlare, se non si sa come definirlo. Quindi il richiamo è ai direttori di giornale ,o a quelle persone che hanno il potere di dare uno spazio ; non certo di farsi da parte  a coloro che quello spazio se lo sono conquistati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io rientro sempre nella categoria &#8220;giovani&#8221; per quanto invecchi. Temo sia una maledizione, sono ad un passo per riuscire a sfuggirla, ed ecco che mi riprende; spostano sempre il limite.</p>
<p>Non penso che il problema sia solo di far parlare persone più giovani di quelle che intervengono di solito nel dibattito politico culturale. Credo che le voci &#8220;nuove&#8221; , qualsiasi età abbiamo debbano essere benvenute. Ma ci sia una certa impermeabilità a questi arrivi. E&#8217; più facile , sempre, chiedere a chi è già conosciuto, più rassicurante, più catalogabile. Per quanto urticante un parere di Lidia Ravera si sa dove incasellarlo, laggiù verso sinistra. Quanto è più difficile chiamare un nuovo personaggio, bravissimo  e preparatissimo, a scrivere o parlare, se non si sa come definirlo. Quindi il richiamo è ai direttori di giornale ,o a quelle persone che hanno il potere di dare uno spazio ; non certo di farsi da parte  a coloro che quello spazio se lo sono conquistati.</p>
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		<title>Di: fabrizio</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1301</link>
		<author>fabrizio</author>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 17:20:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1301</guid>
					<description>non stona ricordare come il povero scrittore, qualsiasi età anagrafica possieda, è preso da problematiche ben differenti da quelle della sua età reale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non stona ricordare come il povero scrittore, qualsiasi età anagrafica possieda, è preso da problematiche ben differenti da quelle della sua età reale</p>
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	<item>
		<title>Di: Tiziano Scarpa</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1307</link>
		<author>Tiziano Scarpa</author>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:44:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lidiaravera.it/lideologia-delleta/#comment-1307</guid>
					<description>Cara Lidia Ravera,
ho visto solo ora questo tuo intervento.
Magari potevi procurarti il mio articolo e leggerlo, prima di commentarlo.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201001articoli/51449girata.asp
Avresti evitato gran parte di questa tirata, fondata sul nulla (o su tue proiezioni?, fantasmi?, timori?), visto che mi attribuisci cose che non ho mai scritto.
Non ho mai definito "giovani", gli under 50enni, non sono scemo.
Ho scritto: "bene, mi sono detto, vediamo quanto spazio dà, non dico ai giovani, ma almeno alle persone sotto i cinquant'anni, il quotidiano che ecc."
Poi, il mio discorso non si riferiva solo agli scrittori e alle scrittrici, ma anche a "studiosi, artisti, registi, scienziati" sotto i 50 che sui maggiori quotidiani italiani (Repubblica, Corriere e Stampa) non hanno spazio.
Non ho mai scritto che volevo escludere i vecchi, ma fare scrivere anche (lo ripeto), "non dico i giovani, ma almeno le persone sotto i cinquant'anni". Anche; non: invece di.
Ma chissà se ti interessa stare a sentire i discorsi degli altri, visto che ti butti a giudicarli senza avervi dedicato un minimo di attenzione.
Un saluto
Tiziano Scarpa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Lidia Ravera,<br />
ho visto solo ora questo tuo intervento.<br />
Magari potevi procurarti il mio articolo e leggerlo, prima di commentarlo.<br />
<a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201001articoli/51449girata.asp" rel="nofollow">http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201001articoli/51449girata.asp</a><br />
Avresti evitato gran parte di questa tirata, fondata sul nulla (o su tue proiezioni?, fantasmi?, timori?), visto che mi attribuisci cose che non ho mai scritto.<br />
Non ho mai definito &#8220;giovani&#8221;, gli under 50enni, non sono scemo.<br />
Ho scritto: &#8220;bene, mi sono detto, vediamo quanto spazio dà, non dico ai giovani, ma almeno alle persone sotto i cinquant&#8217;anni, il quotidiano che ecc.&#8221;<br />
Poi, il mio discorso non si riferiva solo agli scrittori e alle scrittrici, ma anche a &#8220;studiosi, artisti, registi, scienziati&#8221; sotto i 50 che sui maggiori quotidiani italiani (Repubblica, Corriere e Stampa) non hanno spazio.<br />
Non ho mai scritto che volevo escludere i vecchi, ma fare scrivere anche (lo ripeto), &#8220;non dico i giovani, ma almeno le persone sotto i cinquant&#8217;anni&#8221;. Anche; non: invece di.<br />
Ma chissà se ti interessa stare a sentire i discorsi degli altri, visto che ti butti a giudicarli senza avervi dedicato un minimo di attenzione.<br />
Un saluto<br />
Tiziano Scarpa</p>
]]></content:encoded>
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