L’intelligenza degli altri
Fremo, rompo le balle, divento irrequieta. Rileggo mezzo caso di Freud, prendo e lascio l’ultimo romanzo di Yehoshua ( “Fuoco amico”, non eccelso). Nuoto e corro fino a sfinirmi. Dormicchio un po’, ma il pomeriggio è in agguato, sono le ore della scrittura e io non so stare senza scrivere. Rileggo un po’ di W. Whitman. Scarico la posta. Provo a scalettare un racconto…così, tanto per dare un ordine a un paio di pensieri ossessivi. Lo straccio. Immagino di continuare il romanzo che ho finito:prendo appunti su un ipotetico 1989 in cui far muovere Emma e Maria…Il disordine cresce nella mia testa e sul tavolo della terrazza. Si ammonticchiano libri, fogli, appunti. Acchiappo un vecchio Heidegger, “sentieri interrotti” che mia figlia mi ha regalato qualche anno fa. Incomincio a leggere “L’artista è l’origine dell’opera. l’opera è l’origine dell’artista”. Leggo tre pagine…mi stanco. Apro i Quaderni di Malte Laurids Brigge e, finalmente, mi placo. Sentite che bello: ” Uno dovrebbe aspettare, raccogliere saggezza e dolcezza per tutta una vita, una vita lunga se possibile, per riuscire forse, proprio alla fine, a scrivere dieci righe buone. I versi non sono, come si crede, sentimenti(i quali si hanno abbastanza presto), sono esperienze”. Il messaggio arriva forte e chiaro.
Chiudo i taccuini, poso la penna. Intanto, dietro gli scogli che orlano la terrazza, il sole incomincia a tramontare.



Freud avrebbe molte cose da dirti, ma tu le sai gia’. Bacio. Ann.
Tutti i sentieri interrotti di una giornata, con l’imopossibilità di tornare indietro o di trovare un luogo, una radice sicura. Qualcosa che non sia la lenta oscurità di un tramonto.
Dentro te stessa quel libro non e’ terminato! Probabilmente hai ancora tante idee che ti frullano per la testa.. Ciao!
Rileggerò anch’io il libro di Rilke alla ricerca della frase che al momento non ho trovato. Rende perfettamente il tuo stato d’animo. E’ un pò come leggere l’ I Ching, e trovare risposte a domande non ancora formulate.
In compenso però ho forse trovato il tuo libro (In quale nascondiglio del cuore) grazie a Radio Fahrenheit.
Anche per me un giorno normale è diventato speciale grazie ad una risposta.
che bello! e poi mi viene in mente che le parole, a volte delle frasi, ci attraversano e restano un po con noi, come una rivelazione.
Un abbraccio fabrizio
Giornataccia, eh? Di solito succede guardando il telegiornale. Per i libri non letti, non dovrebbe esserci problema. Fruttero (o Lucentini) e anche Eco, mi pare, hanno detto che non è affatto obbligatorio finire un libro iniziato. La frase sulle poesie riportata in fondo al post è bella e suggestiva, ma, credo, un po’ troppo staccata dalla realtà praticabile, a meno di non essere monaci zen. Se estendiamo il concetto a tutti coloro che scrivono, visto che non c’è ragione di limitarlo a chi scrive in versi, tutta la letteratura sarebbe condensabile in pochi quaderni con dieci righe per ogni scrittore, una tragedia sia per chi ama leggere che per chi ama scrivere. E l’umanità vedrebbe ancora più televisione, e Berlusconi sarebbe ancora più influente. Per cortesia, butta quel libro e comincia a scriverne tu uno nuovo. Lungo, se ti riesce, perché io leggo velocemente e i tuoi libri mi finiscono in fretta, e ogni volta mi dispiace.
Buon lavoro e tanta stima.
Si sa gli onomastici non sempre si festeggiano. Auguri comunque e se puoi scrivi.