l’ultima domenica prima di natale
Una specie di nostalgia dell’infanzia. Sentimento censurato. Deviato sull’acquisto compulsivo di oggetti il più possibile inutili. Camminavo, in una di quelle mattinate blu, pulite dal freddo, che rendono Roma luminosa. E intanto guardavo i cappotti, i giacconi imbottiti, gli stivali, in cui le donne si muovevano come in un nido. Le mani guantate reggevano sacchetti rossi, coccarde dorate, nastri. C’era una fretta lenta, in giro, come uno smarrimento nuovo nel ripetere gli stessi percorsi. Le liste: regali utili, regali di ringraziamento, regali affettivi, regali necessari, regali di restituzione. Pensavo: una ragnatela di obblighi reciproci. Chi, per primo, romperà l’incantesimo? Chi dirà : basta. Che a Natale i cattolici vadano in Chiesa, gli altri approfittino del vuoto per riflettere un po’, per farsi due conti di quelli essenziali… E se proprio si vuol celebrare una qualche nascita di profeta, che sia la giornata della solidarietà sociale. Il budget-regali vada a coprire, seppure poco, la grande disparità fra chi si interroga sulle faticose gioie del superfluo e chi manca del necessario. C’era un banchetto che raccoglieva qualche soldo per i cani abbandonati, una firma contro la vivisezione. Meccanicamente, ho firmato e lasciato un obolo modesto.Meccanicamente. Mentre pensavo ai fatti miei, ai fatti loro…



Mi eri sembrata un pò giù di tono, anche nell’articolo precedente. Sarà che il Natale non ci fa più un grande effetto, è quasi un obbligo. Che questa tradizione non vada persa, i figli ci tengono e anche in noi, come dici tu, fa eco la nostalgia dell’infanzia. Il pensiero va comunque alle persone care, e tra queste ci sei anche tu. Per cui tanti auguri, Lidia, e grazie sempre.
Non sono credente, ma non mi faccio scippare il Natale dalla depressione, dal consumismo o da Berlusconi. Basta limitarsi, basta dare un senso a quello che regali. Mica devi farlo per forza o regalare un Rolex. Spesso si aspetta proprio Natale per regalare o regalarti qualcosa che prima non potevi.
Coraggio.
Poi ci sono regali e regali. Ci sono regali che ti costano solo un pò del tuo tempo, una chiaccherata, una cosa che avevi in casa che a te non serve ma ad altri si.
Io ho messo a disposizione sul mio blog un calendarietto dedicato alla costituzione, ai principi fondamentali: sono 12 come i mesi coincidenza. E’ il mio regalo, non è poco.
Lidia cara, mi permetto di segnalare a te che sei una scrittrice di vaglia e ai frequentatori del tuo intenso blog, un libro importante che potrebbe essere un regalo non inutile, e un vero dono per noi laici che cerchiamo la decrescita, la serenità e un futuro decente. Il libro si chiama Creazione e Adelphi l’ha pubblicato finalmente dopo due anni dalla sua trionfale uscita nel mondo anglosassone. L’autore è il più grande entomologo vivente, Edward O. Wilson. Per noi che lo conosciamo è un mito. Le sue parole le posso considerare come una Bibbia per i laici. Ecco, girando per la città negli ultimi giorni prima del natale, una sosta in libreria che può ridarci forza per andare avanti.
Un abbraccio da Roma
E’ Natale
Una piccola parte
delle donne più belle del mondo
è nel luna park dei siti porno
il Natale è una festa
loro sono una festa.
Caro Babbonatale, vorrei da te
scritturate e impegnate
le signore del Parlamento
a dispensare
di spiritosi spogliarelli
esuberanti baci
e giallo\verdi banconote
poveri carcerati putti e puttane
sia fra le labbra morbido
come il lobo del loro orecchio
il nostro Natale.
Felice Natale alle Caste
da castigare
a Sua Eccellenza l’infanzia
alla Principesca umana adolescenza
alle più o meno
educate scolarizzazioni
al manganello con lo stipendio
e alla nostra cara lingua italiana
angelo santo stammi vicino
dammi la mano che sono piccino.
Per questo Natale
la penna del Poeta
non sa più cosa scrivere
ve la tiro e sparo
nel cielo mille baci
Buon Natale a tutti.
Auguri carissimi Lidia a Te ed a Tutti i lettori del blog fabrizio
Ci mancavano giusto i cani abbandonati che, per carità … Se non fosse che il “caso” (una contrattura della invisibile/visibile - al cuore, quando c’è - realtà ), interviene a rendere evidente l’assurdità della ordinaria lettura che si da del mondo. Qui, ora. E altrove anche. Natale a Castelfusano Roma: In una capanna tra rovi e sterpi una rumena Ma-donna e il suo Bambino muoiono bruciati. Cercavano un poco di calore e di accoglienza. Assente il caldo fiato di un bue e un asinello, il fuoco ha provveduto. Credo (non lo so) che non sarà mancata una parola (dopo) ed una benedizione (f)urbi et orbi (sic!).
Fatti nostri, direi.
ps. Nessun intento polemico, ovviamente. Volevo solo far notare come i fatti del fato ci fiatano ( ci urlano) sul collo delle umane nostre troppo umane in-differenze, il banale ( ed evangelico) dolore del mondo.
Oggi mia madre ci ha seduti tutti intorno alla tavola. E, forchetta alla mano, ci ha chiesto perchè ritornavamo a casa durante la vacanze natalizie; se per noi era più una consuetudine o ne avevamo bisogno di ritrovare le proprie radici. Anche io me lo sono chiesto spesso. E spesso mi sono risposto che è una abitudine.
Così stasera con i miei fratelli abbiamo aiutato tutti mamma a fare gli struffoli come quando eravamo piccoli.