HOME | BIOGRAFIA | IMMAGINI | SEZIONI | SCRIVIMI



l’ultima domenica prima di natale

Lidia Ravera | Lavori in corso | 21 Dicembre 2008 | 1,671 letture

Una specie di nostalgia dell’infanzia. Sentimento censurato. Deviato sull’acquisto compulsivo di oggetti il più possibile inutili. Camminavo, in una di quelle mattinate blu, pulite dal freddo, che rendono Roma luminosa. E intanto guardavo i cappotti, i giacconi imbottiti, gli stivali, in cui le donne si muovevano come in un nido. Le mani guantate reggevano sacchetti rossi, coccarde dorate, nastri. C’era una fretta lenta, in giro, come uno smarrimento nuovo nel ripetere gli stessi percorsi. Le liste: regali utili, regali di ringraziamento, regali affettivi, regali necessari, regali di restituzione. Pensavo: una ragnatela di obblighi reciproci. Chi, per primo, romperà l’incantesimo? Chi dirà: basta. Che a Natale i cattolici vadano in Chiesa, gli altri approfittino del vuoto per riflettere un po’, per farsi due conti di quelli essenziali… E se proprio si vuol celebrare una qualche nascita di profeta, che sia la giornata della solidarietà sociale. Il budget-regali vada a coprire, seppure poco, la grande disparità fra chi si interroga sulle faticose gioie del superfluo e chi manca del necessario. C’era un banchetto che raccoglieva qualche soldo per i cani abbandonati, una firma contro la vivisezione. Meccanicamente, ho firmato e lasciato un obolo modesto.Meccanicamente. Mentre pensavo ai fatti miei, ai fatti loro…

7 commenti

Lascia un commento

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI