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ma come si fa a leggere un giornale senza piangere?

Lidia Ravera | In guerra contro il tempo, Rubriche | 20 Gennaio 2008 | 2,133 letture

Dunque, questa mattina, domenica di sole freddo, vado a correre a Villa Pamphili. Corro un’ ora. A sei minuti a chilometro, non è granchè ma ci si può stare. Dopo pranzo mi riposo, il corpo lo chiede quando l’adrenalina si ritira. venti minuti, non di più, ma quelli è meglio concederli. Leggo qualche pagina da “Patrimonio” ,il romanzo documento di Philippe Rth sulla vecchiaia e la morte di suo padre. Terribile e sobrio e intenso e scritto con una economia di aggettivi encomiabile. Tutto concreto, materico, tenero fra le righe , implacabilmente vero. Lo metto da parte perchè lo sto centellinando e acchiappo “la Repubblica”…non l’avessi mai fatto. L’editoriale di Ilvo Diamante incomincia così: “settimane come questa lasciano un sentimento di sconcerto di rara intensità”. Segue elenco: i rifuti di Napoli, le polemiche sulla lezione del papa, il procedimento per gravi reati contro la moglie del ministro di grazia e giustizia e contro il ministro medesimo, la probabile crisi di governo, l’inchiesta sulla relazione fra Berlusconi e un massimo dirigente rai ( Saccà), la condanna del governatore della Sicilia per favoreggiamento ( quel bel tomo di Cuffaro) e poi le proteste dei metalmeccanici “fino alla nuova tragedia sul lavoro a Porto Marghera”. Diamante, che è intelligente, e quindi è bravo a mettere in relazione dati , confronta la presente crisi con quella dei primi anni novanta. E deduce che stiamo cadendo ancora più in basso: tutto ciò che andava male va peggio, in più ogni fiducia si è logorata, non regge più niente, nemmeno il sindacato, nemmeno i giudici che allora sembravano “i nostri a cavallo d’un caval ” e adesso vengono vissuti come un potere in lotta con altri poteri.
Leggo fino in fondo, sentendomi sempre più fragile. Poi sfoglio le altre pagine , le prime venti, perchè per finire Diamante, ero saltata al foglio 22…E che cosa vedo? veltroni con il suo ottimismo ormai logoro che promette ( minaccia?) il pd da solo al voto. Prodi che minaccia ( promette?) non mollo. Cofferati, che è più vecchio di me, fotografato con il neonato in braccio e, come tutti i padri/nonni, delira:”deciderà mio figlio se mi ricandiderò a sindaco di bologna” ( bella responsabilità per un cittadino di due giorni.). Sandra Mastella che saluta le folle plaudenti che la festeggiano perchè benchè incriminata è tanto serena. Due pagine sul papa day dove si festeggia benedetto sedicesimo perchè i laici non sono abbastanza papisti e allora facciamogli sentire che lo amiamo ( alè oh oh…),
Totò Cuffaro con un vassoio di cannoli siciliani che festeggia anche lui perchè l’hanno condannato a 5 anni per favoreggiamento però anche lui è molto sereno, Orvieto che ci ha anche lei la sua bella camorra e una “discarica dei veleni” ( viva l’unità d’Italia)…mi accorgo che sto trattenendo il fiato…poi sento due stupidissime lacrime premere dalle parti della palpebra inferiore. Piango leggendo il giornale? Possibile? Che cos’è? La depressione? Macchè, io sto benissimo. Ero di ottimo umore. Sta per uscire il mio libro, “Le seduzioni dell’inverno” (Nottetempo) e ho qui le prime copie, ed è proprio un bell’oggetto…e ho fatto una bella intervista per Panorama ( manuela Grassi) e Giovanni Tesio mi ha fatto una bellissima recensione per Tuttolibri…e poi c’è il sole, ieri sera ho festiaggiato il compleanno di mio figlio e abbiamo bevuto e ci siamo divertiti e rispecchiati e tutto il resto…faccio l’elenco delle occasioni di letizia per capire quelle lacrime di pomeriggio, così imprevedibili…Giungo alla conclusione che ho veramente pianto leggendo il giornale.
E’ normale?

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