Mastella, soldi pubblici in tasche private
Ho ricevuto sul mio indirizzo di posta elettronica queste righe nello stesso tempo comiche e agghiaccianti. Vorrei spartire con chi frequenta la mia casa virtuale il peso dell’indignazione che mi hanno provocato. Fino a quando dovremo sopportare queste cattive abitudini, questi reati banali, reiterati, che dicono del nostro paese più di un saggio sociologico, che scoraggiano chi crede nel gioco pulito, nella meritocrazia, nel non approfittare del denaro pubblico…? La rivoluzione che sento necessaria è la rivoluzione più difficile. E’ molto più difficile imporre correttezza e onestà, spirito di servizio, rispetto dei cittadini, il coraggio della competizione libera e aperta, democratica… è molto più difficile una rivoluzione democratica, che rovesciare il sistema e impiantare un regime comunista, come vagheggiavo da ragazzina… ce la faremo?
Lidia
Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur.
L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, e SOTTOLINEO L’1,4%, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama ‘Il Campanile’, con sede a Roma, in Largo Arenula 34.
Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: ‘Da anni ne ricevo qualche copia… Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!!!!
A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa!!!
Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro!!!!
E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Insisterete ancora voi.
Che farà? Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma.
E cosa ha fatto? Un contratto da 40.000 euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito!! Ma È sempre lui, penserete! Certo, ma che c’entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente.
Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato, e sottolineo di Stato, al gran premio di F1 di Monza,insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella,che ci faceva sull’aereo di Stato?
L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!!!!
Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni:
Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno), l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo nell’aprile del 2006. Da allora, assicura l’editore, non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perchè è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate?
Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.
Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti.
Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta. Ma torniamo un attimo agli spostamenti.
La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza.
E sapete a chi va il conto? Ovvio, al giornale Il Campanile, che sta a Roma!! Miracoli dell’ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete?
Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio MASTELLA!!!!!!!!!
Mauro Montanari-Corriere d’Italia/News ITALIA PRESS



Sono sempre stato contrario alla violenza.
Per anni mi sono chiesto quale fosse il motivo scatenante di fenomeni devastastnti come il terrorismo degli anni ‘70, le BR etc etc…
Oggi continuo ad essere contrario alla violenza… però ho finalmente capito perchè, al tempo che fù, si sparava, si uccideva.
L’articolo è scritto con semplicità, mette in risalto fatti veri, in modo ironico associa il pieno mensile da 2000 euro (pagato dallo Stato) allo stipendio del metalmeccanico da 1000 euro… ma io, se fossi un Mastella qualunque, starei molto attento a giocare con l’esasperazione della gente.
Si parla sempre di riforme… io la riforma la farei davvero: abolire tutti i sussidi Statali a sta gentaglia, poi vediamo se riescono “a campare” ancora a lungo.
Ciao
Elio Mastella continuerà ad essere l’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli ? Spero proprio di no. Sono uscita dai DS e ho aderito a Sinistra Democratica. Osservo però con attenzione quello che sta facendo il Partito Democratico. Sarei felice di riavvicinarmi, a certe condizioni: prima di tutto il principio di laicità che non vedo assolutamente in sicurezza nel PD, e last but not least, le persone. Bassolino è stato distratto, non è entrato nel merito diciamo tecnico degli enormi finanziamenti ottenuti per i rifiuti in Campania ? Allora ci vogliono persone PULITE e perlomeno COMPETENTI. SONO MOLTO PREOCCUPATA.
La verità è che troppo spesso il malcostume tanto osteggiato a parole da molti, poi viene tranquillamente praticato perchè”Così funziona”.Ci si giustifica e ci si assolve ritenendo che non se ne può fare a meno,pena il rimanere sempre indietro.
Mio figlio ha fatto 6 volte la domanda per il servizio civile,anche nell’amministrazione dove io lavoro….e mai l’ho raccomandato,pur potendo..(in verità non ho mai raccomandato nemmeno me stessa,nonostante subissi a volte situazioni di vero mobbing..pur potendo….)…beh!quando è venuto fuori che quel ragazzo così bravo,spigliato,competente e capace era mio figlio..e non era rientrato tra gli eletti sono stata rimproverata…ce l’avrebbe fatta se lo avessi fatto presente prima!..è così che funziona…..
Cara Lidia, conoscevo già l’episodio stigmatizzato, mi pare, da Travaglio proprio su l’Unità.
Credo sia fondamentale mantenere vivo il “nocciolo duro” di quelli che ancora si scandalizzano di queste cose.
Gente come i Mastella fanno parte di quella razza padrona purtroppo diffusa trasversalmente in tutte le parti politiche.
Vivo a Livorno ed ho visto personalmente un assessore regionale che, tutti i giorni faceva venire da Firenze una macchina blu che lo prendeva la mattina e lo riportava la sera; piccola cosa forse al confronto dell’episodio Mastella, ma sintomatico di un certo modo di concepire i privilegi del potere e l’utilizzo personale della cosa pubblica.
Se quell’assessore si fosse fatto il viaggio in treno come tanti pendolari, sarebbe costato meno ed avrebbe imparato qualche cosa dal disagio quotidiano dei suoi elettori.
Dobbiamo continuare a indignarci finchè persone come Roberta (commento precedente) non saranno la maggioranza!!
RIPETO LA DOMANDA, E CONTINUERO’ A RIPETERLA FINCHE’ NON AVRO’ UNA RISPOSTA: ELIO MASTELLA E’ ANCORA L’ESPERTO IN PUBBLICHE RELAZIONI DI RUTELLI ?
quello che fa indignare me non è SOLO quello che i Mastella come tanti altri della stessa pasta fanno, quanto che queste informazioni (arrivate anche nella mia mailbox) vengano diffuse così ampiamente solo DOPO quello che Mastella “ha fatto al Governo”.
Ma come? perché quando era ministro queste cose non giravano? i ladri sono diversi a seconda che ti sostengano o no?
il risultato è comunque che a portarsi dietro i disonesti prima o poi la si paga.
che tristezza…
Cara Lidia,
come non essere d’ accordo con le parole di indignazione a commento del tuo articolo.
Sarà il prossimo governo, qualunque esso sia, a porre fine ai vari Mastella sempre pronti e, a quanto pare inamovibili, a crearsi nicchie di potere?
Auguri a tutti noi.
Anna Paola
Per Mastella ora è stata chiesta l’archiviazione. Non è da ieri che dobbiamo convivere con la corruzione. Ciò che è cambiato da quindici anni a questa parte è che la corruzione aperta e dichiarata pretende di essere e viene legittimata: la depenalizzazione del falso in bilancio, la ripetizione delle mezogne che a forza di essere dette diventano verità, i vantaggi che qualche condanna, qualche indagine giudiziaria produce per la carriera politica, se non altro perché l’interessato assurge immediatamente alla ribalta mediatica dove tutto è manipolabile, i comportamenti colpevoli fatti apparire innocenti e bene intenzionati. Del resto Mastella non ha ricevuto l’applauso parlamentare nel momento in cui ne metteva in crisi la maggioranza? Finora è stato possibile resistere (non vincere) contro la corruzione. Sarà possibile anche contro il grottesco? Di fronte a questi fatti per me diventa secondario che Mastella abbia attinto a larghe mani dal denaro pubblico. E’ bastato (è bastato?) De Magistris per far fuori il Guardasigilli. Ma per il resto?
Io non mi limito a definirmi solamente disgustata, ma schifata per estensione del termine.
Tutto in famiglia rimane, ovvio, per il caro ‘fagiolone’ Mastella che tanto si dichiara a favore della famiglia -la sua, ovvio-, dimenticando che i favoritismi che gravano su di noi, che sono a carico dello Stato -cioè noi…-, limitano le possibilità a chi ha capacità di poter diventare qualcuno e non ne ha i mezzi.
Tutto questo non è semplicemente triste, ma drammaticamente vergognoso.
Altra cosa grave? Non è solo in questa battaglia alla paraculaggine, ma in ottima compagnia.
Pare che così vada questa povera, povera, squallida Italia che se la canta e se la suona da sola.
Schifo, pena, ma non compassione. No, quella mai!!!
A volte credo che i vaneggiamenti dei ragazzini sulla rivoluzione sono l’unica cosa vera e bella che poi passa, pochi riescono a rimanere ragazzini. Anche io vaneggiavo come lei, e ricordo, pure non essendo passati chissà quanti anni da allora, che era bellissimo e forse molto più reale di quanto si possa immaginare quel vaneggiare. A volte penso che non ci sia tempo per la democrazia, che la democrazia sia il sistema migliore ma non per l’uomo…se nel frattempo, mentre la democrazia agisce col suo elefantiaco passo, nel frattempo succedono tutte ste schifezze per poi mai vedere la fine, allora mi chiedo se sia davvero il sistema migliore. Perchè se i danni collaterali della democrazie sono questi, beh allora anche la democrazia è una specie di guerra, e allora mi chiedo cosa sia meglio, se una tirannia(dittatura?) (magari illuminata, ma è questo il punto, ahimè, come trovare un illuminato o degli illuminati?) o questa specie mi minore dei mali.
C’è chi ha pensato che fosse mneglio prendere le armi, e non ha risolto nulla. C’è chi non le ha prese, e cosa ha risolto? Insomma, la tentazione del nichilismo è proprio forte. Cercherò di resistere.
Testo unico della Costituzione italiana
L’Italia è una oligarchia fondata sul lavoro degli altri.
La sovranità appartiene alle corporazioni di potere che la esercitano nelle forme e nei limiti della loro costituzione. Amen.
“IL POPOLACCIO ITALIANO E’ IL PIU’ CINICO DE’ POPOLACCI”. Giacomo Leopardi. 1824.
Sicuramente quanto vado a riportare non è strettamente pertinente con l’argomento ma è comunque uno dei tanti malcostumi italiani: L’ho inviato ad alcuni giornali, locali e non, ehgo sentito di condividerlo con i lettori di questo blog..scusatemi per il disturbo.
LO SCHIAFFO DEL CAPITANO
La mente umana è veramente qualcosa di incredibile perché è capace di non farti ricordare cosa hai fatto o mangiato il giorno prima ma è anche capace di richiamarti alla memoria,
improvvisamente , quasi per magia i giochi infantili. A me è successo, in un aula di tribunale mentre assistevo a un processo penale per malasanità, di ricordare un gioco che facevamo spesso nei pomeriggi d’estate, quando per il gran caldo il mare era proibito ed i nostri genitori riposavano. Gioco semplice, semplicissimo: uno dei ragazzi si metteva in prima fila con gli occhi chiusi e gli altri restavano indietro e, tra questi, uno gli dava uno schiaffo; e “il capitano”
(così lo chiamavamo noi) doveva indovinare chi era stato in mezzo a quel gruppo che, appena lui riapriva gli occhi, faceva girare velocemente le dita delle mani ed il giro di schiaffi continuava finchè il capitano non indovinava chi era stato. In quell’aula di tribunale ho ricordato il gioco perché mi sembrava che gli imputati lo conoscessero bene quanto me e cercassero di ripeterlo, cercando di scaricarsi la colpa l’un con l’altro, così che nessun ‘capitano’ potesse individuare
il colpevole. Solo che questo non era un gioco: con ’lo schiaffo ‘ si era uccisa una persona innocente e malata che tutto voleva fare meno che giocare e che aveva il diritto di essere curata con coscienza e dedizione dai dottori a cui aveva affidato la propria vita. Assistevo a
quel processo perché anch’io sono una vittima indiretta della malasanità (mio marito se ne è andato un anno e mezzo fa) ed anch’io sono in attesa che inizi il processo per la denuncia che ho presentato insieme ai miei figli. Nell’attesa sono sempre presente, quando mi è possibile, alle udienze per altri casi di malasanità avvenuti nella mia città. Faccio questo, e non sono la sola, per solidarietà con i familiari delle vittime; persone che malgrado il dolore hanno avuto la
forza di denunciare e combattere perché ai loro cari, anche se nessuno potrà mai restituirglieli, sia resa almeno giustizia. Purtroppo sento testimonianze e deposizioni rese dagli imputati che spesso sono molto diverse dai fatti raccontati dai diretti interessati. Ecco perché mi torna alla mente il gioco infantile, in cui il colpevole si nascondeva abilmente, ed ogni volta spero che il giro di schiaffi non sia tanto lungo e che i giudici (capitani per conto delle vittime) riescano velocemente ad individuare l’autore del fatto. Oggi ho saputo, relativamente al mio caso, che ci sono due dottori indagati; notizia che ho appreso con emozione, perché la cosa mi ha riportato alla memoria i fatti avvenuti, ma anche senza meraviglia alcuna perché so benissimo, anche se la stampa non può riportarne i nomi, chi sono quel dottore e quella dottoressa e il reparto dove lavorano. Uno di questi reparti è tristemente noto tra i miei concittadini; almeno tra quelli con cui ho avuto occasione di parlare, in questi lunghi mesi, di quanto avvenuto al mio uomo: spesso, molto spesso mi sentivo rispondere che anche a qualche loro congiunto era successo una cosa simile ed il reparto, nella maggior parte dei casi, era uno di quelli dove era stato ‘curato’ mio marito. Dopo quella prima risposta ne arrivava una seconda veramente deludente…nessuna denuncia! Tanti i motivi: cane non morde cane; i processi sono lunghi e alla fine cosa rimane? Solo il tempo perso perché, quasi mai, i dottori vengono condannati e anche se lo
sono le pene sono minime ed allora tanto vale non farne di nulla…. tanto nessuno ci restituirà i nostri cari. Di fronte a quelle risposte, giustissime e ben motivate, restavo senza parole pensando tristemente che se, negli scorsi anni, qualche denuncia ci fosse stata forse i medici che hanno causato la morte di mio marito, anzi quasi sicuramente, nel nostro caso avrebbero agito più coscienziosamente, sempre che fossero ancora li a far danni. Non capivo, e non capisco ancora oggi, tutte queste perplessità: esistono dei buoni legali, che tutto vorrebbero meno che perdere una causa, che si avvalgono di periti di tutto rispetto (benché medici). Forse sono le leggi che andrebbero modificate equiparando gli omicidi in camice bianco a tutti
gli altri mentre attualmente le pene previste (spesso comminate con il beneficio della condizionale) sono veramente irrisorie e addirittura ridicole, mio avviso rispetto ad altre previste per errori nella professione medica. Addirittura si arriva a essere radiati dall’albo ecc. ecc. per un falso certificato di malattia, mentre questo non è detto che avvenga in caso di condanna di un dottore per omicidio colposo. Non capisco, inoltre, come si possa pensare di lasciare impunito chi ha causato la morte di un nostro caro; personalmente non passa giorno in cui non penso che se mio marito fosse stato curato come era suo diritto adesso sarebbe ancora con me e con i nostri figli; non passa giorno in cui, ricordandolo costantemente, non maledico chi ha fatto in modo che lui non sia più accanto a noi; non passa giorno in cui mi auguro che il tempo del processo passi velocemente per poterli incontrare quei dottori così da farmi spiegare perché sono stati dei cialtroni nello svolgimento di una professione per la quale hanno prestato giuramento e per renderli partecipi del dolore causato gratuitamente alla nostra famiglia a cui hanno rovinato la vita. Nell’attesa ho scritto, anzi raccontato la nostra vicenda (ma non solo quella) su un libro che presto andrà in stampa e che vuol essere un tributo a tutte le vittime della malasanità. Nello stesso tempo ho capito che, per ridurre questi fatti così dolorosi, occorre che, le persone trovino sempre più la forza ed il coraggio di denunciarli ed ho acquistato la consapevolezza che, perché ciò avvenga è necessario che qualcuno li possa guidare in questa impresa. Motivo per cui ritengo opportuno, come richiestomi a suo tempo, di formare un movimento di opinione capace, in prima istanza, di proporre una modifica restrittiva, nei confronti dei medici riconosciuti colpevoli, delle leggi attualmente in vigore.
Serenella Lazzerini Ved. Benvenga
***********************
E quanto riporto di seguito rafforza la mia opinione in proposito:
….chiunque si ammali finisce per sentirsi anche emotivamente in balia della sua malattia. Ecco perché sono così numerosi i pazienti che si consegnano ciecamente al medico. Aspettano soltanto di essere condotti fino alla guarigione” ‘Il paziente e i suoi familiari devono essere informati del particolare tipo di disturbo di cui soffre e.. per aiutarlo’
Gianni Bonadonna ‘Medici umani, pazienti guerrieri’
******************
Non c’è essere umano più inerme, vulnerabile, fragile di una persona malata. Non può appoggiarsi a nessuna delle sue sicurezze, né il prestigio sociale, né il danaro, né la bellezza o il talento. Non può cavarsela da sé, si deve affidare. E a chi si affida? A uno specialista, a un chirurgo, a un’anestesista, a una struttura ospedaliera, pubblica o privata, all’infermiera di turno. Non è più, per una fase che spera il più breve possibile, padrone della sua vita, non è più indipendente. Ha bisogno degli altri, di tutti, medici e paramedici. Saranno bravi? Saranno competenti? Sbaglieranno sulla sua pelle o faranno bene e gliela salveranno? Decide che deve fidarsi, se no diventa matto. E allora chiude gli occhi, si fa bambino,obbedisce, si sottopone alle cure, si sottomette ai verdetti. Lidia Ravera - 14.06.2008
**************************
OPINIONI DI ADDETTI Ai LAVORI (veri medici.. non semplici ‘dottori’!)
“Nella sanità non mancano persone di capacità e ingegno, ma occorre addestrarle a esprimere il meglio di sé, anche mettendo in piedi un sistema gerarchico e disciplinare nel quale promozioni ed incentivi premino il vero talento e la vera dedizione.’
‘ Uno dei mali della sanità italiana è che si va avanti per raccomandazioni. I giovani medici invecchiano nei reparti e perdono l‘entusiasmo. Dedicano troppo tempo a studiare la situazione politica, ad allacciare rapporti con personaggi influenti, a intrallazzare. Finché un bel giorno si libera un posto e si scatena la bagarre: c’è un esame perlopiù fasullo dove il predestinato riceve in anticipo il titolo dei temi che verranno sorteggiati. E comincia una luminosa carriera. Troppi politici dettano le regole per l’ingresso e la carriera dei giovani medici.: Troppi incapaci occupano posti che in base ad una selezione meritocratica non avrebbero potuto ottenere. E’ un andazzo che dura nel tempo: tutti quelli che sapevano e potevano fare qualcosa per fermare questa deriva che parte dalle università sono stati zitti Hanno privilegiato i rapporti di forza, il loro potere. Un collega ha ammesso che in cattedra vanno gli asini , i parenti le amanti dei baroni L’ha fatto a fine carriera , quando non aveva più niente da perdere, e forse perché una sua raccomandazione era stata ignorata. Il concorso italiano nella sanità è stato qualcosa di ignominioso: ma tutti hanno fatto finta di non vedere. Quelle pastette combinate, quelle commissioni messe in piedi per favorire il raccomandato di turno hanno danneggiato la credibilità dei medici. Che tristezza vedere cattedratici che si azzuffano per mantenere fede alle pressioni politiche o che bocciano candidati validi per vendicare torti subiti in un precedente concorso. Per anni negli ospedali pubblici non è stato in nessun conto il talento professionale. ‘ *
‘A che servono i premi, gli onorari, i traguardi della scienza , mi sono detto , se poi questo non arriva sul letto del malato ….? E a chi tocca denunciare le spartizioni politiche, il mercimonio di cariche e prebende, i primari lottizzati di una sanità che troppo spesso è dalla parte di chi comanda? Cominciamo a farlo noi , medici malati”
Gianni Bonadonna ‘Medici umani, pazienti guerrieri’
*************************
E per chiudere
L’OPINIONE DI ADDETTi AI LAVORI (medici.. non semplici ‘dottori in medicina’!)
Nel testo si delinea il problema più importante circa l’assunzione dei professionisti.
IN TUTTO IL MONDO, I MEDICI VENGONO ASSUNTI PER CHIAMATA DIRETTA DA PARTE DEL PRIMARIO, ED IL PRIMARIO E’ ASSUNTO PER CHIAMATA DIRETTA DA PARTE DEL DIRETTORE GENERALE!
L’Italia è l’UNICO PAESE AL MONDO in cui i medici vengono assunti per Pubblico Concorso.
Il Concorso Pubblico si presta facilmente a diventare un paravento per chi assume: i trucchi ci sono SEMPRE, e le stesse regole del concorso vengono utilizzate per assumere chi si vuole assumere, magari a spese di un candidato di maggior valore e quindi più utile alla Comunità.
Se qualcuno, tipo Lei, si mette a denunciare il fatto ed a reclamare la testa del colpevole di questa assunzione balorda a scapito di un professionista più valido, ancorché non benvisto dagli amici degli amici, la risposta del Direttore generale sarà: “ma signora, io non c’entro, c’è stato un regolare Concorso Pubblico, come può accusare me?”
Se invece si cambia la legge adeguandoci al resto del mondo, e se il Direttore Generale dovesse assumere per sua chiamata diretta lo stesso Professionista di Partito autodidatta ed analfabeta scartando quello escluso, più giovane, titolato e preparato, e Lei andasse a chiedergli ragione, cosa potrebbe rispondere se non “ha ragione, mi scusi, è colpa mia”.
In breve, il Concorso Pubblico si presta a trucchi che la chiamata diretta rende impossibili, ma soprattutto fa venir meno il legame di responsabilità che lega il Direttore Generale che assume e lo scagnozzo assunto.
*******************
“Quanto alle epidemie esse presentano tutte uno stesso andamento: un inizio, un apogeo e un decremento; consultando le statistiche dell’O.M.S (Organizzazione Mondiale della Sanità) risulta evidente come le campagne di vaccinazione siano state tutte intraprese al momento in cui l’epidemia era in fase calante e come, immediatamente dopo la somministrazione del vaccino, la malattia abbia ripreso forza invece di diminuire, solo dopo un certo tempo essa tornava a decrescere! Ognuno è libero di trarne le proprie conclusioni. Robert Mc Namara , ex presidente della Banca Mondiale e ex segretario di stato americano, ha dichiarato un giorno :”Bisogna prendere drastiche misure di riduzione demografica anche contro la volontà delle popolazioni. Ridurre il tasso di natalità si è rivelato impossibile o insufficiente . Bisogna dunque aumentare il tasso di mortalità Come? Con dei mezzi naturali:la fame e le malattia”** (da “J’ai tuot compris” n. 2 febbraio 1987 Editions Machiavel, in Guylaine Lantòt, La mafia della sanità, Edizioni Amrita e Marco Edizioni). Secondo la dottoressa Lanctòt i vaccini fanno parte di questo piano premeditato****…………
****da “La Medicina sottosopra E se Hamer avesse ragione?” di Giorgio Mambretti e Jean Sèraphin