Non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca, Nanni!
Tutto si allontana, quando sono sull’isola. Mi costringo a leggere i giornali per prendermi la mia quota di sofferenza. Mi tocca, e non intendo sprofondare nel privilegio del mio lavoro solitario, qui, immersa in una intensa pace di sole e fiori grassi, di quelli che resistono vicino al mare, che non temono la salsedine. Ho letto, sta mattina, dopo avere corso 55 minuti, e mentre mi stavo godendo un ritorno di buon umore, il commento di Nanni Moretti alla manifestazione. Non posso dire di essere in disaccordo con la sua sensazione (”Una disfatta”), ma perchè recitare subito l’orazione funebre sui Girotondi? E’ mancata completamente la gestione del palco ( seguendo la moda Piddì di rincorrere la giovinezza sì è data quella responsabilità a un ragazzo di 27 anni senza polso nè esperienza), è stato un errore politico mescolarsi con Beppe Grillo ( se voleva aiutarci facendoci pubblicità sul suo blog , si doveva dire grazie. E basta. Senza contropartite), è stato un imprevisto l’eccesso di volgarità di Sabina
(un imprevisto, perchè centinaia di altre volte è stata utile e intelligente)…ma questi tre errori annullano tutto il buono, tutto il senso dell’evento, tutta la forza delle presenze in piazza? Perchè seppellire anzitempo i Girotondi?
la lotta politicia è fatta di sconfitte e di fatica, di errori che si correggono e di autocritiche che fanno andare avanti. Non mi sembra giusto, come si diceva nelle riunioni di tanti anni fa “buttare via il bambino con l’acqua sporca.



Chi è che disse “con questi non vinceremo mai?”. Si vede che il numero di questi cresce sempre.
Cara Lidia
Io ti conosco poco, ho partecipato alla manifestazione di P.za Navona e ti ringrazio per il tuo intervento. Ho letto i tuoi post sul sito e capisco il tuo imbarazzo all’inizio dell’intervento visto che sei salita sul palco dopo le provocazioni - tuttavia sane per la democrazia - della Guzzanti, alla quale va tutta la mia solidarietà in qualità di donna libera. Se ho tenuto a ringraziarti è perché neanch’io riesco a rassegnarmi davanti alle umiliazioni che subiscono tutte quelle che come me hanno studiato, hanno fatto delle scelte professionali difficili e devono subire lo schiaffo delle responsabilità che vengono affidate a tante povere donne-oggetto. Purtroppo, l’emergenza che questa manifestazione ha sottolineato è ancora più grave, se si puoi dire, perché è il cemento sociale che sta andando a pezzi e suppongo che d’ora in poi bisognerà adottare tutte le strategie possibili per risvegliare l’opinione pubblica che dorme, dorme tra le braccia di ….
Ciao!
Ciao Lidia,
sono il solito democristiano non pentito che guarda ciò che avviene con un occhio leggermente diverso da chi, nella sinistra è cresciuto.
Qualcuno si lamenta degli interventi di Grillo, della Guzzanti; come dire, attenti alla pagliuzza nell’occhio e non curiamoci della trave!
Ma ci vogliamo rendere conto che stiamo lentamente scivolando verso una deriva fascista, subdola e pericolosa perchè veste i panni di una formale democrazia?
Ci rendiamo conto del pericolo che tutti noi corriamo? Che il dialogo con Berlusconi, oltre che pericoloso è assolutamente inutile?
Sono sconcertato non da Beppe Grillo e Sabina Guzzanti ma dalle quotidiane, pesanti offese che escono dalla bocca di Gasparri e Bonaiuti e mi sconcerta il fatto che si programmi una manifestazione contro questo governo, addirittura tra tre mesi.
Quella piazza doveva essere la nostra! Non abbiamo aderito, bene (anzi male) ma almeno non mettiamoci contro la massa degli italiani indignati dall’arroganza di questo potere.
Quei 70/80mila che erano a Roma non sono che la punta dell’iceberg che raccoglie milioni di italiani che si sentono incazzati, frustrati e impotenti.
B. Romeo
Leggo e rimango positivamente colpita dal commento scritto dal signor Benedetto Romeo, con il quale sono completamente daccordo.
Milioni di italiani, me compresa, sono incazzati e preoccupati e la preoccupazione aumenta perchè ci sentiamo soli e impotenti.
Mi chiedo: “Come finirà il nostro paese? Quale sarà il nostro futuro?”
Ho paura di dare una risposta
Francesca
Non parliamo di Nanni Moretti, per piacere: che pensi a fare i suoi (bei) film.
Non parliamo di Beppe Grillo, per piacere: che pensi pure a farsi bello (non lo sopporto, non sopporto i Soloni, sia Grillo o Pansa che per me pari sono)
Non parliamo della Guzzaznti, per piacere: è troppo intelligente e troppo infuriata per il tanfo che le impedisce di respirare
Parliamo del nostro paese che mi fa sempre più paura.
Parliamo del fatto che un politico (bravo? sciocco? onesto? marpione?) viene sbeffeggiato dai suoi alleati perché non accetta il dialogo con una parte politica che ha quale stella polare l’interesse personale.
Parliamo del fatto che il Piddì si sta caratterizzando sempre più come un partito di falsi intellettuali narcisisti (perché gli intellettuali veri c’erano a Piazza Navona)
Parliamo infine del fatto che su Scuola, Università , Nucleare, (im)politica economica, (in)cultura, etica (ah ah ah) pubblica e privata è solo a rimorchio di S. Berlusconi (Silvio? Forse Santo ormai)
A proposito: Di Pietro parla come mio padre, che è un operaio ed è la persona più degna e onesta che abbia conosciuto (e non ha un carattere facile). Qualcuno mi saprebbe spiegare perché dovrei dare ulteriore credito a chi vuole allearsi con Casini?
Io non credo più ai politici, che ormai sono delle veline più sciocche delle veline vere
Credo un po’ di più in chi scrive, ma qui il discorso si fa lungo e, soprattutto, non porterà a risultati fruibili in poco tempo.
Lancio un nuovo slogan elettorale, se permettete: meno politici e più librerie!
Perdonate il pessimo italiano, ovviamente il “chi scrive” si riferiva sempre agli intellettuali veri e agli scrittori…
mi trovo abbastanza d’accordo con Fabio che ha postato precedentemente.
anzi, direi che mi trovo D’ACCORDO con la sua visione che di un PD capeggiato da falsi intellettuali. Difendere la propria idea politica -indipendentemente dal fatto che la si condivida o meno- è legittimo. guai se tutti la pensassimo interamente alla stessa maniera!ma non si perdano di vista i veri problemi di questo ‘povero’ paese alla deriva. io qui vedo solo un sacco di gente che come bambini dell’asilo di litigano il giocattolo più ambito. in questo caso siamo noi, il popolo.
una rissa continua e perpetua. cadute di gusto e volgarità gratuite difficilmente portano ad un dialogo costruttivo o anche solo parzialmente producente al risanamento dei disastri che qualcuno ha fatto. e perdona la mia posizione, Lidia, ma non c’è stato sempre Berlusconi a governare l’Italia. Qualcuno prima di lui ne ha fatti di fugni bestiali!!il prolmena non sta tanto nel suo partito al governo quanto a lui come persona. tutti lo vedono come capro espiatorio di idiozie grandiose che molti altri hanno fatto e che gli sono stata condonate. non si ragiona così. non si unano due metri e due musure. si combatte -come popolo- per il buono cercando di arginare il cattivo. qui non ci si scorna per una partita di calcio. non si possono perdere di vista le vere ragioni di una contestazione unicamente ammantandosi di una bandiera politica. sono figlia di operai comunisti. i comunisti veri, quelli che sgobbavano, che andavano i fabbrica da mattino a sera e qualche volta di notte. comunisti alla Peppone, che avevano come obbiettivo l’uguaglianza dei diritti. non si fregiavano di un’appartenenza politica e seguivano come èpecoroni le stesse chimere della borghesia. non voglio fare di tutte le erbe un fascio. non sarebbe corretto, ma non mi sento neppure di percentualizzare in positivo di chi chiacchiera troppo arrabbiato più con il mondo che non con le ingiustizie che lo vessano. al tempo in cui i miei militavano assiduamente nel PC credevo sinceramente nelle loro battaglie perchè giuste. oggi vedo una sinistra che, citando una frase di Oriana Fallaci, troneggia su spettacolo, editoria, e tra le mani ha champagne e si gode la bella vita - senza dubbio non si diventa qualcuno per condurre una quotidianità fatta di rinunce e sacrifici anche per compare una michetta!!!- nè più nè meno di chi è nel calderone dei materialisti.
viene lecito pensare che in quell’acqua sporca da buttare non ci sia nessun bambino…purtroppo.
Dovremmo avere il coraggio di chiedere le impronte digitali ed il DNA (per eventuali infortuni sessuali) al Presidente del Consiglio e stiamo quì a spaccare il capello pesando e ripesando le parole di Grillo, Guzzanti e altri. Scommetto che in questo Paese moltitudini di madri anzichè chiedersi per quali ragioni una soubrette viene promossa ministro la portano ad esempio alle loro figlie….. Siamo ridotti a far parlare i comici perchè i politici stanno zitti o peggio parlano a sproposito. Non siamo riusciti a stare uniti neppure una volta in due anni di governo e pretendiamo di essere uniti all’opposizione. Che senso ha.Ognuno faccia l’opposizione come può e sa. Berlusconi e campagni ci hanno massacrati per due anni ed hanno stravinto le elezioni e noi dovremmo contare le vocali e le consonanti….Come si fa a dire che ad ottobre saremo incazzatissimi !!! Le incazzature programmate. La sinistra cambierà quando avrà il coraggio di cambiare i suoi politici e sensa pensare di farlo con il nulla osta degli stessi. Per noi importante e non mollare mai.
USCIAMO DALLE NOSTRE CASE
A tutti voi, che avete scritto su questo blog: grazie.
Ancora una volta mi rendo conto di quanti siamo a pensarla diversamente da quanto espresso dai politici in tv e dalla stampa. Allora credo che questo potenziale di intelligenza e sentimento, vada davvero “messo in piazza.”
Ho 33 anni, finora ho fatto quello che ho potuto, per pensare un po’ agli altri, oltre che a me. (Non per carità cristiana, ma perché penso davvero che se gli altri stanno meglio, sto meglio anch’io). Ma certo, non è molto. Sono figlia di genitori che hanno fatto un po’ di 68, che mi hanno trasmesso valori e passioni, un forte senso della giustizia e dell’impegno, ma mi hanno anche un po’ illusa di vivere in una società migliore di quella che è. Quando da bambina cantavo la sigla del cartone animato “Lady Oscar”, mia madre mi diceva: “Ti sbagli, non è possibile che il testo dica: “tuo padre voleva un maschietto, ma aimè sei nata tu… Dirà “ma a- me” sei nata tu…”. Naturalmente si sbagliava, ma io le ho creduto.
Quando ho messo in scena spettacoli teatrali con la mia regia, l’ho fatto su tematiche civili (desaparecidos, Pasolini), ma per vivere ho dovuto lavorare anche in televisione. Ora sto lavorando nel cinema d’autore, con il nutrimento ma anche con la notevole fatica che ciò comporta (che, al solito, sono sempre i soldi che non ci sono).
Sostengo “Medici senza frontiere”, sottoscrivo petizioni, ogni tanto scrivo ai giornali (come nell’occasione della manifestazione di piazza Navona) e cose così…
Penso che sia giunto il momento di uscire dalle nostre case.
Penso che dobbiamo andare a scovare referenti politici che possano rappresentarci. (Furio Colombo? Lidia Ravera?) e far sentire la nostra voce.
Mi sento in debito di riconoscenza con tutti coloro, sul palco e nella piazza, che l’8 luglio mi hanno restituito il senso dell’appartenenza, la forza della condivisione.
Ma se non fossi stata lì, non avrei avuto modo di sapere.
Laura de Strobel
La passione di negarsi infallibili e cercare un silenzio che assordi e ammutoli coloro che, sotto panni che sembrano diversi, calcano le stesse scene e interpretano le stesse commedie—un silenzio che dia la voglia di cercare insieme quello che da sempre, mai è ancora stato trovato.
Che toglie e non ha bisogno di potere—e che forse c’è davvero.
Ho apprezzato il tuo intervento in Piazza Navona .Sempre intelligente ,sensibile ,colta ….politica.Per il senso vero che bisognerebbe dare a questa parola che è poi la vita con il suo cuore, la sua passione,le sue speranze ma anche con la ragione che costruisce cittadinanza,convivenza e fa storia.Proprio per tutto questo ed altro ancora non sono con il tuo scritto minimilasta e giustificazionista.Non è l’analisi fredda della serata con “i buoni e i cattivi” (” l’acqua sporca”) che mi interessa .Per restare in metafora mi interessa “il bambino” .”i girotondi” come possibilità ,occasione, spazio per esprimere soggettività politca e cittadinanza attiva,consapevole e responsabile.Era stata questa la magia e la forza dei primi incontri a Milano, a Roma e intutte le cento città italiane .Non è nostalgia senile o conservatorismo sentimentale, ma una difesa di un sentimento che si faceva politica.La politica che veniva mortificata dai governi Berlusconi, da una destra volgare e xenofoba, dai partiti della sinistra che erano storditi e stravolti dal passaggio della cosidetta prima repubblica.Era stata scelta la strada giusta non solo ripetere inutilmente e intellettualisticamnete che “il Re è nudo”, ma cercare di dare in modo originale nuovo lo scettro della sovranità al cittadino comune .Richiamandolo alla “responsabilità oltre che difesa delle identità e dei suoi valori”.Ridare vita ai principi sacrosanti e bellisiimi della nostra Carta Costituzionale ,togliendoli di nostri scaffali e sopratutto dai piedistalli della retorica nazionale erepubblicana.La nascita ,come tu ben sai, è il momento più importante nella vita di un uomo e anche di una nazione, ma all’uomo attivo e consapevole è la capacità di “rinascere” continuamente che dà dignità di capacità di incidere per la sua vita e quella degli altri.Questa consapevolezza è mancata in quella pur magnifica serata.E Nanni come sempre ha primaditutto sentito questo scarto ,questa mancanza non per sè ma per tutti noi.Per te , per Rita, per Moni, per Andrea e per tutti quei cittadini che erano in piazza e nelle piazze italiane .
Visto che è scortese andare in Piazza e che il PD è ben deciso ad essere il primo partito della storia con vocazione minoritaria. Visto che c’è gente così idiota da credere che Piazza Navona sia stata un’espressione dell’antipolitica. Visto che non se può uscire, visto che è estate e mi sto rileggendo Dante ecco in terzine l’incipit ddella Diabolica Commedia. Almeno mi diverto invece di distruggermi il fegato.
Canto I° Serata sul mare degli Immuni
Ridono lieti, senza più condanna
e sorseggiano intenti nella sera
una granita di caffè con panna.
Siamo all’inizio di una nuova era
lo dice il commerciante al suo cliente
mentre libera l’iva la cassiera
Lo dice il mezzobusto anche se mente,
lo proclama il politico sconfitto,
si sente nei discorsi della ggente
Lo dice chi nasconde il suo profitto,
lo trasmette felice il palinsesto
Persino il Papa non se ne sta zitto
e, credete, non si tratta di pretesto
la vita, se incosciente, egli difende:
Dio non vuole un Paese troppo desto.
Ridono lieti, intenti alle merende
la sicurezza hanno garantito
niente processi, sempre più prebende.
L’italiano davanti all’infinito
gioioso sculettare di veline
si abbandona all’inganno garantito
pace dicono al cuor quelle tettine
e il Cavaliere che sorride fiero
anche se tocca mangiar pane e sardine
l’importante è che scacci lo straniero
se poi la sanità funziona male
il governo consiglia: accendi un cero.
A tutti hanno dato un cannocchiale
per vedere salari sufficienti
tanto, si sa, non cè Babbo Natale
Ridono lieti, facce da vincenti
con i panama bianchi sulla testa:
agli elettori sotto di lor pendenti
si preparano a fare grande festa.
Ma il sole non va in staordinario
è già ora di mangiare la minestra
E poi, chissà , il mondo è molto vario
anche in vacanza gli unti del signore
hanno le prestazioni fuori orario
E infatti arrivano avvolte di pudore
le ragazze col trucco e l’abitino giusto
su di loro non scorre un filo di sudore
Subito s’alza un tenero trambusto
“Si va sulla mia barca, non discuto”
“Bevi qualcosa?” Ohi si con mucho gusto”
Gentile signora, ho visto la manifestazione via internet (abito all’estero) e, nel complesso, mi sento di dire che l’esito percepito da me non è stato cosi’ negativo come lo è stato per lei. Le sue considerazioni sono senz’altro giuste, ma, penso, influenzate dal suo modo di sentire il momento e di partecipare. La piazza italiana, in questo periodo, credo avrebbe voglia di esprimersi in modo ancora più violento e volgare, nei confronti dei suoi politici. Molti vorrebbero non solo sbattere loro in faccia tutto lo schifo e il disgusto che provano, ma prenderli fisicamente a calci fino alla cella più vicina. Anche se le cose si fossero svolte in maniera tecnicamente più ineccepibile, i media avrebbero comunque attaccato la manifestazione per cercare di definirla fallimentare, quindi è valsa la pena, secondo me, di eccedere nelle maniere e sbeffeggiare i potenti, che non coincidono affatto con i grandi, papa compreso. Stando isolato in un altro paese, per quasi un’ora, guardando i filmati, ho smesso di vergognarmi e mi sono sentito sollevato dal fatto che qualcuno dicesse in pubblico quello che avrei detto io, semplice cittadino. Guardi che non è poco. Ripensi al ‘68, che abbiamo entrambi vissuto: non avevamo mica messo su il gentlemen’s club, mi pare. O no? La saluto con simpatia.