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	<title>Commenti a: oggi, 21 aprile</title>
	<link>http://www.lidiaravera.it/oggi-21-aprile/</link>
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	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:08:06 +0000</pubDate>
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		<title>Di: luigi</title>
		<link>http://www.lidiaravera.it/oggi-21-aprile/#comment-18</link>
		<author>luigi</author>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2007 10:18:18 +0000</pubDate>
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					<description>La seguo spesso sull'Unità e ho letto anche "Fra le righe" di ieri, 24 Aprile. Io sono convinto del progetto del PD eppure condivido alcuni dei suoi dubbi. Penso sia normale di fronte ad un grande cambiamento farsi prendere da mille incertezze. Eppure non ritengo giusto valutare un progetto che guarda al futuro con schemi del passato. Non sono solo le consonanti ad essere perdute, ma tutta una serie di divisioni tradizionali dell'Italia politica. Ieri parlavo con una mia amica, da sempre impegnata nel volontariato. Mi è corsa incontro sorridente, dicendo che mai avrebbe pensato di occuparsi di politica, eppure col partito democratico voleva impegnarsi. Chi è convinto delle proprie tradizioni non ha paura di aprirle al confronto con le altre, così lei cattolica praticante si confronta tutti i giorni con il marito "di sinistra" senza paura di perdere la propria identità.
Un'altra cosa, perchè scrive che il Pd è una "fusione non di due partiti (con i due popoli in cui sono radicati) ma di due apparati". Lo trovo profondamente non aderente alla realtà e mi spiego: si può benissimo pensare che gli apparati vogliano fondersi per interessi loro (e non lo credo), ma perchè non riconoscere che anche molte persone vogliono e sostengono questo nuovo progetto? Perchè non riconoscere anche questa voce?
Grazie e buon lavoro,
Luigi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La seguo spesso sull&#8217;Unità e ho letto anche &#8220;Fra le righe&#8221; di ieri, 24 Aprile. Io sono convinto del progetto del PD eppure condivido alcuni dei suoi dubbi. Penso sia normale di fronte ad un grande cambiamento farsi prendere da mille incertezze. Eppure non ritengo giusto valutare un progetto che guarda al futuro con schemi del passato. Non sono solo le consonanti ad essere perdute, ma tutta una serie di divisioni tradizionali dell&#8217;Italia politica. Ieri parlavo con una mia amica, da sempre impegnata nel volontariato. Mi è corsa incontro sorridente, dicendo che mai avrebbe pensato di occuparsi di politica, eppure col partito democratico voleva impegnarsi. Chi è convinto delle proprie tradizioni non ha paura di aprirle al confronto con le altre, così lei cattolica praticante si confronta tutti i giorni con il marito &#8220;di sinistra&#8221; senza paura di perdere la propria identità.<br />
Un&#8217;altra cosa, perchè scrive che il Pd è una &#8220;fusione non di due partiti (con i due popoli in cui sono radicati) ma di due apparati&#8221;. Lo trovo profondamente non aderente alla realtà e mi spiego: si può benissimo pensare che gli apparati vogliano fondersi per interessi loro (e non lo credo), ma perchè non riconoscere che anche molte persone vogliono e sostengono questo nuovo progetto? Perchè non riconoscere anche questa voce?<br />
Grazie e buon lavoro,<br />
Luigi</p>
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