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panchine/l’intelligenza degli altri

Lidia Ravera | L'intelligenza degli altri | 13 Giugno 2008 | 1,742 letture

Stare sulle panchine: “essere seduti intensamente, osservando senza oggetto”. “A definire le panchine non è solo il sedersi , ma un certo tipo di sedersi, un certo uso, non solo e non tanto del proprio corpo quanto del proprio tempo, e della propria mente. Lasciare libera la mente di vagare, divagare. Passeggiare da fermi” Frasi tratte da “panchine” di beppe Sebaste. Un libro/meditazione, che insegna a guardare, che racconta il mondo a partire dal destino delle panchine: nel nord est le stanno estirpando perchè ci si seggono gli extracomunitari…in emilia ne piantano di nuove per creare punti di socialità…
Panchine: arredo urbano a rischio contatto. Sedersi su una panchina è vivere l’esterno come fosse casa, mescolarsi, amare invece che temere gli sconosciuti. E’ rivalutazione dell’otium…Bel libro. Mi ha dato gioia. Mi ha messa in crisi: io non so sostare. Sto sempre producendo.Eppure, qui nell’isola, sola col mio romanzo ( 250 pagine e sono poco oltre la metà…), avrei il diritto…avrei il dovere…di lasciar scorrere il tempo…Comunque: che regalo, l’intelligenza degli altri!

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