panchine/l’intelligenza degli altri
Stare sulle panchine: “essere seduti intensamente, osservando senza oggetto”. “A definire le panchine non è solo il sedersi , ma un certo tipo di sedersi, un certo uso, non solo e non tanto del proprio corpo quanto del proprio tempo, e della propria mente. Lasciare libera la mente di vagare, divagare. Passeggiare da fermi” Frasi tratte da “panchine” di beppe Sebaste. Un libro/meditazione, che insegna a guardare, che racconta il mondo a partire dal destino delle panchine: nel nord est le stanno estirpando perchè ci si seggono gli extracomunitari…in emilia ne piantano di nuove per creare punti di socialità…
Panchine: arredo urbano a rischio contatto. Sedersi su una panchina è vivere l’esterno come fosse casa, mescolarsi, amare invece che temere gli sconosciuti. E’ rivalutazione dell’otium…Bel libro. Mi ha dato gioia. Mi ha messa in crisi: io non so sostare. Sto sempre producendo.Eppure, qui nell’isola, sola col mio romanzo ( 250 pagine e sono poco oltre la metà…), avrei il diritto…avrei il dovere…di lasciar scorrere il tempo…Comunque: che regalo, l’intelligenza degli altri!



Stamane leggendo il tuo articolo su l’Unità riguardante quella immensa e criminale porcheria del “santa rita” (rigorosamente in minuscolo, ché il contrario suonerebbe di blasfemia pure a chi, come me, non riconosce santi, né qui , né in altri improbabili aldilà ; di più, copioincollo da google : Casa di Cura Santa Rita - Ospedale polispecialistico con “sistema di qualità certificato”. - le virgolette sono mie…- ) , leggendo il tuo articolo, dicevo, ne ho tratto proprio il piccolo conforto della condivisa indignazione, una boccata d’aria pura in tempi mefitici e crudeli. L’intelligenza degli altri non consiste forse nel ritrovarsi in parole e gesti che ci stavano dentro e che per limiti nostri o mancate occasioni o circostanze altre ed altre distrazioni , non sapemmo dire e che quasi per caso raccogliamo a farne nostro piccolo bagaglio? Quanto - mai come ora - se ne sente quasi un fisico bisogno dell’intelligenza degli altri ! In questo momento dove sembra prevalere ( dove prevale) l’arroganza dell’Unico Pensiero. Dove i freni inibitori sono tanto lassi che anche il più cretino si sente in dovere di spararla grossa per stare al passo dei potenti che ormai non conoscono vergogna…
E mi sono detto leggendoti: ma sta a vedere che dirsi di sinistra, non traguardare il mondo secondo i canoni divenuti imperanti, darsi motivazioni che non siano strettamente connesse ad un interesse pronto cassa, seguire ostinatamente una propria etica legata a dei valori che non facciano direttamente riferimento ad un dio ( denaro, mercato, produttività, identità, Dio …) vedere negli occhi dell’altro il proprio antico smarrimento, leggere la “Nuova Realtà” con il vecchio sillabario intriso di vetusta umanità , tutte queste cose ancora un loro senso ce l’hanno. Magari correndo il rischio di sentirsi dei retrò nostalgici e perdenti e fuori contesto. Magari (pioggia permettendo, piove governo ladro! ) sedendosi a fumare, su una panchina a leggere il giornale o un libro o a guardare la gente che passa, a leggere l’intelligenza degli altri, e la stupidità anche e anche - perché no?- la propria.
Leggerò il libro di Sebaste. Spero mi dia un po’ di gioia (parola complicata dall’uso che recentemente ne ha fatto il papa… ) . Ne avrei giusto bisogno( di gioia, non del papa)
cara lidia, grazie delle tue parole sulle mie panchine. e di quelle private (che non erano private proprio di niente, ma piene di condivisione). prima o poi dobbamo linkarci ufficialmente, con tanto di bottiglie di champagne. grazie anche oer la tua serata a roma sulla terrazza, spero di festeggiarti anche a villa giulia (per chi non lo sa, dove si vota il vincitore dello strega). ciao cara strega, un abbraccio, beppe
Cara Lidia
Leggo le tue pennellate sulla intelligenza degli altri e immaginandoti sull ‘isola a scrivere , operaia e imprenditrice di te stessa, mi sorgono delle riflessioni: pensieri che in gran quantità arrivano al collo di una bottiglia . Spintonandosi a vicenda, ne escono scomposti ed arruffati.
“ l’intelligenza ,la moralità, la solitudine : le tre sgrazie”.
L’intelligenza …non quella quotidiana che serve a sopravvivere… l’altra, la dote necessaria per una intima comprensione delle cose.
Mi sono sempre immaginato che la questione, la cosa da comprendere, sia come una sfera ricoperta da migliaia di piccoli specchietti sfaccettati , di misura diversa: ognuno di essi riflette una realtà leggermente differente .
E’ del genio individuare quella sfaccettatutra che ,se pur riflette un’ottima visione, è inedita perchè sfuggita all’altrui attenzione.
In essa l’intelligenza , in maniera temeraria, per gusto della scoperta, si immerge e così facendo rimane indietro dal flusso degli umani.
Raramente, richiamando l’attenzione sulla bella scoperta, riesce a far invertire agli altri il senso di marcia e trovarsi così all’avanguardia . Nella maggior parte dei casi si ritrova in uno sperduto paesaggio inesplorato.
La moralità ….non c’è disgrazia peggiore di aver frainteso da piccolo: aver interpretato i valori
come …un valore. Ancor più grave non aver sfruttato nell’ adolescenza, l’occasione della ricerca dell’ integrazione con i coetanei per effettuare una opportuna opera di aggiustamento e compromissione.
Se infine da adulto ti ritrovi un po’ di coraggio e trovi fattibile vivere secondo dei principi ….allora
sei fatto! Te la sei cercata ed è giusto che paghi il giusto prezzo perché sei un asociale, spocchioso, un nemico della collettività.
Tu pensi di essere uno”morale”…non sarà un gran chè , ma se non fai bene, non fai neanche male ; soprattutto non puoi fare altrimenti.
E invece no : sei un “moralista”, la categoria “morale” è stata cancellata dal vocabolario; si passa direttamente a “moralista”. Ad onor del vero …ci può essere qualcosa di più sgradevole!
Non sono certo io né un genio né un santo; tant’è che qualche amico ce l’ho ,una compagna e due figlie.
Ma qualche peccatuccio non mi manca. E’ per questo che ora vado a rintanarmi nella mia casa nel bosco , vergognoso, ad apprezzare cose che sarebbe molto più sano socialmente condividere alla televisione in qualche programma di viaggi e natura.
Un saluto affettuoso
Massimo Corbucci