parto dall’isola per andare a votare
Il sole tramonta lento sul mare. Giugno è il mio mese preferito, sull’isola. Sono qui da dieci giorni. La mia vita ha preso quel ritmo straniato che mi piace tanto. Corro, cammino, corro in bicicletta, nuoto nell’acqua ancora fredda, studio, penso. L’ansia si placa. Spacciare letteratura in un paese come l’Italia è frustrante. Se stai lì a covare il romanzo(” la guerra dei figli”, uscito da più di un mese), a sbatterti nell’auto-promozione, perdi la gioia di scrivere, di aver scritto, di aver voglia di scrivere ancora. L’isola è magnifica per curare le piccole ferite del premio mancato, della pubblicità mai concessa,del gioco dell’inclusione-esclusione. Sotto il brontolio del vulcano, davanti alle rocce nere che bucano il mobile blu del mare, tutto ti sembra molto relativo. del resto, lo diceva anche aristotele, mentre tutte le altre forme di attività sono meramente umane, la contemplazione è divina.E’ il passatempo degli dei. Dunque, contemplo e sto bene. Allora: perchè domani prendo un aliscafo alle 9 del mattino, un treno alle due di pomeriggio e mi reco presso le urne a votare? Perchè è un dovere, e bisogna obbedirvi anche nelle democrazie acciaccate come la nostra. Perchè è un diritto e bisogna esercitarlo, anche se, mai come quest’anno,l’entusiasmo sta a zero. Perchè non si può essere snob e pretendere un partito perfetto, candidati squisiti, motivazioni forti, possibilità di vittoria. ha ragione michele serra, quando scrive che votare è un gesto di umiltà .
E allora okay, votiamo. Il dubbio amletico è: voto chi mi piace ( o mi dispiace di meno) ,o voto Pd perchè è l’unico baluardo ( per quanto anche lui acciaccato come la democrazia) contro l’avanzata inarrestabile della destra? Lotto perchè la sinistra raggiunga il quorum o lotto perchè il pd si rafforzi e tenga botta, nonostante tutti gli errori commessi?
Vi giuro che, per una volta nella mia vita, non so che pesci pigliare.



cara lidia, sono una tua lettrice e ho amato molto la guerra dei figli, di cui posseggo una versione da te autografata (alla fiera del libro). Stando ai tuoi dubbi, io mi sono posta lo stesso dilemma e alla fine ho deciso di votare radicale. In fondo, i radicali sono forse gli unici che credono ancora nella libertà , quella vera però, non quella comoda e opportunistica di berlusconi.
saluti, barbara
votare sicuramente…umiltà e unità nella diversità , Lidia cara, Andiamo tutti a votare senza la coda fra le gambe già sconfitti in partenza. Un uomo un voto, una donna un voto: in democrazia si possono e si devono abbattere i mostri. Oggi per mandare in Europa persone pulite a rappresentarci in quel Parlamento multietnico che già decide su molti aspetti della nostra vita comunitaria.
anch’io avevo lo stesso dubio, se rafforzare il pd o votare Sinistra e Libertà , che mi convince
poco, ho votato quest’ultima quando ho visto, nelle liste del pd il nome di Domenici, il sindco
che (spero di no, ma la paura è tanta) passerà alla storia per aver regalato Firenze alla destra.
Nutro anch’io i medesimi dubbi. Accidenti! La sinistra, tutta, avrebbe dovuto rimanere unita e non creare dispersione di voti. Non mi dispiace Franceschini, ma è chiaro che non ce la farà da solo. Confidavo in un astensionismo di massa…una sorta di messaggio sia per la destra sia per quel che rappresenta la sinistra, un’esortazione per quest’ultima a darsi un colpo di reni e virare con grinta… Ma così non è. Non ho ancora votato, sono dibattuta, proprio come te. Ma se tu, pur contorta dal dubbio, affronti un viaggio epico per andare comunque a votare, un senso lo deve avere questo voto a denti stretti con la mano tremula. Mamma mia, come ci sto male…
leggo le tue parole e mi sembra che qualcuno abbia letto i miei stessi pensieri…
anch’io dovrò spostarmi per andare a votare e anch’io sono titubante sul voto da esprimere…
ieri guardavo un video su youtube….i funerali di Berlinguer….
che fine ha fatto quel paese???
Anche io avevo i tuoi stessi dubbi, ho pensato e ripensato,e alla fine ho deciso di provarci, di lottare perchè la sinistra raggiunga il quorum..è stata la stessa scelta che avevo fatto alle scorse elezioni, e non si rivelò felice, spero che qualcosa questa volta cambi…
Sei molto aristocratica e naif, cara Lidia, come tutti i comunusti che se lo possono permettere. Critichi il mercato e chi lo rappresenta, ti infastidicscono i suoi copromessi ma ti nutri alla sua tavola, poi te ne vai sull’isola, vorresti (o volevi) un mondo di uguali , tutti livellati da una certa idea di giustizia e poi te ne stai la sola a contemplare -dentro un mondo per pochi fatto di vetro e di banbagia. Beata te. Un bacio.
Bellissimo ’sto post! E`dura per gli artisti in Italia non c’e`dubbio, figuriamoci per le persone che non sono nemmeno riuscite a sviluppare i loro dono artistici, per un motivo o per l’altro. Comunque i tempi dovranno cambiare, anzi stanno gia cambiando. Abbiamo toccato il fondo ed ora non possiamo che risalire. I voti delle elezioni europee sono un bel segnale in questo senso.
Per quanto riguarda la politica: si fa fatica a credere che sia Il PD il vero baluardo della democrazia in Italia. Di compromessi con la destra ne ha fatti a sufficenza e vuole ancora apparire come la vera opposizione a me sembra ridicolo. Io credo che se non ci fosse Di Pietro e gli intellettuali (Marco Travaglio in primis) che smuovono le acque saremmo ancora a parlare di bicamerale, dialogo e cose del genere. IDV unica opposizione!!! E viva i libri di Lidia Ravera!
Mamma mia, cara ANNALOLA come sei perfida! Gli artisti per creare hanno bisogno di p a c e e c o n t e m p l a z i o n e. Se poi fanno molti soldi e`perche`ci sono persone come me e te che comprano i loro libri. Dunque di cosa gli accusi? A me sembra che la vera “comunista” sei tu, che vorresti un mondo piatto e senza gioia anche per chi se l’e`meritata.
Saluti.