perche’ veltroni sì
la sinistra per veltroni, oppure a sinistra con veltroni…una cosa così, non me la ricordo tanto bene. Comunque l’ho fatto. Cioè: ho firmato. Ho sostenuto la candidatura di Veltroni ad assumere la leadership del partito democratico. Anche se sul Partito Democratico non ho cambiato idea. Anche se le pimarie, dopo l’espulsione di Furio Colombo per cavilli burocratici, mi danno l’idea di una cosina precotta , già cucinata ( devo solo infilarla nel forno a microonde e voilà…pronto in tavola). Perchè l’ho fatto? Perchè Walter è il figlio di quella che fu una delle mie migliori amiche: Ivanka, quasi identica in bello a Bette Davis, io avevo 30 anni, lei 60, andavamo insieme in pizzeria, lei era saggia e ironica, io ambiziosa e piagnucolosa come si è prima di diventare sagge e ironiche…una donna eccezionale…lo sostengo per amore di Ivanka? No, in quanto figlio di Ivanka, preferirei portarmelo in pizzeria e parlare di lei. Lo sostengo perchè ho paura della cattolica benchè stiabile Bindi? Sì, anche.
La laicità per me è una discriminante forte. Dice: ma Veltroni, anche lui, mica è Giordano Bruno…d’accordo, però..speriamo.Comunque no, non è neanche questo. La verità vera è aritmetica: un politico promette dieci e fa uno. Veltroni quando parla è formidabile: promette cento. E’ più facondo, più poetico, più creativo…E’ un politic, certo. Ma se sa promettere cento, penso che farà almeno dieci.



Concordo con Veltroni. Ma spero vivamente che tutta quella creatività , poeticità etc che peraltro apprezzo molto si trasformi in uno sguardo concreto suoi problemi della gente che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, che la culttura vorrebbe ma non se la può permettere perchè se oggi lavori e domani non lo sai per il teatro. il cinema etc comincia a non esserci più posto anche se la cultura dovrebbe essere un diritto e non un lusso Spero che Veltroni esca dai salotti buoni, anche quelli di sinistra, per vedere come sta il mondo fuori, chi non è questione se va in barca o meno in vacanza ma proprio non ci può andare, chi non può permettersi di comprare la casa al figlio anche se lo vorrebbe e il figlio rimane in casa o si accolla un mutuo quarantennale, che forse non vedrà nemmeno estinguirsi, chi al mondo un figlio non lo mette perchè un figlio non se lo può permetter che la prole non mangia a progetto. Se così sarà il Pd farà un passo avanti, forse riuscirà a coinvolgere anche i giovani della mia età, altrimenti rimarrà solamente un gioco politico di poltrone e non sarà diverso dall’avversario. Dicono quest’ultimo abbia incantato con le sue tv e poi deluso, speriamo il Pd non incanti con le parole e poi deluda, criticando ma poi comportandosi allo stesso modo.
Speriamo bene
Libera
Dimenticavo signora Lidia,
scusi l’ignoranza,
chi è Bette Davis?
Libera
Cara Lidia,condivido l’apprezzamento per Veltroni,meno l’ostracismo per Rosi Bindi.
Trovo molto intelligente e volitivo il suo modo di far politica,ed il suo essere una cattolica adulta la rende,secondo me,molto equilibrata ed attenta nel rapporto con credenti e non credenti.
Com molta amicizia.
Mario
Vabbe’, anche a me piace Veltroni (mi piace anche la Bindi, un po’ meno Letta.)
Veltroni mi piace perche aveva ridato “leggibilita’” all’Unita’ che da allora compro tutti i giorni (anche per leggerti insieme soprattutto a Moni Ovadia …ce ne fossero).
Mi piace perche’ e’ capace di volare alto e si distingue dagli altri?
Mi piace perche’ e’ sicuramente piu’ “giovanile’” degli altri.
Ecc ecc.
Pero’ il problema e’ un’altro.
Dove ci vuole portare il PD?
Qual’e’ “l’Utopia” del PD?
Perche’ devo aderire al PD? Per ridurre il numero dei partiti? (un po’ debole la motivazione o no?)
Dico dateci, non dico tanto, un pochino, un qb, di ideologia!
Non voglio morire americano!!!
Cara Lidia,
mi fa piacere che anche tu sostenga Veltroni alla guida del PD. I i tuoi dubbi sono i miei. Io, tra l’altro, all’ultimo congresso avevo votato la mozione contraria alla costituzione del nuovo partito perchè ritenevo, e ritengo tuttora, che sia necessaria una sinistra non velleitaria ma che ponga al centro dell’azione politica la tutela dei diritti civili, nel segno della laicità. Se non fosse che Veltroni ha deciso di candidarsi, io avrei deciso di uscire e seguire le compagne ed i compagni di Sinistra Democratica. Credo che Veltroni possa unire le diverse sensibilità e non dividere, e sappia neutralizzare certi atteggiamenti “stalinisti” propri di alcuni nostri dirigenti politici. Inoltre, riesce a comunicare con la gente comune e, quando parla, sa toccare le corde giuste, grazie alla sua “souplesse”, come scrisse Berselli tempo fa. E’ curioso, tuttavia, notare come alcuni esponenti DS, nazionali e locali, che, fino all’altro giorno consideravano Veltroni solo un “fenomeno mediatico” e nulla più, ora lo citano profusamente e riportano nei propri interventi le sue parole virgolettate. Mi auguro poi che Veltroni non permetta più che si ripeta quanto è successo a Montalto di Castro…
Clio
ci sono rimasto male. Addirittura: non riuscivo a crederci. Perchè sempre mi era parso di scorgere, nelle tue parole, uno sguardo sul mondo e sulle donne e sugli uomini davvero radicalmente incompatibile con gli obiettivi politici, e la ragione sociale, del Partito Democratico. A prescindere da chi, qui e ora, ne assuma la leadership. (Non che la questione sia irrilevante, però - come dire? - credo che il discrimine risieda altrove: per esempio in ciò che un partito pensa della guerra e della pace, o della legislazione in merito al mercato del lavoro, o delle politiche sull’immigrazione, o della crescita e della de-crescita, o dello “sviluppo senza progresso”, ecc.) Ora: senza farla troppo lunga, io temo che il Partito Democratico sia l’ultimo epifenomeno di un fenomeno - difficile da indagare in tutta la sua complessità, e però da almeno dieci anni ben rintracciabile nelle scelte politiche della sinistra “riformista” (italiana ed europea) - che ha, purtroppo, radici piuttosto solide, e saldamente piantate nel terreno limaccioso della globalizzazione neo-liberista:e cioè il tentativo, peraltro quasi del tutto riuscito, di espungere dalle prerogative della Politica, e quindi anche dei Partiti, la elaborazione di una visione del mondo e di un orizzonte di senso; infine declassandola a mera Tecnica di amministrazione del già esistente. Non credi che rutelli-veltroni-d’alema (lo so che non sono tutti uguali: però intanto hanno scelto di fondare un partito insieme: e rutelli alle primarie vota veltroni..), con le loro guerre giuste e umanitarie con le loro argomentazioni burocratiche sull’impossibilità di trovare un’alternativa ai cpt con il loro feticcio della Crescita del prodotto interno lordo a cui subordinare ogni ideale di giustizia sociale, abbiano scelto di adeguarsi cedevolmente a questa logica? E come si fa, a credere ancora, nonostante tutto, nonostante il disincanto a cui con tenacia impediamo di pervertirsi in cinismo, in una politica altra, capace di intervenire con coraggio sulle condizioni materiali (e spirituali) degli ultimi e dei più deboli, e poi votare chi ci ha già spiegato di non crederci (più)? Vedi, io ho sempre pensato che i Partiti si chiamassero Partiti perchè sono di parte: cioè che nascessero rigettando con decisione ogni visione unanimistica dell’ordine sociale, e fossero consapevoli di dover scegliere da che parte stare. E tu? tu ci credi che si possa stare contemporaneamente dalla parte di Montezemolo e dalla parte di un lavoratore precario? Te lo chiedo perchè Fassino (anche lui vota Veltroni..), in un’intervista all’espresso di qulche mese fa’, ha invitato pubblicamente Montezemolo ad aderire al Partito Democratico. E poi: si può stare contemporaneamente dalla parte di Welby e dalla parte dell’Opus dei? Veltroni e D’Alema - Rutelli, a tal proposito, è inutile nominarlo: però, ribadisco, alle primarie starete dalla stessa parte! - erano in prima fila alla messa per la santificazione di Escrivà de Balaguer: e allora, come la mettiamo? Che poi, scusa: avrei potuto capire se non ci fossero state alternative: se alla sinistra del partito democratico si agitassero solo micropartitini asserragliati a difesa di un’identità cristallizzata dentro un’otodossia dogmatica, incapaci di discernimento critico nei confronti della deriva totalitaria dei socialismi (ir)reali, incapaci di leggere le dinamiche di questo nostro tempo senza far ricorso ai bignami del bolscevismo: ma non mi sembra sia questa, la situazione. Anzi: c’è, forse per la prima volta dalla caduta del muro, una tensione unitaria dentro la quale sarebbe stato bello poter disporre del tuo contributo.. Due parole su Veltroni, e poi, giuro, la smetto. Anche a me ispirava fiducia: consideravo, e per certi versi considero tuttora, autentici il suo slancio e la sua passione. Però non riesco a perdonare al Veltroni Politico (l’uomo è di una integrità morale, credo, indiscutibile) la rinuncia all’analisi delle ragioni da cui scaturiscono tutte le ingiustizie che lui, pure, sa nominare e riconoscere. Mi spiego meglio: possibile che vada in Africa, riesca a descrivere con sincera pietas le condizioni disperate, e l’abbrutimento, che quei popoli sono costretti a tollerare, e poi non ritenga necessario rintracciarne l’origine nelle politiche di sfruttamento dei governi occidentali? Possibile, per dirne una, che ritenga il suo amico Clinton del tutto esente da responsabilità? O è un politico scarso - e non credo sia così - oppure i suoi accorati accenni alla necessità di difendere certi valori hanno una dimensione quasi esclusivamente retorica. E ancora: possibile che dia ragione su tutto al lettore di repubblica che teme(secondo me era un timore fondato) di stare diventando razzista? Dov’è, quando si tratta di giudicarli qui da noi, quei bambini poveri che in Africa lo fanno commuovere, dov’è quel suo sguardo umanistico, ancorato alle ragioni degli ultimi(chè certe ragioni, gli ultimi ce le hanno anche quando sbagliano: e Veltroni, che ha letto don Milani ed è stato comunista, dovrebbe saperlo)? Possibile che sappia solo ribadire la solita tiritera che le legalità è di sinistra (infatti don Milani e Danilo Dolci, condannati per averla violata, erano di destra..)? E dei rom fuori dal raccordo anulare, tu che ne pensi?
Poi: ha detto a porta a porta che stima fini, lo ritiene una persona seria e affidabile, al punto che da lui comprerebbe una macchina usata. Domanda: secondo te la mamma di carlo giuliani, o tutti i torturati alla scuola diaz, una macchina usata, da quel Fini che in quei giorni tremendi rivendicava la correttezza dell’operato delle forze dell’ordine, se la comprerebbero?
Ultima cosa: ieri, sul corriere della sera, Veltroni ha detto di stimare molto Letizia Moratti. Pensa solo un attimo, per favore, alla riforma della scuola della Moratti. Si possono tenere insieme Don Milani e la scuola-azienda? Io, se dovessi farlo, rischierei la schizofrenia: e tu, che ne pensi? Secondo te si può?
Chiedo scusa, davvero, per la prolissità.
Con stima e ammirazione immutati, Claudio
Cara Lidia,
Scusa per essermi scusato solo della prolissità. Mi sono riletto. E mi sono rimproverato un eccesso di durezza. E’ che ho scritto di getto, sotto l’urto di una delusione a cui non avevo lasciato il tempo di decantare. Mi succede spesso, di sacrificare sul minimo altare delle mie convinzioni e dei miei ideali il valore della mitezza. Subito dopo me ne dispiaccio. E metto sotto accusa me stesso, dopo aver messo sotto accusa qualcun altro. Mi assolvo, di solito, spostando l’angolo di visuale del mio sguardo su ciò che di positivo riconosco dentro questo mio modo: e cioè sull’ansia di condividere con gli altri, anche con chi la pensa diversamente, il frutto delle mie riflessioni. Mi dico, autoassolutorio: a vent’anni, spesso, è più facile sottrarsi ai rischi connessi alla comunicazione, si trova, volendo, sempre il modo di risparmiarsi la fatica della discussione, il travaglio dell’argomentazione. Si può sempre scegliere di indurirsi dentro silenzi che hanno il (dubbio) merito di non chiedere conto, e l’indubbio demerito di non rendere conto. E mi inorgoglisce la mia dotazione di anticorpi contro il rischio di scegliere per me questa strada, che è la più facile e forse la meno gratificante. Resta il fatto, però, e non è cosa da poco, che quando si sceglie la strada del dialogo, bisognerebbe scegliere le parole giuste, e il tono giusto. E io oggi, avvelenato com’ero di dispiacere e di risentimento e di delusione, forse non sono riuscito a farlo. Io che pure rivendico gli elementi di verità (della mia verità, naturalmente) interni a ciò che ho scritto, adesso volevo porgerti le mie scuse per il tono che, senza volerlo, ha assunto la mia “filippica”. E volevo dirti anche che, sebbene tu abbia scelto di votare Veltroni e il Partito Democratico (ma da qui alle prossime elezioni potresti cambiare idea: e votare una forza di Sinistra Unita, magari con la leadership di un Nichi Vendola…Vedi? Non riesco ad impedirmi di sperare..), sempre mi conforta sapere che ci sono persone che, con ammirevole gratuità, scelgono di non “sbattersene”. E nonostante tutto, nonostante la frustrazione accumulata in anni e anni di sconfitte errori delusioni, si impegnano con determinazione in un quotidiano corpo a corpo con la disillusione, e continuano ad avvertire con dolore le ingiustizie, e continuano ad avere voglia di metterglisi di traverso, e continuano a sperimentare sulla loro pelle quella cosa tragica che è il senso della propria personale impotenza, e cionondimeno proprio non ce la fanno, a mettere i remi in barca, ad osservare placidamente dagli scogli i flutti del mare in tempesta. Davvero, mi conforta: e mi restituisce un brandello di fiducia. Poi io continuo a credere, con tutta la forza di cui dispongo, che sia meglio scegliersi come compagni di viaggio quelli che c’erano a Genova, quelli ancora capaci di non assumere sul mondo uno sguardo che eternizzi lo status quo, quelli che credono nello Stato Laico e nello Stato Sociale, quelli che credono nella scuola pubblica e nel disarmo atomico e nel valore della pace e nel valore delle vite spezzate dalle guerre o abbrutite dal bisogno. Quelli, soprattutto, che conservando una forte carica di tensione ideale danno battaglia ad uno dei pericoli che maggiormente mi assilla: e cioè che si verifichi una saldatura tra la (legittima) delusione di chi crede nella politica e le rimprovera di non essere all’altezza della sua vocazione, e l’illegittimo sentimento antipolitico di chi non crede – e non c’ha mai creduto – nella dimensione collettiva dell’azione.
Ma questo è un altro discorso.
L’ho già fatto prima e non intendo rifarlo.
Ora mi preme solo dirti grazie.
Grazie, davvero: per i libri e per gli articoli e per gli interventi su micromega che hai scritto e che scriverai. (Continuerò a considerarli importantissimi per la mia formazione umana sociale e culturale)
Per avermi risposto e per avermi ringraziato. E per non aver fatto pesare l’inesorabile asimmetria –dovuta al divario di età e di cultura e di esperienze- di questa nostra discussione.
Di nuovo: con forte stima e profonda ammirazione, claudio.
Leggo: “perchè Veltroni sì”. Penso: Alla faccia della coerenza! Quel tuo articolo apparso sull’ Unità io lo avevo addirittura ritagliato e conservato perchè mi sembrava un bell’esempio di obiettività e coerenza. C’è scritto fra l’altro “Sono daccordo. E sono daccordo con tutto quello che dice Mussi”.
Ed io leggendolo ero daccordo con te che a tuavolta eri daccordo con Mussi!
Negli ultimi tempi ho visto moltissimi rimangiarsi parole dette e scritte, anche perchè in periodi come questi di acque agitate trovare le scuse piu’ stravaganti per giustificare un cambiamento d’opinione (?), passa completamente inosservato perchè non fa scalpore. Questa tua scusa del rapporto di familiarità e di pizze evocative dei tempi passati è davvero poco usata. Ma certo suona davvero originale al giorno d’oggi perorare la causa del familismo o perchè no delle pizze in buona compagnia per cambiare opinione ed inserirsi automaticamente nella lista blindata della costituente di un partito.
Credo obiettivamente a questo punto di essere un po’ confuso, ma si forse è vero che mi sono sempre fatto un’ idea sbagliata sulla coerenza, conta poco o niente o semplicemente non è un valore come lo intendo io. Ha molta piu’ importanza l’opportunismo e la convenienza, d’ora in poi devo adeguarmi. Quindi credo che coerentemente prendero’ quel tuo bel articolo che avevo ritagliato e conservato perchè lo condividevo e lo cestinerò, perchè non lo condivido piú.
Coerentemente saluti.
carissima ravera,
quello che hai scritto su micromega n° 5, coincide largamente con il mio pensiero.
visti risultati (come anche ha spiegato su repubblica ilvo diamanti) sono ancora più perplesso.
il nuovo pd, infatti gode di una rappresentanza parlamentare che è nettamente minore dei partiti che hanno dato origine alla fusione e non comprendo,perciò come sarà possibile dare l’avvio ad un cambiamento (che deve obbligatoriamente passare per la riforma della legge elettorale) con un partito che ha una minore forza per poter attuare gli obiettivi che si è dato.
tu sapresti rispondermi?
manlio
Io dico che a Roma molti hanno il problema della casa e che Veltroni come sindaco della città non ha datoi il buon esempio. Lui si è comprato un grande appartamento al centro con pertinenze alla stessa cifra che ho speso io per un appartamentino in periferia. Bell’esempio da dare ai cittadini. Lui ha raccomandato la figlia che ora lavora con Muccino, forse il regista che in questo momento va per la maggiore! Bell’esempio per i disoccupati e la meritocrazia vada a farsi friggere! Tutto ciò contrasta con l’ideologia di sinistra, DUE PESI DUE MISURE… Andiamo avanti così.