piazza navona
Non avrei dovuto, restare lì, dietro al palco, ad aspettare il mio turno. Io non ho la libidine della performance. Se sono tornata Roma ( ero in giro per il libro, Courmayeur, Alassio…) se ho ritardato il mio ritorno sull’Isola era per essere in piazza, non per guardarla dall’alto. Ma mi premeva dire, a tutti i presenti, donne e uomini, ma soprattutto alle donne, quello che ho detto: che questo diffuso mercato delle vacche, questo offrirsi e scambiarsi femmine, non è normale, non è la regola, non ci sta bene.
Volevo dire che le ragazze non sono tutte troie e le loro madri non sono tutte maitresses. Volevo dire che l’immagine femminile che esce dalle intercettazioni, dalle ministre-pupa-del-capo, dalle chiacchiere sui favori sessuali e le promozioni per meriti orizzonatli ci offendono, e scoraggiano le giovani donne, le ragazze, le bambine…quelle brave, quelle che vogliono farsi strada nel mondo con lo studio col lavoro con l’impegno con l’intelligenza…per questo non ho rinuniciato ad intervenire, anche se mi hanno tenuta lì fino alle nove e mi sono trovata a dover parlare dopo le grida, dopo i vaffanculo di Grillo, dopo lo spettacolino di Sabina ( io la stimo molto, è la prima volta che non sono in sintonia con lei. Secondo me ha sbagliato i toni, ma lapidarla come hanno fatto , in coro, tutti i giornali, è ingiusto ed esagerato) …dopo gli attacchi di nervosismo del retropalco, con la moglie Pancho che diceva “fermatela” e Furio, livido, che parlava con Cazzullo del Corriere della Sera…Sono salita lo stesso su quel palco per dire quello che ho detto. davanti c’era tanta gente. gente bella. La gente di sempre: girotondi, base Pd , scontenta del suo partito. Altra gente: italia dei valori e forse anche qualche fan del beppegrillismo. E poi cittadini stanchi di assistere passivi allo spettacolo della corruzione e della volgarità e del servilismo e del berlusconismo anti-legalità . a loro volevo parlare e a loro ho parlato.
Sono scesa dal palco con un senso di inadeguatezza.
Personale, generale. Eppure la piazza era piena e le facce, quando son scesa a guardarle, una per una, da vicino, erano delle belle facce.
la prossima volta starò in platea, non sul palcoscenico. Forse sono più adatta a stare in mezzo agli altri. E quello che ho da dire, lo dirò scrivendo.
Come sempre.



Cara Lidia, ho 39 anni e ho tre figli. Ho passato gli ultimi tredici anni tra pannolini, biberon e pappe trascinandomi di giorno dopo continue notti insonni. Tutte le energie a mia disposizione le ho investite giocando e osservando innamorata i miei bambini che molto mi hanno insegnato e mi insegnano e ritagliondomi un piccolospazio nel garage di casa…una sorta laboratorio artistico voluto, sudato e difeso con tutta l’ anima. Quando i pannolini e i biberon hanno lasciato il posto a libri, lego , musica e quant’ altro ho cominciato ad avere più spazio per me, ma i cinesi “mi hanno fatto le scarpe”. Sono bravi, veloci, precisi e sicuramente più competitivi, ma ogni mio lavoro era un percoso nuovo, una storia diversa che aveva come unico obbiettivo quello di suscitare delle emozioni, forse le stesse che ho provato io nel realizzarlo o forse no. Ia mia ambizione più alta era quella di incontrare lo sguardo emozionato di chi, osservando la mia piccola opera, potesse accennare ad un sorriso o lasciare scorrere lentamente sul volto una lacrima.Ora non ho più la possibilità di creare, non così e non so come…non ancora.Nel frattempo i sorrisi, le lacrime di quelle persone lasciano il posto a cosa? L’8 luglio la ascoltavo in piazza e tante sono state le emozioni che ho provato: mi sono sentita compresa, ho sentito la stesse sua rabbia, delusione e sono tornata a casa emozionata, ma anche più consapevole del delicato momento politico che stiamo vivendo. Inadeguati si dovrebbero sentire i nostri politici, non certo lei. Lei, Cara Lidia ci è preziosa anche sul palco perchè abbiamo bisogno di persone che con il dono della parola e una grande sensibilitòà riescano a mobilitare cento,mille , milioni di coscienze! Nel frattempo accolga il mio caldo abbraccio come un grazie infinito per quanto finora ha fatto per me, come donna!
Si, credo anch’io che la Guzzanti ha danneggiato (dalla parte simmetricamente opposta ai danneggiamenti soft di veltroni …con la minuscola), la sinistra italiana.
Doveva contenersi un po. CentrarSi meglio.
Rileggevo un commento di Alberto Arbasino su rep. del 17 maggio 2008 : ..O piuttosto caratteri antropologici atavici, e dunque immutabili perché congeniti, come la camorra per i meridionalisti e Salvemini?… (riguardo i nostri caratteri)
Certo, osservando ieri sera il dibattito parlamentare, dubbi sulle facce di destra del popolo italiano se ne avevano ben pochi.
Un carissimo abbraccio fabrizio
E’ vero la Guzzanti ha sbagliato i toni. Ma l’indignazione fasulla che ha seguito il suo intervento è un altro pessimo segnale: in un Paese dove ogni giorno si scopre un nuovo verminaio, dove ogni giorno c’è una semina di menzogne vergognose e di idiozie, mi sembra che consumare quel po’ di indignazione che rimane alla sinistra o sedicente tale per la Guzzanti, sia un lusso, anzi una resa. Non mi piacciono le espressioni volgari, ma forse per avvertire meglio il fondo del barile nel quale siamo adagiati riporterò qui un pezzo del maggiore quotidiano argentino, il Clarin: “Se dice que en la Caja de Pandora de las 8.400 intercepciones telefónicas realizadas por la justicia de Nápoles en una causa de corrupción que podrÃa terminar en un proceso penal contra Silvio Berlusconi, hay algunas llamadas que no tienen relevancia penal pero son un cóctel explosivo por su fuerte contenido erótico y las referencias al sexo oral, que los italianos llaman il pompino.” Non credo che ci sia bisogno di traduzione. E ci scandalizziamo per la Guzzanti? Io mi scandalizzo di altre cose: della demenza e del servilismo di questo Paese, del fatto che l’intera stampa italiana abbia incensato Tremonti per un libercolo dove diceva un decimo di quello che un conservatore come Luttwak aveva scritto 15 anni prima. Pensierini ovvi ed elementari, spacciati per pensiero economico e reverentemente ponderati anche dal Pd. Non mi scandalizza la Guzzanti, mi scandalizza il fatto che il parterre del loft, in evaporazione estiva, dica o con noi o con la piazza. Come se quest’ultima fosse di per sè qualcosa di vergognoso, di inelegante, di plebeo. A questo punto non mi aspetto di sentire da questi personaggi qualcosa di sinistra, perchè sarebbe come credere a babbo natale, mi aspetto almeno di sentire qualcosa di sensato, perchè i silenzi sono più scandalosi delle parole.
Credo, Lidia cara, che a Piazza Navona si sia rotto l’argine. Non ci sono andato perchè mi sento lontano dal fragore ma non ho paura di dire che gli sberleffi, gli insulti, le urla insieme alle giuste parole siano del tutto adeguate a quanto sta accadendo nelle stanza del Palazzo e del Potere, anche quello ombra.La classe dirigente di questa nazione è fuori norma, fuori dalle regole della civiltà . E accusa di antipolitica (parola che non ha senso in quanto tutte le manifestazioni oratorie e intellettuali sono politica) chi ha il coraggio di dire non ci sto. Lo si può dire con i toni violenti e farseschi di Beppe Grillo ( che snocciola fatti inconfutabili e parolacce a valanga), con la satira pesantissima in questo caso di Sabina Guzzanti, con le informazioni precise di Marco Travaglio, con la finezza di pensiero di Furio Colombo, con le tue parole di militante coraggiosa, militante della vita e della responsabilità collettiva.
L’argine si è rotto. Non mi scandalizzo. Che ci sia qualcuno che gridi che un Presidente della Repubblica, oltretutto con quella sua storia e quel suo passato, firmi in decreto per la sua stessa immunità , oltre a quella del cainano, è un bene perchè quella voce sicuramente è arrivata fino alle stanze dorate del Quirinale ed è eccheggiata, rimbombando, anche intorno a Lui. Non voglio dire nulla sul Papa perchè sono agnostico e non mi interessa una figura oltretutto mediocre ma voglio finire ricordando che non passa gorno ormai che la Chiesa cattolica intervenga su ogni vicenda che riguarda la vita e la morte del popolo italiano per gridare allo scandalo, per parlare di eutanasia quando si tratta di chiudere capitoli di atroci sofferenze e di inutili agonie. Non passa giorno che non escano raccapriccianti siparietti del cainano e delle sue profferte, delle sue elargizioni, dei suoi sorrisi a 88 denti che nascondono orrori e bassezze degradanti del più ricco d’Italia che solo in Uganda avrebbe potuto governare. Meno male che c’è anche chi reagisce e s’indigna fino al punto di perdere le staffe, di andare oltre, di dire cose spiacevoli, forti, esagerate, persino “blasfeme”. Vai avanti Lidia, tranquilla per la tua retta via. Un abbraccio forte.
Parlo da Cagliari e gli echi di quanto è successo in piazza navona sono carambolati anche qui alla periferia dell’impero, smorzati, lontani (lontani) ma sono arrivati. E una domanda mi sono posto dopo l’orgia di commenti immagini. Cosa ci sarebbe piaciuto che fosse rimasto di quella manifestazione? Forse l’indignazione il dissenso anche la rabbia forte e gridata di un popolo, di gente di sinistra ma anche e soprattutto di cittadini, dei rom che erano lì. Ci sarebbe piaciuto che le tue parole e quelle di altri che hanno parlato dal palco con passione e forza arrivassero fin qui periferia dell’impero, e invece no. Sono arrivate le parole (parole) della premiata compagnia teatrale Grillo & Guzzanti. Devastanti come uno tsunami hanno spazzato via tutto. Dovevano distinguersi, smarcarsi dal rito antiberlusconiano e sono riusciti da consumati e bravissimi attori (comici) a oscurare quelli che avevano parlato prima di loro e quelli che lo hanno fatto dopo. E soprattutto hanno oscurato quella piazza. Il coup de théatre (annunciato) ha strappato l’applauso (di pochi) e l’incazzo (di molti). Sono attori (bravissimi) e fanno satira ed è legittimo e giusto che sia così, ma cosa ci aspettiamo? che prendano il loro bravo foglietto scritto e leggano il loro bravo intervento? Cosicché la piazza è diventata la platea di spettatori che ha assistito a uno show (senza aggettivo qualificativo che lascio). Ma la politica che muove le cose e mobilita le coscienze dov’è?
Quante volte io mi sono sentita offesa nel mio percorso di donna …e ho dovuto incassare e subire in silenzio. Quante parolacce ho dovuto sentire da chi sparava nel mucchio anche alle elezioni.
Sono stanca anche di scrivere e forse lo faccio per sentirmi viva.
Ma pure gli uoimini, i giovani uomini, sono stanchi dei compromessi che devono subire quotidianamente.
A noi donne il compito di essere dignitose.
Cara Lidia,
). E le tue parole funzionano. Sul pullman, di ritorno verso Parma, non sono stato l’unico a ricordare il tuo intervento come uno dei più importanti, seppure con i tuoi toni non urlati e non provocatori. La piazza ha bisogno di gente come te. E se qualcuno sa ascoltare solo i toni urlati di chi fa satira, allora la piazza non ha bisogno di lui.
Io c’ero a Piazza Navona. Mi sono scaldato alle parole di Sabina, ha parlato con i toni della satira e ha fatto andare me e molti nella piazza con l’adrenalina a mille. Poi sei salita tu, per me perfetta sconosciuta. E quello che hai detto mi ha colpito. Perché ti riferivi agli stessi episodi trattati da Sabina, ma con ragionamento e sentimento, e hai parlato nel modo in cui vorrei poter essere in grado di parlare con le mie figlie se mai ne avrò. Quando ho voluto spiegare alla mia ragazza, che non c’era, e che aveva visto solo gli assurdi racconti dei telegiornali, cosa era stata Piazza Navona, ho usato le tue parole (o almeno, ci ho provato
Un abbraccio, se lo accetti, da chi non ti conosceva!
Con “La piazza ha bisogno di gente come te”, intendo: “La piazza ha bisogno di gente come te, sul palco!”
….. la Sabina ? toni da simpaticona intelligenza alla Berlusconi … non ne so molto
ma risulta esemplare …. viva l’Italia viva Sabina !
Non ero a Piazza Navona prchè attualmente vivo all’estero. Forse non ci sarei stata comunque.
E però a sentire gli echi della polemica mi prende un grande sconforto e la tentazione, sempre più forte, di un “Data rientro: mai!”
Contro Beppe Grillo si alzano gli scudi quando esprime un giudizio poco lusinghiero sui palazzi del potere, ma pochi si sono scandalizzati quando ha mostrato il suo volto razzista contro i cinesi, dopo i fatti di Milano, e contro i rom.
Contro Sabina Guzzanti una massa di perbenisti in coro, che non hanno avuto molto da ridire quando, qualche anno fa, di fronte alla protesta delle parlamentari contro la legge 40, allle Camere a maggioranza maschile, le deputate e le senatrici, nel migliore dei casi, furono derise, nel peggiore apostrofate con un linguaggio (quello si)
volgarissimo.
Della vita privata delle ministre mi importa poco. Ma l’indifferenza si ferma su quella soglia privato/pubblico che
loro stesse (se fosse vero quello che Sabina Guzzanti, in veste di comica, ha detto con parole forti sul palco di
Piazza Navona) hanno scelto di attraversare, entrando, grazie al loro privato, in quel quel pubblico che i tanti”noi”, ormai orfani di diritti sociali e civili che sembravano acquisiti (e ne siamo orfani grazie anche a quelle figure prese di mira dalla satira della Guzzanti), contribuiamo a mandare avanti. Chi pagando le tasse (quelli che hanno la “fortuna” di avere un lavoro), chi sotto forma di rinuncia a servizi sociali che, in una società civile, dovrebbero essere garantiti. E che, di fronte all’impotenza nostra e alla indifferenza della “casta”, vediamo cancellati sistematicamente.
E così dovremmo, soprattutto in quanto donne, fare finta di non vedere che razza di deriva sta attraversando quel “pubblico” che ha la pretesa di rappresentarci. Avremmo dovuto fare lo stesso quando gli stessi comici definivano Previti un mafioso e sottolineavano la sua incompatibilità con il Parlamento? Quando l’onorevole Mele mostrava tutta la schizofrenia della nostra classe politica, partecipando, un giorno, al Family Day in difesa della famiglia “tradizionale”, frequentando, l’altro, ambienti niente afatto “tradizionali”? Dovremmo stare a guardare mentre quegli stessi che si proclamano in sintonia con il “Santo Padre” di giorno, nei palazzi del potere, decidono della nostra sfera sessuale, e di notte avocano a loro stessi il diritto illimitato a viverla liberamente?
Qualcuno scrive che gli argini si sono rotti. E’ vero. Ma la responsabilità sta, innanzitutto, negli ambienti politici, popolati dai troppi dottor Jekyll, tanto perbene nei loro completi costosi. Tanto inflessibili e avvolti dalle loro ipocrite morali, che volentieri vivono in stile Mr.Hide, negando a noi, per legge, vite normali.
P.s.Spero di trovare in rete il suo intervento a Piazza Navona
Antonella Vitale
Grazie comunque per esserci salita sul quel palco. L’ho pensato stasera mentre al cinema all’aperto della mia città vedevo il film di Virzì “Tutta la vita davanti”. Grazie per la passione e l’impegno che ci metti. Nonostante i risultati generali dell’incontro ed il senso di inadeguatezza personale che hai provato la tua voce è una delle poche che sento mi rappresenti ed è per me importante sapere che ci sei.
Bellissimo intervento. Grazie. A dispetto di tutte le falsità dispensate dai giornali, di begli interventi ce ne sonos tati tanti. E al diavolo l’Italia dei “io non c’ero” o “io mi dissocio”.
Ecco i video del discorso di Lidia:
http://it.youtube.com/watch?v=eJhJcAd4Ck0
http://it.youtube.com/watch?v=mH3ZNKaUOxY
Un amore a cui riferirsi
farci confluire
i giorni le facce
le notti i problemi
affidarli alla generosa discrezione
del nostro bisogno di confidenza
e andare verso un dunque
verso una fine
del vissuto sembra non esistere un fine
il ricordo
lo inghiotte la notte…
il nulla
i figli
la morte.
Questo misterioso esserci stati
un lungo attimo
poi perdersi.
(vale anche per Silvio)
Condividerei il suo parere circa il restare in piazza e non salire sul palco, se lei fosse una scrittrice , che so, di gialli o di fumetti. Ma non lo è. Lei ha avuto successo perché a tanta gente (anche a me) è piaciuto quello che ha detto e come lo ha detto finora. Lei ha instaurato una comunicazione, con milioni dipersone, parlando di argomenti che stanno nel sociale e nell’umano, trattando valori condivisi. E i valori valgono, non si possono non trattare, se se ne presenta l’occasione e se, come ora, sono in serio pericolo. E poi è tardi: ha creato delle aspettative. Se proprio vuole, si turi il naso, faccia dei distinguo, si dissoci, ma salga sul palco anche la prossima volta. Se ci crederà e se la sentirà , beninteso.