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Più mucche meno mimose

Lidia Ravera | Lavori in corso | 5 Marzo 2009 | 1,572 letture

“Le donne sono forti nelle avversità, ma sanno vivere anche in tempo di pace. Gli uomini in tempo di pace finiscono ubriachi”. L’ha detto una scrittrice vietnamita, ieri l’altro, ad Hanoi, nel corso di un incontro dal titolo: il ruolo delle donne artiste in Vietnam e in Italia. Il giorno dopo, ieri, insieme alla celebre Madam Ninh, ex parlamentare, già presidente della potente Unione delle donne vietnamite, ex ambasciatrice presso l’Unione Europea, s’è discusso il tema delle donne in politica. “Le donne sono eterni numeri due”, ha detto lei, “Di diventare il numero uno, non riescono neanche a desiderarlo. Per poterci arrivare, al vertice della piramide, bisogna lavorare sulla base, aumentare il peso delle donne dal basso, di tutte le donne”. La sala era gremita di ragazze, qui l’età media è 26 anni, il 70% della popolazione ne ha meno di 30. Applaudivano. Sono rimaste incredule quando l’interprete ha tradotto poche sentite parole (mie) : “ voi avete il 27% di donne in Parlamento, da noi siamo sul 17%”. Ma non eravate i famosi occidentali, così avanzati, così progrediti? “Ci confondete con gli svedesi: noi siamo ottantatreesimi nel rapporto sulla disparità di genere a livello economico, peggio del Burkina Faso”. Istruttivo, festeggiare l’8 marzo lontano dalle mimose di casa nostra, mai come quest’anno ipocrite, vista l’impennata delle persecuzioni contro le femmine (dall’incremento degli stupri all’innalzamento dell’età della pensione). In Vietnam, nei miseri villaggi del delta del Mekong, è alla madre di famiglia che consegnano il “microcredito”, non è molto, 120 dollari. Ma basta per comprare un mucca. E una mucca basta per sconfiggere la povertà. In tutto il mondo, le donne meritano fiducia. Bevono meno, sgobbano di più, non si sono ancora usurate. Dateci un po’ di soldi, un po’ di potere da gestire e non avremo più bisogno di concessioni e fiori. Più mucche e meno mimose.

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