quando si finisce un romanzo
per me era soltanto finita la quarta parte, quella intitolata 1981. Invece Marco ( il mio agente letterario) ha detto: ma no, il romanzo è finito, quello lì è un bellissimo finale. E poi sono già quasi 300 pagine, e si sa che i volumi troppo spessi non incoraggiano il frettoloso lettore contemporaneo (lui lo sa che io non scrivo per i posteri).
Ho stampato. Sto leggendo il cartaceo ( lavoro sempre su schermo, fino all’ultimo). Devo ammettere che Marco ha ragione. Il romanzo c’è. E’, o potrebbe essere, finito. Sono quattro grandi capitoli: 1967- 1977-1978- e 1981. Il titolo, in corso d’opera, è cambiato: adesso è “la guerra dei figli”. E forse rimarrà la guerra dei figli. Nel senso che parla di figli , in guerra coi padri, e non solo. Gli anni sono quelli. Quelli della mia adolescenza e giovinezza. Gli anni settanta: prima nell’incubatrice, poi nel pieno del disastro, poi nell’inizio della fine…C’è la Storia, sullo sfondo, e una storia, in primo piano, privata, disordinata, di disordine dei sentimenti, di rivoluzioni emotive, che poi, però, come sempre, vengono disattese…e tutti si diventa grandi…e modestamente e drammaticamente normali…
Comunque io senza un romanzo non ci so stare.
Divento inquieta. Mi stranisco.
Forse vado avanti…1993, 1999, 2001, 2008…
Ho bisogno/desiderio di continuare a rivisitare gli anni passati, è come mettere ordine nel cassetto della biancheria, sempre così incasinato…




Grazie a dio Lidia! Sono contenta che sia finito così lo leggiamo ed anche che ti sia tornato il buonumore. Continua a scrivere, mentre noi continuiamo a riordinare i cassetti, ma non in senso metaforico. Vacanze è anche questo. Approfitto del tempo libero per rimettere a posto così sistemo anche la libreria. Ci sono quasi tutti. I tuoi libri intendo. Me ne mancano due o tre che proprio non riesco a trovare, tra cui “In quale nascondiglio del cuore” che ci terrei molto a leggere.
Puoi proporre una ristampa per i tuoi affezionati lettori?
Sarà una gioia leggere il tuo libro… però mi spiace un po’ che ci siano questi calcoli editoriali… lo so che è così, ormai tutta la vita, tutte le nostre vite sono fatte così… però è un peccato, anche perchè se un libro coinvolge, se un libro è bello si vorrebbe che non finisse mai! Lo si vorrebbe lunghissimo e quando si è veramente presi nella lettura si può andare avanti per ore e divorare libroni di molte pagine!! E’ anche vero che oggigiorno il tempo a nostra dispozione è sempre più scarso, tra i mille impegni fatichiamo a ritagliarci uno spazio per leggere… però quando c’è un bel libro io sinceramente il tempo lo trovo, anche a costo di leggere di notte… ora sono in attesa di leggere il tuo ultimo, “Le seduzioni dell’inverno”, perchè gli ultimi mesi sono stati molto intensi, tra lavoro e non lavoro, impegni vari.. ma nei prossimi giorni sarò in montagna, con il tuo libro e con altri libri… so già che lo divorerò… basta iniziarlo e poi… non mi ci stacco più!!!
cara Lidia,
viva Dio che senti TU di dover proseguire nella stesura del TUO romanzo.
300 pagine? e allora?
il caro Marco -che anch’io conosco molto bene e che vedo non fa differenza di trattamento tra un grande scrittore e un pivello-, ha il brutto vizio di arrogarsi la presunzione di conoscere ciò che realmente il lettore vuole da un autore.
se TU ritieni l’opera ‘incompiuta’, vai avanti.
chi ti ama come autrice sicuramente non si limiterà a guardare quante pagine mancano prima di concludere la lettura di un tuo romanzo. per capirci: potresti scriverne 100 e annoiarci dalla seconda pagina, come scriverne 1000 e lasciarci il desiderio di sapere come andrà a finire la storia anche se la fine l’hai già scritta.
una buona opera anche se ‘prolissa’, piena di passione e di storia NON annoierà nessuno.
Marco, quando capirai davvero cosa significa scrivere e aver voglia di scrivere -cosa che tu non hai mai fatto e mai sarai all’altezza di fare- ti limiterai a saggiare il contenuto VERO di un’opera e non fare il ragioniere contando righe, paragrafi e pagine.
p.s. un libro, anche se si vorrebbe leggerlo d’un fiato quando ci piace veramente, va ‘assaporato’ come un buon vino per poterne gustare l’essenza. vorrà dire che se non lo si legge in un giorno lo si leggerà in una settimana o in due…o quando avremo tempo. ma cosa importa quanto tempo abbiamo a disposizione????a chi frega????
un lettore è SEMPRE avido di parole…Dio, ancora siamo fermi ai RICATTI EDITORIALI!!!!
Siamo tutti impazienti di leggerlo. é una notizia meravigliosa (almeno per me)
brava lidia vai così!!
aspetto sempre il tuo romanzo importante, digerito per anni, lascia stare i pareri degli agenti(segreti’)
abbracci e baci dall’elba