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quello che sogni sono affari tuoi

Lidia Ravera | Lavori in corso | 19 Maggio 2008 | 2,282 letture

…infatti: se ti svegli con un sogno impigliato nella memoria, e lo racconti a marito, figlio,amante, concubino, amica del cuore, insomma con chi condivide con te lo spazio del risveglio, ti appare evidente il suo disinteresse, vorrebbe sentirlo miracoloso e illuminante come lo senti tu, ma in realtà pensa ad altro. I sogni riguardano soltanto il sognatore ( inteso come colui che ha sognato, non come sinonimo di utopista e/o anima bella). Infatti: per attirare l’attenzione dell’interlocutore e poter condividere l’emozione, lo infili nel sogno. Tipo” C’era questo drago che mi buttava in faccia lingue di fuoco…e poi arrivi tu e lo spegni con uno schizzo di cocacola”. Lui ,per un attimo, si interessa, poi dice.”vado a fare un altro caffè e sparisce”. I sogni sono faccende intime, solipsistiche, non comunicabili. O ti paghi lo psicanalista. O ti apri un sito. wwwcavolimiei.it
Il mio caso.
Sta notte ho sognato.
Comperavo ad un banchetto due cornetti, li facevo riempire di marmellata, avevo in animo di portarli a casa prima che tutti( tutti chi? mio padre, mia madre, Nino Vento, con cui sono stata fidanzata dai 16 ai 23 anni) si svegliassero, come gesto carino. Avevo solo due euro.Pagavo, ma non ritiravo la merce, dicevo che l’avrei presa al ritorno. Mi accorgevo di non avere il telefonino nè altri soldi e dovevo andare dal parrucchiere allora decidevo di tornare a casa. Per tornare a casa dovevo passare per la scala interna di una casa popolare in disfacimento, già all’andata mi ero imbattuta nel doloroso spettacolo della miseria, salivo per una scala fetida e stretta…ad un certo punto vedevo che su ogni gradino c’era un neonato, erano moltissimi, bambini di pochi mesi, qualche bambino di un anno, chiedevo che accendessero la luce perchè avevo paura di pestarli. La luce si accendeva e conoscevo la mamma di tutti quei bambini. Era una ragazza. Mi diceva: ho 24 bambini, sì, sono tutti figli miei. No, non sono tutti qui, ne ho anche di più grandi. Il più grande dei miei figli ha un anno più di me. Io ho 17anni e lui ne ha 18.
Stupita dall’artimetica di quella vita gravida ( 24 figli in 17 anni!) di gravidanze, prendevo tra le braccia il bambino che mi piaceva di più e incominciavo a giocare con lui, gli toccavo i piedini, lo facevo ridere…si affacciava alla scala Mimmo ( mio attuale compagno) e mi invitava ad andare a ritirarare i cornetti e a muovermi, che dovevamo partire.
Il banco dei cornetti era già chiuso.
Era l’una dopo mezzogiorno. Troppo tardi.

Se nella “rete” si impiglia uno psicanalista ,si faccia avanti…

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