Rifinire un romanzo
Certo questo della seconda stesura è un gran momento. Ho ripreso “La guerra dei figli” dall’inizio. Dal primo dei quattro grandi capitoli in cui è diviso. Il 1967. Lo leggo,lo correggo, lo rileggo. Ne leggo qualche brano ad alta voce per sentire ogni stonatura, per stanare ogni ridondanza. Taglio, per lo più. Sacrifico frasi anche belle, se sono belle e basta. Aggiungo poco. Mi avvicino ai miei personaggi come ci si può avvicinare a persone che conosci bene. Ho confidenza con loro, dopo tutti questi mesi, queste pause, queste riprese. E’ da almeno due anni che mi abitano in testa ( “le seduzioni dell’inverno” l’ho scritto quando “la guerra dei figli” era già iniziato. Era in stand by. Si chiamava ancora “Stagioni”…) Avere confidenza coi tuoi personaggi ti consente qualche libertà . Li ascolti, certo,ma puoi anche contraddirli.
Emma, Maria, Sandro, il padre e la madre, nominati sempre così, la famiglia…Guido con cui, ogni tanto, mi comporto proprio da mascalzona…Comunque. E’ una fase di massima allerta, quella delle “rifiniture”. E’ il momento in cui capisci che cosa c’è dietro il libro che hai scritto ( le motivazioni profonde, la necessità …). E devi stare molto concentrata: dopo due ore ti fuma il cervello.
Allora interrompi, telefoni a qualcuno, cazzeggi un po’ sul sito, poi ricominci…



…E poi sentirsi svuotati - e liberi
ottima idea il cazzeggio