Se fosse successo a Ségolène
Affascinanti, slanciati,occhiali scuri e abbigliamento sportivo, sembrano usciti vincitori da un opportuno patteggiamento col diavolo, Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, nella fotografia che occupa la prima pagina di “Le Journal de Dimanche”. Lei, a quarant’anni, sembra una ragazza e lui, a cinquantaquattro, un quarantenne di quelli eterni, appena appena appannati di grigio, uno di quelli che riescono a dimostrare quarant’anni fino ad un passo dalla sepoltura. Al modello “for ever young” mancava un bambino (il drappello di ventenni biondi generosamente offerti da Cecilia e il ragazzino prodotto insieme, seppur anch’essi avvenenti, non bastavano) ed ecco che Carla fornisce il piccolo Aurelien, e Nicolas, nella foto, se lo carica sulle spalle , con le mani gli tiene i piedini, forte come un toro, dolce come si portano i patrigni nelle favole moderne. Mezza Francia è deliziata dall’immagine del Presidente con la fidanzata. L’altra metà è scandalizzata dalla rapidità con cui si è consolato della perdita della precedente Madame Sarko e magari anche dalla fama di mangiatrice di uomini che accompagna la futura Madame Sarko . Tutte e due le metà dei francesi sono unite nell’inevitabile invidia: sono, i due promessi sposi, l’incarnazione del modello eterosessuale dominante. Il più ovvio. Quello cui tutti, sapendolo o inconsciamente, non possiamo fare a meno di aspirare. Lei è bella, piena di grazia, canta come un angelo ed è famosa quanto basta perché tutti sappiano che è bella e piena di grazia. Lui è forte, determinato, ricco e potente. Un uomo di successo. La fiaba è una sorta di sequel di Cenerentola: anche se la nostra bella non è mai stata povera, neanche da bambina, il più piazzato è certamente lui. Una ex-mannequin neo-chanteuse conta, comunque, meno di un Presidente. Quindi lo schema del sogno eterosessuale è rispettato: lei conferisce valore a lui nella misura in cui accende il desiderio degli altri uomini. Lui premia il valore di lei, mettendole a disposizione il suo regno. Si sposeranno, pare, a febbraio. La mamma di lei benedice le nozze dalle pagine di quotidiani e settimanali, le vacanze e i weekend dimostrano che l’uomo di potere non trascura le gioie private. Tutto perfetto. Auguri e figli maschi… Sì, proprio figli maschi, perché nascere maschi, ancora oggi, anche qui in occidente, continua ad essere una bella botta di fortuna. Provate per un attimo a immaginare, sempre restando in tema di presidenti francesi, che Sarko avesse perso le elezioni e le avesse vinte, invece, Segolene Royal, anche lei di bell’aspetto, anche lei cinquantenne, anche lei madre, anche lei non proprio perfettamente felice col marito. Ci siete? La vedete passeggiare da padrona per i saloni dell’Eliseo? Bene. Ora immaginate che Francois Holland, scocciato dall’idea di fare il “first lady”, abbia deciso di divorziare due giorni dopo il trionfo della moglie. Verosimile no? Agli uomini le posizioni vicarie sembrano, in genere, piuttosto imbarazzanti (perfino quando hanno parecchio da farsi perdonare come Bill Clinton), non hanno la libidine dell’accompagno. Quindi: immaginate Segolene neopresidente e neodivorziata, un po’ triste, un po’ smarrita e immaginate che, con sospetta rapidità, un grandissimo pubblicitario amico suo (magari lo stesso, Jacques Séguela, che ha fatto la campagna elettorale di Mitterand e ha fatto incontrare Carla Bruni a Sarko), le abbia appena presentato un bellissimo esemplare della nostra razza, un italiano di fascino, chennesò… Kim Rossi Stuart… Raul Bova… immaginate che Segolene lo corteggi e lui si lasci corteggiare. Li vedete? Lei è più vecchia, ma è una bella donna. Lui la ammira. Insieme sono una bella coppia. Eppure… Eppure, la fotografia di loro due, Segolene e Kim, Segolene e Raul, non piace. Lei non è invidiata, perché la bellezza di lui, a lei, non conferisce valore. Lui non è invidiato, perché il potere di lei annulla il suo, e lui è maschio, e i maschi devono essere più potenti delle donne. Di lei si direbbe: se l’è comprato, guarda lì, che schifo, una donna di cinquant’anni che si piglia su un bell’ometto. Di lui si direbbe: ma che uomo è? Vuole vivere all’ombra di una donna Presidente della Repubblica. Ma ce l’ha una dignità? Ma ce l’ha le palle?
Esagero? No, siate onesti, ho ragione. L’uomo “con le palle” è quello che acchiappa Carla Bruni, non quello che acchiappa la prima donna Presidente della Repubblica, anche se un o una Presidente della Repubblica conta più di una/un cantante, di una/un fotomodello, di un attore o di un attrice. Del resto, basta la recente polemica sulle rughe della povera Hillary Clinton a dare la misura di quanto, per le donne, qualunque sia il risultato delle loro ambizioni, sia cambiato, a livello profondo, ben poco. L’immaginario collettivo vuole il Principe Maschio e Cenerentola Femmina. L’ “ordinary people” continua a considerare un uomo che ha molte donne, invidiabile. Una donna che ha molti uomini un po’ puttana. E ciò che rende l’uomo più forte anche in amore, il potere, alle donne continua a costare caro. Segolene non c’è l’ha fatta, per quanto ci sia andata vicino. Hillary, se ce la farà, dovrà tenersi ben stretto il marito, si innamorasse chennesò… di Brad Pitt, il poveretto verrebbe retrocesso a “stagista” nonostante la carriera hollywoodiana. E’ un fatto: il potere, per noi donne, non è eroticamente utile. Sarà per questo che, in fondo, continua ad essere piuttosto limitato il numero di quelle che provano a conquistarlo?




Buongiorno!
Sarò poco galante… ma giusto per riutilizzare parole sue
se non era un pò puttana non ci si metteva assieme. Essì certo, lei è stata folgorata dalle “palle” di lui… fosse stato il pizzaiolo immigrato sotto casa sarebbe successo lo stesso?
Lui invece… la ama davvero!
Perchè lei è una che non trae godimento nello stare sotto i riflettori e non le piace nemmeno tirarsela troppo, lei si che sa come mandarla avanti la famiglia… soprattutto quella degli altri
Che bello sto raccordo italo-francese… a volte penso che siano proprio queste le situazioni in cui appare chiaro perchè il buon Dio ci ha messo le Alpi proprio lì, tra Italia e Francia! Purtroppo non bastano.
Ormai ci siamo abituati, dobbiamo sorbire e assorbire il quotidiano sbrodolamento gossip-cultural-politico tra Re Sole e Sorella Luna su stampa, internet e TV, niente di personale contro di lei che affronta l’argomento sotto un aspetto nuovo, ma ultimamente partono dal gossip parlando di lei e sdoganano le scelte politiche di lui.
Ma cosa ne pensano le loro famiglie nessuno se lo è chiesto? I figli cosa dicono?
Hey mamma, hai visto? Papà si tromba quella grandissima… attrice e cantante.
Hey mamma, ma dopo di lui ti fai pure Veltroni?
Davvero di cattivo gusto.
Ottimo articolo, divertente e amaro.
Aggiungo che Carla Bruni ha anche altre caratteristiche della donna “perfetta”: sembra modesta, silenziosa e riservata nelle foto che imperversano sui giornali. Quieta, accondiscendente e un po’ timida, si appoggia al braccio di Sarkozy: tutte “virtù” acclamate dalla maggioranza e che poco hanno a che spartire con l’idea di una donna autonoma e indipendente, figuriamoci “di potere”.
Buona serata.
Da maschio credo di conoscere il tipo di uomo e i motivi della nascita così rapida di una nuova storia.
Sarkozy piccoletto, bruttino ma con forte personalità e determinazione che gli hanno consentito la conquista del pontere in Francia.
Nel momento del trionfo che succede? La persona che lo conosce meglio, sua moglie, gira i tacchi, sbatte la porta e se ne va.
Sarkozy, subisce uno schiaffo insopportabile per uno che ha uno smisurato senso di se, si guarda, ricordiamoci che i suoi occhi non guardano un presidente ma un uomo piccoletto e bruttino che all’improvviso “deve” far dimenticare agli altri lo smacco subito.
La persona che lo conosce meglio di chiunque altro, se ne sbatte del suo potere, della sua carica e dice al mondo con il suo gesto: guardate che questo è un ometto, un ometto in tutti i sensi!.
E l’ometto reagisce, ha bisogno di far scomparire rapidamente questa frustrazione dal proprio e dall’immaginario collettivo.
Una banalissima reazione da maschio frustrato insomma.
Così per un pò, finchè riesce a tenerlo per le palle, la Bruni è la donna più potente di Francia.
Non ti pare?
P.s. avevo già letto l’articolo su l’UNITA’ e lo condivido in pieno.
Ciao.
Benedetto (uomo-libero@hotmail.it)
Scuzate l’povero italiano mio, per favore.
Certe, l’immaginario collettivo vuole il principe Maschio e cenerentola Femmina… L’uomo seducènte è chiarismatico ; la donna invidiabile è una Messaline !
Pero, il drama delle francese elettori è molto piu erotico : impossibile sospiare sul’ futuro con la destra o la sinistra nostre… Né il Georges Dandin dell’Eliseo, né la Ruy Blas di Quirinal socialiste…
Allora per noi, la humana condizione e adèsso similare a la formula di Guillaume Apollinaire :
” Et… l’homme qui avait connu un grand amour sur terre changeait sans arrêt de trottoir, dans l’espérance d’être plus heureux en face”…
Scolta malincolico.
pienamente d’accordo!!! viviamo in un mondo ancora molto maschilista, pieno zeppo di pregiudizi… Immaginiamo se fosse davvero stata eletta Ségolène (magari!!!)… sicuramente con un comportamento del genere sarebbe stata subito etichettata come una donna leggera (tanto x usare un eufemismo) e di cert sarebbe stat mal vista da tutti!!!! se Sarkò, invece, salta di palo in frasca fa benissimo… mah…
interessante. pensa, cara lidia, che fino allla seconda riga ero d’accordo con te. peccato essersene usciti con quella chiosa intorno all’incompatibilità (o ambuguità) che si istituisce tra le donne e il potere (oh… le donne, il potere… che frutti del diavolo…). bene, sembra che un patto col diavolo sia stato compiuto, e l’abbia fatto sarkozy in persona, che oltre a sembrare un mostro, fisionomicamente intendo, a chiunque abbia un po’ d’attenzione (ma dimenticavo, essendo io un maschio, probabilmente la mia è solo invidia… sapete com’è, quando “chi ha tante donne risulta un tipo invidiabile”), riesce almeno in tre cose: 1, distogliere la francia dal suo (altrettanto diabolico) statalismo liberista, che l’ha resa l’unico paese occidentale europeo in cui l’efficienza della polizia è direttamente proporzionale a quella dello stato sociale; 2, riuscire, mischiando politica e vita privata da rotocalco, a mantenere una padronanza e un savoir faire, insomma tutto sommato a uscirne illeso (ma forse anche questo è un frutto dello sporco maschilismo che intasa oscuramente il nostro immaginario?), che non sarebbero stati altrettanto possibili a nessun berlusconi, zapatero, angela merkel, re baldovino e così via. 3, portarsi a casa e a letto carla bruni (scusami sempre, ma sai come ragioniamo noi maschi…), la quale, oltre ad essere una modella, una cantante e una bella figliuola, non ha certo bisogno di maritarsi un capo di stato, anzi, converrete con me, questo è proprio un suo passo falso, una cosa tipo velina e calciatore, per intenderci. bene. ma come si fa, piccola lidia mia, a rinchiudere l’oscenità dell’immagine di sarkozy-carla bruni-figlio nel collaudato e angusto adagio della dilettica tra donne e potere (se fosse successo a quella racchia do segolène, non sarebbe passata per puttana? -ma certo, ma certo…)? forse c’è un certo gusto nel denunciare una cosa orrenda (sarkozy-bruni-tv) aggrappandosi al primo luogo comune appena appena antagonista. forse c’è una colpa (non del tutto inconsapevole, davanti ai tuoi cinquant’anni e al tuo passato -molto, molto passato- di militante) nel non riconoscere che, davanti al fallocentrismo (talmente reale e consolidato e pacico da non lasciar più alcuna scusa a chi lo considera “il” problema) dell’immaginario collettivo, “l’esser femmina- dalla voce d’angelo- bella” è altrettanto fallocentricamente un potere, un DISPOSITIVO (parola che hai conosciuto recentemente, vedi la relazione al festivalfilosofia) che non stona minimamente insieme al pisello molto piccolo di sarkozy, davanti alle telecamere. FORSE IL PROBLEMA E’ ALTROVE, e rifugiarsi nellla sicurezza del “se fosse successo a segolène” (povera donna), è l’ennesimo tentativo ben riuscito di affrontare, dalla comodità della propria poltrona, un problema ahimé molto più complesso ed evanescente.
quando c’è stata la manifestazione femminista per sole donne, in cui sono state contestate e cacciate le parlamentari di destra e sinistra, tu lidia hai parlato di “qualche oca” che si ostina a usare metodi che non hanno nulla a che fare con oggigiorno (vedi l’articolo sul manifesto il giorno dopo). non credo sia stato così: per quanto è risibile, meglio un bel corteo femminista e non delicato, così anacronistico in tempi di “politically correct”, che non tante chiacchiere. peccato rinchiudersi nello stesso intoccabile baluardo (il femminismo di “quant’è maschilista l’immaginario collettivo”) appena si tratta di aver qualcosa da dire.
carla bruni è bella, ha una voce d’angelo, non le sono mai mancati i soldi in tasca, proprio come te.
(io sono nato nel millenovecentoottantuno, per fortuna non a roma, non da genitori di sinistra.)
Non sono tanto convinto che per Segolene sarebbero seguiti strali. Anche perché un popolo maturo da eleggere una presidentessa femmina, sarebbe maturo anche nel prendere la notizia della sua unione con un belloccio nostrano.
Ma tutto il discorso deve avere una radice diversa. Un pubblicitario non avrebbe mai offerto Raul Bova a Segolene, se non avesse saputo che la cosa avrebbe interessato i media positivamente. Perché è di questo che si tratta, a mio avviso, nel caso Carla Bruni - Sarkozy. Io dico che Sarkozy se l’è comprata. E la mediazione l’ha fatta un pubblicitario. E lo dico anche se lui è un uomo.
Cara Lidia, sono un tuo assiduo lettore. Mi scuserai se ti dico che forse il tuo orologio si è fermato da un po’ di tempo. Faccio l’insegnante nelle scuole superiori da 27 anni e quindi ogni mattina sono a contatto con ragazzi e ragazze dai 16 ai 18 anni, ho lavorato in scuole “in”, tipo il Parini di Milano, in scuole della cintura di Milano (quelle squallide tutto cemento umido e vetri), e infine da qualche anno nel cuore della Brianza. Bene nell’immaginario dei miei allievi i rapporti uomo donna sono diversi da come tu li pensi. Proprio per caso abbiamo fatto l’ipotesi di scambiare i ruoli di Sarko e Carla, immaginando Carla piuttosto decotta, politica di successo e Sarko brillante e bel giovane attore o cantante. Bene ti assicuro che in ambedue i casi i commenti di sincera ammirazione per Lei si accavallavano l’uno all’altro sia da parte delle ragazze che dei ragazzi. Nella tradizionalista e bigotta Brianza una quarantenne non bellissima che “si fa” un bel ragazzo è una “giusta” che sa quello che vuole, e il bel ragazzo fa benissimo ad approfittarne. Perchè dovrebbe perdersela? Lei lo porta in un bel mondo di potenti e danarosi parrucconi, di fronte ai quali sarà una stella di luce abbagliante e dai quali magari potrà ricavare qualche occasione per la sua carriera e tanta pubblicità. Lei si farà tutte le sere un “vero uomo”. Dov’è il problema? Cara Lidia, il tempo passa. Una donna che si fa un po’ di uomini in contemporanea non è più una puttana nè per le ragazze nè per i ragazzi. La morale “unisex” è già un fatto scontato per le giovani generazioni. Almeno questa è la mia esperienza e di tanti altri colleghi … che ti vogliono bene. Auguri per il tuo ultimo libro, noi lo leggeremo.