sensazioni da stromboli
C’è nell’aria un sapore d’autunno. L’isola ridiventa solenne. Sulla spiaggia, pochi. Ombre allungate. A Forgia Vecchia, che si raggiunge soltanto per un sentiero scavato fra le rocce e il fianco della montagna, non c’era davvero nessuno. Una baia a forma di mezza luna lunga,composta di sassi grigi, il volo largo dei gabbiani, cespugli gialli che dirupano fino al mare. Sento avvicinarsi la fine di questa sospensione dell’ansia, mesi di felicità corporea: nuotare a lungo, fino a sentire le braccia gonfiarsi, come per un’ impellenza dei muscoli. Il viso che affonda sotto il pelo dell’acqua trasparente, gli occhiali per guardare, sul fondo sassoso, pesci gialli e meduse rosa. Il silenzio, il silenzio assoluto del nuoto. Disfarsi nell’altro elemento, umilmente. Il sole è caldo come per abitudine, al mattino. Nel pomeriggio si fa più discreto, la sera rinfresca. Gli amici che stanno per ripartire organizzano aperitivi. Si mangia, si parla di niente, o di poco. Una pigrizia mentale assorbe belle intelligenze ( l’isola è frequentata da intellettuali, psichiatri ,psicanalisti, professori, economisti, professoresse, economiste, piscanaliste…). Ieri sera ho presentato “le seduzioni dell’inverno” nella piccola libreria , nel giardino, fra cuccioli di gatto e bambini ben educati. Una Violista, con la sua viola da gamba, ha suonato musica barocca. Patrizia Zappa Mulas, in un video, ha recitato, complice il primo buio delle otto e mezza, certe parti del romanzo. Quando Sergio, cuore in inverno, si innamora di Sophie. Bellissimo. L’effetto straniamento dato dalla perfetta partecipazione empatica dell’attrice, mi ha svelato il mio stesso romanzo, come se l’avesse scritto qualcun altro. Ci ho sentito, fra le righe, un bisogno di fusione, una malinconia di disamori passati, presenti, futuri…Insomma: bella esperienza, rivelatrice… mentre l’autunno si insedia dentro di me, come un superio scolastico…



E’ bello avere tempi e ritmi propri, non negoziabili. E’ anche questa una caratteristica preziosa dell’estate, che per la maggiori parte di noi è nella sua fase calante. Un’amica scrittrice che conosco definisce “epifanie” questi momenti di profonda consapevolezza che a tratti ci sorprendono, rivelandoci parti sconosciute di noi, con cui confrontarci quasi in un gioco di specchi, e sono insite in ogni processo creativo. E’ vero, forse ci sorprende l’ansia, al termine dell’estate, di trovarci di fronte cose ed orari precostrituiti, ma ha un suo senso anche quello della fine delle “vacanze”, altrimenti non potremmo apprezzarne le qualità se durassero per sempre. L’isola, la spiaggia, il mare ci salutano; forse il rimpianto delle ore trascorse finalmente con noi stessi, oltre che con gli altri ci dovrebbe accompagnare anche quando ce ne allontaniamo.
Certo, cara Lidia, l’isola di Stromboli e’ una presenza imponente. Intorno si muovono piccole emozioni, grandi paesaggi. E il mare. Come sai me ne sto quassu’ in cima a un’Europa che non sappiamo e guardo dalla finestra della mia postazione tecnologica. Il giardino e’ grande, ancora verdissimo, punteggiato dalle prime foglie giallo oro delle betulle, le prime cadute a terra. Stanotte una stellata di quelle indimenticabili con la via lattea che esplodeva di piccole luci, nebbbie, astri, pianeti. Ho un amico quassu’ che conosce tutte le stelle e che sta qui sperando di vedere l’aurora boreale. Una di queste notti, e’ sicuro, vedra’ danzare revontulet, come la chiamano i finlandesi, la coda della volpe. La temperatura e’ scesa appena sotto lo zero poi si e’coperto tutto il cielo e stamane all’alba una leggera brinata. Ora alle 10 passate fa appena 3 gradi e tira vento. Oltre la foresta, a 80 metri da casa, c’e’ il lago Kitka, il quinto piu’ grande dei 187 mila che seppelliscono di acque questo mio Paese adottivo. E’ lungo 70 kilometri e ha 350 isole di foresta; isole che si raggiungono con gli sci d’inverno fino a fine aprile e in barca per la corta estate. Ho grandi varieta’ di uccelli che vengono alle mangiatoie, scoiattoli che mi riconoscono e le cince bigie alpestri che si posano sulle mie mani e quelle di mia moglie Patrizia.
Vivo una quiete senza tempo, sono fuori da ogni ansia. Non ho biglietto di ritorno per l’Italia. Lo faro’ al momento giusto cercando magari questa volta di ritornare giu’ in machina e fermarmi a Copenaghen o a Berlino. L’Italia resta lontanissima anche se e’ la mia terra natale. La vedo cosi’ staccata dall’Europa da far male. La vedo come un’isola di miserie. Non la tua isola che ti abbraccia e ti fa star bene.
Un saluto dalla Finlandia
Ma quant’è brava lei?
I fichi cadono dagli alberi
sono buoni e dolci
la loro rossoverde buccia
si screpola quando cadono
io sono il vento per i fichi maturi.
Tutt’intorno è autunno e cielo azzurro e pomeriggio
ricordati di non sputare mai contro vento.
Io sono il vento :
posso spettinarti
posso farti dei dispetti
posso baciarti : con aria umida aria calda aria fresca
posso farmi comandare da te ..
potrai sembrare una vera streghina
sbalordire il tuo papà e li omini tutti.
Ricordati di non sputare mai contro vento.
Ciao umani … io sono il vento.
Hai descritto un evento piacevolissimo in un piccolo paradiso. Perché questa malinconia tra le righe? Dovresti essere molto più contenta, se non altro perché stai nell’unico posto in Italia in cui i bambini, come hai detto, sono educati.
Saluti e invidia.
E adesso è autunno per davvero. Ma i grandi d’animo, se ne accorgono sempre prima.
Bello scoprire qualcosa di proprio attraverso gli occhi degli altri. Deve essere fantastico.