silenzio soldati e detriti
Sembrava che fosse passata la guerra, a L’aquila, ieri pomeriggio, per poi ritirarsi, lasciando qualche guarnigione di giovani in divisa ( vigili del fuoco, soldati, carabinieri), mucchi di macerie e un silenzio esagerato. Ero con Camilla , architetta, scampata al peggio, accampata in una tenda, che però sta nel suo giardino. E con un ufficiale dei vigili del fuoco. Da soli non si può entrare, nella città assediata dal silenzio. Le scosse continuano. Per scendere dalla macchina devi mettere l’elmetto. Il freddo è pungente.Le montagne vicine e coperte di neve. Ero appena uscita da un piccolo teatro-tenda, il teatro zeta, dove attori cantanti musicisti rockettari violinisti scrittori si erano alteranti su un piccolo palcoscenico per cantare suonare leggere recitare. Ciascuno,me inclusa, voleva soltanto testimoniare un sentimento: l’empatia, il persistere di una attenzione affettuosa verso le popolazioni colpite dal sisma. E una convinzione: l’arte consola, aiuta, dà forza…l’arte serve. Soprattutto nelle emergenze psicologiche. E’ stato uno spettacolo senza retorica, sobrio e intenso. Io ho letto una specie di calorosa esortazione a scrivere, a raccontare quei pochi eterni secondi, e poi il dopo, anche l’oggi, con una città e una vita da ricostruire. Scrivere è l’unica arma che conosco per combattere l’impotenza, l’unico contenitore per l’angoscia, l’unico modo che so, per mettere ordine, per trovare una distanza. Per ricordare e per dimenticare. Qualcuno ha già risposto.



Scrivere. E’ quello che sta facendo la nostra amica Miss Kappa. Ottimamente.
Ciao
Ciao Lidia, perdonami se affronto un argomento prima che tu l’abbia commentato ma questo mi sembra uno dei posti virtuali migliori per parlarne, visto che i media mi sembra che si ano molto più interessati alle beghe coniugali del presidente del consiglio.La Lega ha fatto un’altra proposta perla delle sue: dei posti riservati per i milanesi sui mezzi di trasporto. Prima di tutto se li tenessero, la proposta mi sembra alquanto idiota e in quanto milanese mi offende abbastanza. E’ vero che sui mezzi abbiam problemi, li prendo tutti i giorni, ma non mi sembra questo il modo di risolverli. la questione dovrebbe essere che se ti comporti d a persona civile e paghi il biglietto, indipendentemente dal fatto c he tu sia bianco o nero , rimani sul mezzo sennò ti faccio scendere , punto.preannuncio che nel caso passasse una cosa simile mi siederei in uno dei posti riservati per poi alzarmi dopo tre minuti e chiedere ad un immigrato di sedersi , e che tutti sentano bene com presa la sciura chic che appoggia cose come queste nei salotti bene e poi alla colf filippina non sa rinunciare. qualche tempo fa ho pensato di emigrare nel nord europa e credo che sia un pensiero fatto da molti trentenni, ma poi ho deciso di rimanere qui ,che nessuno doveva decidere per me se lasciare o meno la mia città , che non l’avrei lasciata in mano a gente piccola come quella che fa le proposte di cui sopra, continuerò a dar loro fastidio , come le gocce che scendono dal lavandino una ad una. il 25 aprile ero in manofestazione con degli amici e ne stavamo aspettando degli a ltri , una anziana signora è passata di fianco e ci ha detto Grazie al momento non avendo capito le abbiamo chiesto perchè ci ha risposto “Per essere qui oggi”. Rimango a dar fastidio per le persone come lei, insieme alle tante persone milanesi e non che con la loro generosità , vivacità e idee rendono Milano com’è , con i suoi mille difetti sì ma anche i suoi pregi.E per inciso lalla signora chic di cui sopra, a Salvini e a chi appoggia idee fondalmente razziste come quelle : parafrasando una vecchia canzone, non mi avrete mai come volete voi. Sauti milanesi a tutti
Libera