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Sorelle d’Italia: L’Italia s’è desta?

Ravera | Lavori in corso | 15 Ottobre 2009 | 1,190 letture

Ci si chiede, con qualche timore: voteranno le donne alle primarie? Le donne, che hanno avuto diritto di votare in ritardo rispetto agli uomini. Le donne, che hanno decretato il successo della Democrazia Cristiana nel primo dopoguerra perché in molte credevano in Dio e della sinistra nei primi anni settanta perché il femminismo dialogava con la sinistra (faticosamente) ma non certo con il centro. Voteranno alle primarie del Pd anche se non c’è una donna fra i candidati? Il messaggio è ben chiaro: il femminile di segretario, è “segretaria”: una che scrive sotto dettatura, prende gli appuntamenti, risponde al telefono: “Le passo il Capo”. Eppure voteranno. Presumubilmente voteranno Ignazio Marino, perché, candidato maschio per candidato maschio, almeno Marino si batterà perché le donne possano continuare a scegliere se diventare madri o no, con un legale intervento chiururgico oppure con la RU 486. Perchè possano diventare madri con l’aiuto della scienza. Perché la loro serenità non sia immolata sull’altarino occulto degli scambi di indulgenze con i padroni del “voto cattolico”. Perché l’onorevole Binetti si ricongiunga, finalmente, ai suoi. Che non sono “i nostri”. Se vincerà Marino e si scoprirà che la stragrande maggioranza dei suoi sostenitori appartiene al “secondo sesso” sarà un bel segnale. Per esempio che le donne contano. Di nuovo, come quando hanno scoperto, trent’anni fa, che potevano contare. Sarà una prova generale. Accordare gli strumenti, accordarsi, provare i tempi e i movimenti. In vista della sera della prima. Alle prossime elezioni politiche. Quando tutte le donne di sinistra, di centro e anche di destra, tutte le donne che si sono sentite offese, discriminate, ridotte alle deprimenti categorie di “ “scopabili” e “ non scopabili” si riverseranno sulle urne come un’ onda in piena e travolgeranno Silvio Berlusconi, liberando il nostro Paese. Avanti, Sorelle d’Italia!

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