tornare in Italia
Una settimana lontano dall’Italia, rinchiusa con ritmi da boy scout in una bellissima foresta finlandese, a discutere di letteratura con 60 scrittori e scrittrici e poeti e poetesse di tutto il mondo, dall’Estonia al Nordamerica, dalla Francia all’Islanda al Giappone. “ In other words” era il titolo di questa “Lahti International Writers Reunion” . Forse perché ero l’unica italiana, forse perché il discorso si faceva politico soltanto quando a parlare era uno scrittore la cui lingua madre era, in qualche modo, minacciata( per esempio, Zirat, romanziere curdo) forse perché non arrivavano, in quella clausura , neanche i giornali in inglese, ho sperimentato una sospensione dell’ansia, una benefica riduzione di quel poco o tanto di ossessivo che ci tiene legati alla cadenza quotidiana degli eventi. Ora, seduta nel non-luogo per eccellenza, l’aereoporto, gustando il piacere dell’ attesa, e già guastandolo con il pensiero del ritorno, mi interrogo: sono partita all’indomani del ddl che vieta le intercettazioni telefoniche a meno che uno non sia già, praticamente, in galera… che cosa sarà successo? Qualcuno avrà protestato? Ci sarà stata qualche manifestazione di civile dissenso? Sono partita a 5 giorni dall’ennesima conferma elettorale dei partiti di governo: avranno evitato, i ragazzi del piddì, di farsi del male reciclando vecchie soluzioni o litigandosi le colpe? La sinistra radicale, dispersa e perciò non eletta, realizzato lo stato d’emergenza, avrà deciso, finalmente, di ridurre le sfumature del rosso a qualche possibile scelta cromatica comune, così da offrire a tutti noi un tetto, un riparo dai venti che spingono l’Europa verso destra e rischiano di travolgerci con la forza di un uragano?Se riesci a ingannare il tempo con lo spazio, una settimana dura più di 7 giorni e consente qualche illusione. Magari ,la larga minoranza di italiani cui appartengo, la troverò determinata e ottimista?
Sono passati tre giorni. Ero appena sbarcata a Fiumicino e già qualcuno mi informava che una tizia bellona, di professione escort, dopo essere andata a letto con mister B. dietro compenso, ne aveva denunciato gli abituali traffici.La mattina dopo a Radio 24 l’avvocato Ghedini parlava di B. come si un “utilizzatore finale” e “consumatore non pagante” in quanto grossi quantitativi della merce di cui eccetera eccetera sono a sua disposizione gratuitamente o in cambio amicizia. La merce di cui si parlava ( si parla, e si parlerà) siamo noi, le donne. Certo, quelle che corrispondono ai gusti della maggioranza, cioè le donne giovani e dotate dell’appeal sessuale richiesto ( non userei la parola “belle”, la bellezza è una faccenda meno standardizzata, più complessa e degna), ma pur sempre donne. Esseri umani di genere femminile. Persone.
Ho avuto, è fin troppo ovvio, voglia di ripartire.
La Presidente Halonen, una signora che ha dovuto subire prima il corteggiamento non desiderato e poi l’insulto di B. ( una cosina leggera tipo: ma l’avete vista? E io ho dovuto anche …), tutti i pomeriggi, siccome le piace nuotare, si reca in una pubblica piscina, paga il biglietto, e, mentre un unico funzionario della sicurezza la segue con lo sguardo, macina vasche fra gli altri cittadini, si riveste nello stesso spogliatoio delle altre ( la traduttrice in finlandese di “Eterna ragazza”, presente all’incontro di Lahti, me l’ha raccontato), saluta e se ne torna al lavoro. Donna, Presidente. Questo è un aneddoto che descrive una democrazia.
E la mediocre squallida volgare noiosa storia da basso impero che mi/ci accompagna da giorni? Che cos’è?Che Nazione racconta? Le donne, là, governano il Paese, qui arredano le stanze dei potenti, li fanno divertire, si fanno smanazzare, prendono su qualche soldino e poi…ah , che tristezza!



Cara Lidia Ravera,
grazie agli studi di lingua finlandese della mia ragazza, ho avuto modo di apprezzare e conoscere questo meraviglioso paese che è la Finlandia, un paese in cui, senza voler contare la civiltà e il senso della res pubblica che li caratterizza, garantisce veramente pari opportunità alle donne!!! E il paragone con l’Italia è quanto meno deprimente. Ma sa una cosa? Se prova a parlare con le donne “che si potrebbero incontrare sull’autobus la mattina” la cosa non le tocca più di tanto, regna una grande indifferenza, come se essere trattate da “carne da macello” (mi si passi il termine) sia la cosa più naturale al mondo. E sinceramente mi fa più rabbia questo atteggiamento di donne che non sono Donne, come del resto di molta gente che conosco e non vorrei conoscere.
Che rabbia pensare che molte ragazze della mia generazione aspirano a far parte della “corte dell’imperatore”. Ma come fare a spiegar loro che tutto questo va contro la loro dignità e contro se stesse senza essere etichettata come una “comunista che come le vipere ha le guance gonfie di veleno contro il governo” ?(giuro che uno ha risposto così a un sms scherzoso che avevo mandato a “Il Brescia” in cui deridevo altamente i regimi di di vita del vecchio nano)
Per quanto mi sforzi di spiegare ciò a chi, tra le persone che conosco (e purtroppo ne conosco), crede nel successo facile dato da curve da bottiglia della coca-cola (quella in vetro delle pubblicità, hai presente?), vengo sempre zittita, forse perchè sono una contro molte o più semplicemente perchè hanno i paraocchi, e contro i cervelli da gallina c’è poco da fare.
Confesso che a volte anche io rischio di cadere nel tranello, solo perchè vedo che spesso la bellezza ha più successo dell’intelligenza. Ma non sono mai caduta per il semplice fatto che penso sempre a queste donne che si trovano “a corte”: che razza di vita vuota avranno?? Quando la bellezza svanisce col tempo e ti ritrovi imbruttita dall’età o (nel caso avessi molti soldi) rifatta tutta di gomma, che cosa ti rimane? …..
Due cose, Lidia cara, a coronamento di quanto così bene scrivi e spieghi. la signora Halonen che ho avuto il piacere di conoscere (lei mi ha insignito del titolo di cavaliere della Rosa Bianca di Finlandia) va anche a fare la sauna nei locali pubblici di Helsinki, quelli per sole donne. E ci entra nuda perchè lì è vietato entrare con un costume seppur ridottissimo. Tutte le signore e signorine di Helsinki possono incontrarla e magari, come si usa fare, parlare e raccontarsi, chiedere lumi e ricevere consigli dal primo cittadino di questa Repubblica che tanto amo,
La seconda cosa invece riguarda la lingua inglese, vado fuori tema ma non troppo, perchè voglio spiegare come il servilismo dei giornalisti e di molti giornali ( e altrettanti tg) sia arrivato all’iperbole.
La faccio breve. Visita dell’Utilizzatore Finale in Usa. Incontro con Barak Obama che gli va incontro e gli dice NICE TO SEE YOU. Proprio così come si dice a tutti dal portiere al direttore di banca, dal giornalaio della 84esima al venditore di Hot Dogs. Cosa hanno fatto, detto e scritto i nostri amici giornalisti? E’ BELLO VEDERTI! con 14 esclamativi per spiegare come Obama fosse estasiato dalla presenza dell’U.F. Capisci, Lidia cara, invece di dire , tanto per fare qualche riga in più, che Obama lo ha salutato con un ciao o un come va?, hanno messo anche nei sottotitoli del gran pezzo scritto da Washington: E’ BELLO VEDERTI. Non ho visto nessuno farci un corsivetto, spiegare al volgo quanto siamo stupidi, incolti e deficienti. Non ho visto nulla e forse, lo spero, mi sarà sfuggito qualcosa. Ma, lo sappiamo bene, la lingua inglese non alligna in questo nostro sempre più sventurato Paese.
Oggi due novità in Libreria:
” Noemi dice no” , di Anna Lavatelli e Paolo Turini. ” Papà aggiusta tutto” di Lodovica Cima e Giulia Servello. Sono due titoli della Giunti Kids, prezzo speciale € 4,90…
Due titoli della collana Infanzia Giunti. Mi è venuto da sorridere… amaro.
Lidia! Scusa se continuo a darti il tormento ma stasera ho creato il mio blog!!! è ancora molto grezzo eh, ma se hai un attimo di tempo, là in quel di Stromboli, dà un’occhiata al primo post , fammi sapere. Ciao!
http://marvinovaz92.blogattivi.com/Primo-blog-b1.htm
Scusa se intervengo a capocchia rispetto al post ma non sono riuscita a trattenermi: ho appena finito di leggere la recensione di Pacchiano uscita stamattina sul Domenicale del Sole24ore.
(e fosse l’unico refuso!)
Ma cos’hanno combinato? Nessuno che legga quello che va in stampa?
Spero che tu li abbia fulminati, magari urlando e ridendo insieme.
Ciao, cara Libia Graverà