tutti a casa?
“Il re delle cliniche Vincenzo Angelini, la gola profonda che ha azzerato la giunta Del Turco in Abbruzzo, in numerosi interrogatori parla dei politici di destra e di sinistra definendoli dei roditori. Sì, dei topi famelici che sono saliti sulla sua imbarcazione per dare fastidio a lui che è un magnifico nocchiero”. L’ho letta su “Il Corriere della Sera” questa frase e ne ho lette anche altre, che ho sottolineato con l’evidenziatore, non so neanch’io perché, forse per ricordarmi di non dimenticarle. “Al Bolognese, ove ho sempre mangiato pesante, quando ci andavo io pagavo io, e che scherzi?”, ha detto Angelini. La consorte di Ottaviano del Turco è la proprietaria del celebre ristorante di Piazza del Popolo, il Bolognese, ma il signor Angelini, pur smazzettando il marito, non scroccava il bollito misto alla moglie. E che scherzi?. Il signor Cesarone, intimava al signor Angelini: “consegna mezzo milione a Del Turco: o paghi o non riusciamo a contenere le ispezioni”. Immagino che quei soldi andassero spartiti: un tot per ogni supplica di utente inevasa, per ogni occhio chiuso, per ogni mano che lava l’altra mano, per ogni mancata difesa dei diritti di un malato, di un vecchio. Ho sottilineato quest’altra frase: “ la loro organizzazione ( ndr: i partiti si centrosinistra) sono arrivati al potere però fanno politica e quindi hanno dei costi rilevanti”. Che significa quell’ “e quindi”? Non lo capisco, dev’essere perché non ho mai fatto politica. Almeno non lì, non nella istituzioni, con il potere e tutto il resto. La dove si dice:“Guarda che io la posso chiedere a qualcun altro la casa, se non me la vuoi dare tu…però poi finisce un’amiciza”. Ottaviano del Turco,presidente della regione Abruzzo, al signor Angelini, imprenditore. “Devi parlare con Del Turco, portagli 100 mila euro”, Camillo Cesarone, capogruppo del Pattito Democratico alla regione Abbruzzo, al signor Angelini, imprenditore. Cioè: tu sei incasinato, ti intercettano le telefonate, sei braccato dalla procura, dalla finanza, dai nas, se tu ci dai molti soldi, sempre più soldi, noi ti teniamo al riparo da ulteriori indagini, non sarai beccato, perchè noi possiamo insabbiare e nascondere, spostare l’attenzione altrove, convogliare il malanimo verso qualche mascalzone non pagante. Paga e sarai protetto. Tu e le tue cliniche, dove potrai fare il cavolo che vuoi…Ne ho sottolineate anche altre, di perle, ve le risparmio. Sento che non c’è niente da aggiungere. Non c’è più niente da dire. E non ho voglia di sapere se Ottaviano del Turco è tranquillo, se ha dormito, se quell’altro è sereno, se tizio ha fiducia nella magistratura, e Caio si interroga su che cosa vuol dire imbarcare personaggi della antica nomenclatura socialista. Sono, come la maggior parte di voi, lettori dell’Unità, stanca, disgustata e stanca di essere disgustata. I tempi in cui militare in un partito di sinistra voleva dire adeguarsi allo stile di vita, al livello economico, ai consumi della classe operaia mi sembrano lontani non trent’anni ma tre secoli. Che la politica sia, prima di tutto, un mezzo per fare quattrini, coprendo grazie alla propria avidità soddisfatta, l’avidità di imprenditori e faccendieri, ormai sembra un dato acquisito.
E noi, che ci ostiniamo a considerare l’onestà una precondizione necessaria per coprire qualsiasi carica pubblica, noi che paghiamo le tasse contenti di pagarle, noi che non consideriamo il far soldi l’unica aspirazione possibile, l’unico desiderio conosciuto, l’unica avventura per cui vale la pena di stare al mondo, noi, che cosa dobbiamo fare? Che cosa dobbiamo dire? Tacere e smettere di votarli? Mandare a casa i peggiori e stanare i migliori dalle retrovie in cui, probabilmente, i peggiori li hanno retrocessi? Abbandonare le nostre professioni e buttarci in politica con l’intento di dimostrare che gestire la cosa pubblica senza approfittarsi del proprio ruolo è possibile? Accendere un cero davanti al ritratto di Enrico Berlinguer e rifugiarci nel misticismo? Emigrare verso paesi migliori del nostro o uguali ma almeno “stranieri”? Non lo so, non so più che dire, dello scenario partitico dei nostri giorni. E allora va bene, d’accordo, parliamo d’amore.
Leggo su “L’Espresso” che il celebre sentimento, oggi, è considerato “ un’ alterazione chimica del cervello. Un’ alterazione non fatale, visto che dura, secondo i dati scientifici, dai 18 a un massimo di 36 mesi”. E dopo i 36 mesi? Ci si butta a mare l’un l’altro? La natura, pare, non ha previsto il matrimonio. Finita la scarica del desiderio, prodotto il numero di accoppiamenti necessari a far rimanere incinta la femmina della specie, è tutto finito. “Nella preistoria la speranza di vita era di 25 anni”. Cioè: dopo la riproduzione morivi.
E adesso che campiamo 90 e più anni? Dobbiamo diventare dei “monogami seriali”, collezionando almeno “tre vite di coppia”. Ce la faremo? Ho paura soprattutto per la terza fase: avrò ancora la taglia 42 a settantacinque anni? E, soprattutto, l’ottantenne dei miei tardi sogni non preferirà, a me vecchietta, la figlia di mia figlia?
Ah, che fatica ! Con la politica ridotta a affare di pochi e l’amore da rilanciare fino all’ospizio, scrivessi “Porci con le ali da grandi”, diario sessuopolitico di due ragazzi di mezz’età, sarebbe un horror coi fiocchi.



Persone oneste ce ne sono sempre state poche, da un po di tempo sembra che onestà sia stata sostituita, sia sinonimo di “conformismo”, si giustificano anche le piu deleterie follie,
i bisogni piu dementi divengono necessità.
Uno dei pochi compagni che ho conosciuto è mio padre che proprio in questi giorni sta morendo, l’unico manifesto che ha attaccato al muro in tutta una vita (della soffitta di casa), è stata una grande foto di Berlinguer, sino a qualche giorno fa mi teneva la mano e diceva: siamo stati proprio fessi io e te non abbiamo fatto i soldi. I compagni una volta gli hanno venduta una poltrona che vibrava, elettrica, 1800000 lire, provai invano a spiegargli che era una fregatura. La poltrona è ancora in casa non è mai stata usata, anzi una volta mia madre ci si mise su e dopo una decina di minuti gli venne un dolore insopportabile alla schiena.
Soprattutto quello che mi fa schifo è questa continua commistione di denaro e potere, stipendi inimmaginabili, auto spaziali, case spaziali, hotel da centinaia di euro…. ricordo quando Arbasino raccontava che con pochi soldi era possibile dormire e mangiare benissimo ed allo stesso tempo viaggiare a lungo nel cuore dell’appennino. Anche io ho provato simili viaggi e sono stato benissimo.
Per quanto riguarda l’amore a volte capita durante la vita di incontrarlo, casomai quando non ci pensi piu, a me è capitato a quarantasette anni e lo considero un dono, forse finirà ma non ci penso.
un abbraccio carissimo fabrizio
Cara Lidia, io penso che il peggio debba ancora venir fuori. Penso che nella situazione attuale per quanto una persona sia onesta per raggiungere i vertici deve scendere a compromessi talvolta un po (tanto) bui. La sete di denaro e di potere è molto radicata nell’essere umano e dietro la devastazione di un territorio o delle istituzioni in esso presenti, spesso c’è lo zampino di accordi poco chiari. Sono fatti che vanno contro il buon senso logico delle questioni e non avrebbe senso perpetrare tali atti (osceni) senza un buon tornaconto. Qualcuno dice che il denaro è lo sterco del demonio, probabilmente ha ragione. Con il denaro si compra anche l’onestà delle persone.
Continuo a non spiegarmi come con la licenza media si possa diventare senatore, deputato e governatore di una regione, non che i titoli di studio siano fondamentali uno può essere in gamba anche senza di essi, ma la dice tutta a proposito della meritocrazia interna ai partiti.
Credo proprio che non sia l’unico caso in Italia e nel mondo, se tutti vogliono bloccare le intercettazioni forse c’è un motivo no?
Occorre “cercare chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio” (I. Calvino). E tornerà il tempo della danza con le gonne a fiori sui prati estivi, degli uomini dalle spalle forti e il coraggio delle azioni, che ballano insieme. (Almeno spero…!)
Un abbraccio caro e affaticato, di donna “combattente”, figlia di una donna che ha ritrovato l’amore a 58 anni, dopo 15 anni e una malattia difficile. Alla faccia dei dati pseudoscientifici e deprimenti!
Laura
2007.. Correva l’anno …
il sindacato
.. commercialista e legale
in gratuito patrocinio
il Sindacato deve essere questo
e non un’assistente sociale
mandato dalla politica corrotta
a fare il pompiere
sul malcontento che produce.
L’Italia sembra essere
sempre più
un grande Paese
con un sistema per deficenti
sotto la lucida
senile severa supervisione
dell’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica.
Viva l’Italia !
Cara Lidia, conoscevi Rocco Carbone? Un bravo scrittore venti anni più giovane di me, non mio parente, uno che insegnava nelle carceri. Una brava pesona, una bella persona uccisa mentre tornava a casa in motorino. Uno dei tantissimi incidenti stradali che ogni giorno a Roma fanno stragi ( quando va bene lasciano sulla sedia a rotelle giovani e giovinette ). Stragi di cui a volte si parla a volte no. Un altro giovane, un altro Rocco, ieri notte è stato ucciso da un moldavo che andava come un pazzo nel centro di Roma. Viale Regina Margherita angolo via Nomentana. Un incrocio come ce ne sono alcuni milioni in Italia, in tutte le città d’Italia. E dove di notte, ogni notte, passano come folgori urlanti motociclette da gran premio, con in sella assassini potenziali, alieni imprendibili, mostri ricoperti di pelli nere, di caschi neri.
Perchè ti dico questo, in risposta a questa tua accorata ultima lettera? Con amici scandinavi che frequento da anni mi sono divertito a costruire un ipotetico virtuale mondo italico che altro non è se non una gigantesca autostrada a 18 corsie ( ma anche venti se vogliamo essere pignoli). L’Italia viaggia su questa autostrada. Tutta l’Italia. Nella prima corsia ( non quella d’emergenza, quella è la peggiore) ci sono coloro che si fanno carico delle responsabilità collettive: non solo rispettano i limiti di velocità ma pagano le tasse e cercano di sorridere al prossimo. Nella seconda (guardando da destra a sinistra) si sorpassa spesso e si va un pò oltre il limite di velocità ( ma neppure troppo). Insomma ci si diverte un pò. Uno sballetto ogni tanto. Un pò di gas in più, magari che so un piano rialzato. Terza corsia: qui si corre abbastanza, piede fisso sulll’acceleratore tanto la benzina è gratis. La parola d’ordine è trasgredire. Tasse pochine, amicizie politiche, padrini in Sicilia. Quarta corsia: si comincia a ragionare. Mazzette date e ricevute a seconda dei periodi. Forti amicizie politiche, tessera di partito ma solo per convenienza. Tasse? Ma che parolaccia. Si vota per chi è più forte e per chi ti da in cambio un bel qualcosa. Quinta corsia…Posso andare avanti oppure basta la fantasia? Penso che tutti noi potremo trovare la corsia giusta per quel tizio lì e quel talaltro là. C’è la corsia d,emergenza, in fondo a tutto. Su quella viaggiano i mostri ( non quelli del film di Dino Risi, quelli erano angeli) di oggi. I capibastone, i capimafia, gli assassini potenziali e no, i serial, gli affamatori, i distruttori. Quelli che trafficano in rifiuti dannosi alla salute e li spostano da nord a sud; quelli che scarnificano montagne per costruire abisivi villaggi vacanze per fuorilegge; quelli che appestano l’aria con il loro modo di essere, che, metaforicamente, ti superano a destea con la freccia a sinistra e ti mostrano il medio ben in evidenza.
Questa è l’Italia, Lidia cara,di oggi ma secondo me già da un bel pò di anni. Si va tutti insieme sulla grande autostrada che non sappiamo dove ci porterà.A volte succede che qualcuno alzi la paletta e fermi il traffico. Dentro ci resta questo o quel fesso (qualcuno non ci resta perchè cambia le leggi e qui la corsia è quella preferenziale, per pochi intimi). A volte succede che un giudice apra un procedimento perchè ha intravisto del marcio, un gran polverone di roba marcia. E a volte ci becca giusto, altre no. Ma non importa perchè l’Italia comunque su questa autostrada (che ha i suoi morti e i suoi feriti) vola verso il futuro.
Avevo trovato una scritta bellissima su un muro di Trastevere. Ma l’hanno cancellata perchè era troppo intelligente e ci faceva pensare e sorridere amaro. Diceva: Il futuro non è più quello di una volta.
Un abbraccio grande