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Twin towers e palle spaziali

Lidia Ravera | Lavori in corso | 3 Settembre 2007 | 1,724 letture

cover.jpgCome si capisce che è finita l’estate? Quando una radio ti telefona e ti inchioda a un racconto che hai scritto in un libro collettivo dal titolo inquietante: “Zero“. Tutto dedicato alle perplessità intorno al famigerato 11 settembre. Ti dice, la radio: cara signora scrittrice, ce ne vuole parlare? Ha 4 minuti. E come si fa in 4 minuti, a dire l’angoscia che ti ha attanagliata quando Giulietto Chiesa ti ha fatto vedere il primo filmato sulle domande senza risposta (allora erano 7)… Un evento che ha cambiato la faccia del mondo. 3000 morti innocenti. Le certezze occidentali in bilico, in pezzi, in stand by. Una tragedia. Responsabili trovati troppo in fretta. una versione ufficiale troppo lacunosa. Qua e là falsetta. La verità sull’11 settembre, dicono, non la saprà questa generazione. Ah sì? E che dobbiamo fare? Finta di niente? Nel libro (compratelo, vale la spesa - qui potete leggere l’introduzione di Giulietto Chiesa) c’è il frutto di molto lavoro, molto pensiero, molto stupore attivo (quello che genera ricerca, non seghe mentali). Scrivono specialisti di diversi campi. Gente rigorosa (io sono l’unico cittadino comune). Sono persone di diversa coloritura politica. Di diversi paesi. Americani, tedeschi, francesi… chiedono (chiediamo) una commissione di inchiesta internazionale che faccia luce sui misteri e sulle distorsioni che quell’evento ha prodotto. Un giurì di uomini e donne saggi e liberi da ogni affiliazione. Gente che non ha un posto di potere da perdere, che non ha bisogno del fanatico islamico di comodo che spiega tutto e giustifica tutto.

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