Twin towers e palle spaziali
Come si capisce che è finita l’estate? Quando una radio ti telefona e ti inchioda a un racconto che hai scritto in un libro collettivo dal titolo inquietante: “Zero“. Tutto dedicato alle perplessità intorno al famigerato 11 settembre. Ti dice, la radio: cara signora scrittrice, ce ne vuole parlare? Ha 4 minuti. E come si fa in 4 minuti, a dire l’angoscia che ti ha attanagliata quando Giulietto Chiesa ti ha fatto vedere il primo filmato sulle domande senza risposta (allora erano 7)… Un evento che ha cambiato la faccia del mondo. 3000 morti innocenti. Le certezze occidentali in bilico, in pezzi, in stand by. Una tragedia. Responsabili trovati troppo in fretta. una versione ufficiale troppo lacunosa. Qua e là falsetta. La verità sull’11 settembre, dicono, non la saprà questa generazione. Ah sì? E che dobbiamo fare? Finta di niente? Nel libro (compratelo, vale la spesa - qui potete leggere l’introduzione di Giulietto Chiesa) c’è il frutto di molto lavoro, molto pensiero, molto stupore attivo (quello che genera ricerca, non seghe mentali). Scrivono specialisti di diversi campi. Gente rigorosa (io sono l’unico cittadino comune). Sono persone di diversa coloritura politica. Di diversi paesi. Americani, tedeschi, francesi… chiedono (chiediamo) una commissione di inchiesta internazionale che faccia luce sui misteri e sulle distorsioni che quell’evento ha prodotto. Un giurì di uomini e donne saggi e liberi da ogni affiliazione. Gente che non ha un posto di potere da perdere, che non ha bisogno del fanatico islamico di comodo che spiega tutto e giustifica tutto.



lo zero: e perché mai non dovrebbe bastare? Soverchia e di molto ogni mia aspettativa.
Quant’ho scavato nei numeri per coglierne il senso e come non l’ho colto e come da tanto ( e ditemi che “tanto” non è un numero!) ho smesso di quantificare!
Ora temo la ridondanza dei segni
gentile signora ravera,
volevo dirle che il suo brano sull’11 settembre, che fa parte del libro “zero”, mi è piaciuto molto.
il libro lo sto leggendo e mi sembra importante.
cordiali saluti,
andrea carancini