un haiku la domenica mattina
“La luce si trasforma
sotto l’urto
continuo del vento”
Ho ricominciato a scrivere sul quaderno. E questo è un haiku. 17 sillabe, tre versi. Un haiku non è nè bello nè brutto. E’. E basta. Mi sono svegliata con questo pensiero: il sito, il blog, fb, la posta elettronica, gli sms…va tutto bene. Uso tutto con piacere e avidamente. Perchè è scrittura e perchè è comunicazione. Ma perchè abbandonare il quotidiano contenitore di parole che mi porto appresso da quando avevo 13 anni? Ciò che differenzia l’evoluzione dalla dipendenza è che uno si apre al nuovo mantenendo il suo patrimonio personale di esperienza, abitudini, gusti…evolversi è aggiungere, non sostituire.O almeno sostituire soltanto quello che va sostituito. Così ho ripreso in mano il quaderno su cui non scrivevo da una quindicina di giorni e ho scritto…ho scritto anche cose che non potrei mai consegnare a un “luogo pubblico” come questo wwwecceteraecceterapuntoit…E adesso vado a correre. Prima che ricominci a piovere.



Il bisogno di fermare pensieri e prendere consapevolezza hanno accompagnato la mia vita e sono stati l’aiuto per crescere con cinque figli senza essere sopraffatta dalla “fatica” di cambiare con loro. Quelle poche parole fermate oglni tanto su un quaderno mi hanno aiutata a rimanere in contatto con me stessa e a crescere.
E comunque grazie per aver scritto “La donna gigante”.
talvolta rifiuto le novità ,anche quando sono scrittura,e soprattutto comunicazione,perchè temo di restarne troppo invischiata e di tralasciare quello che è invece patrimonio personale,e fondamentale,perchè unica essenza che mi trattiene a galla in un contesto fangoso di sabbie mobili.
è sbagliato,lo so.
è privazione anche di qualcosa di bello,lo so.
ma la paura di diventare schiava,piu’ di quanto io lo sia già è troppa.ci vuole forza,per accettare l’evoluzione,ma riuscire a domarla.forse la tua,forza.che io certamente non ho.la paura di somigliare sempre piu’ a quelle menti simil lobotomizzate è troppa,e mi fa ritrarre.
non del tutto pero’.e oltre a tornare sui tuoi libri[i miei amati libri],ogni tanto vengo qui,a cercare un pensiero simile,amico.seppur immaginario.
Bene, bene, benissimo! Il quaderno per scrivere tutto ciò che viene in mente è prezioso, anche se sei in giro per la città , seduta ad una panchina, senza computer e vuoi fissare immagini, parole, sensazioni. Non c’è nulla di più personale che il proprio taccuino.
i pensieri migliori li trasudo spesso in posizione orizzontale, prima di chiudere gli occhi agli amati sogni della notte. ma è la mattina che li espiro al risveglio. e poi li scrivo. su piccoli pezzetti di carta o tra le bozze degli sms. l’ultimo fa così: mi si chiede rigore, serietà e risveglio dal sogno: l’unica cosa che riesco a rispondere è un arido disagio emotivo.
anche io da quando ero piccolina ho sempre scritto sui mie quaderni, ho tante… tante parti della mia vita scritte su pezzi di carta…..ma vorrei approfondire questa mia ispirazione e passione, vorrei fare di più, essere di più sulle mie pagine.
adoro scrivere sul mio piccolo portatile, un netbook di ultima generazione, piccolo e leggero, che posso spostare con una sola mano e che per questo assomiglia ad un blocco di appunti.
Per questa piccolo gioiello ammetto di apprezzare e rivalutare la tecnologia ed i suoi continui progressi… ma… (c’è un ma) non potrà mai sostituire il blocco a quadretti che porto sempre nella borsa per fermare gli istanti, le emozioni ed i pensieri che scaturiscono dal passeggiare nella città o in mezzo ad un parco o in riva al mare. L’immeddiatezza che la carta e la penna mi offrono, perchè sempre a portata di mano e l’appagante sensazione di unicità e preziosità che il foglio, con i segni dell’inchiostro lascaiti dalla mano, crea nel mio spirito non potranno mai essere sostituiti.