un weekend di volontariato etico politico
Sabato: seminario della lista ( area di opinione?) “A sinistra per Veltroni”. Interessante e stranamente appassionata. Tre relazioni sulle tre commissioni: codice etico ( Vincenzo Vita), ” Statuto” ( Massimo Brutti), carta dei valori ( Gentili?). E molte parole poi a seguire:me ne rimangono alcune impigliate nel quaderno…”non si pò mettere il vino nuovo negli otri vecchi”" No ai signori delle tessere, sì a un partito innervato nella società ” ” Il problema è: come vincere dicendo la verità ”( Bettini?) “Quando gli elettori sono migliori degli eletti, bisogna cambiare classe dirigente” “ordine è una parola che dice di più di ’sicurezza’, ordine è una parola di sinistra” ” Un disegno di società convincente e praticabile, questo è il riformismo” “Gli aderenti al pd non saranno soltanto quelli che montano e smontano il gazebo” ” la sinistra è il sale, non è la saliera” “E’la debolezza della classe operaia che ha reso possiile il rogo della Tyssen”
” Bisogna fare un partito di persone per le persone “( Livia Turco).
…la più bella scoperta è stata una ragazza con i capelli corti corti, i jeans e gli occhialini, una di quelle che parlano forte e chiaro, ha parlato a nome dei gay ma in modo politico netto universale. Ha proposto l’espulsione della Binetti ( o magari la rieducazione). ha inchiodato il ministro Fioroni (presente) ad una sua dichiarazione( discutibile) e l’ha fatto con una voce dal timbro diverso, senza ritualità , senza triangolazioni occulte…Anche oggi, domenica, cinque ore della mia vita se ne sono andate in volontariato politico, commissione etica ( assembleare) . Ho notato: ci sono tre componenti almeno, in questi luoghi di dibattito. Professionisti della politica: deputati, senatori, parlamentari europei. Professionisti della politica sul territorio e nel mondo del lavoro: assessori, consiglieri, sindaci, sindacalisti. Non professionisti: professori universitari, giornalisti e scrittori. Si vede , poco, Purgatori, un po’, meno di quanto si vorrebbe, Gad Lerner, una volta sola Moni ovadia (che pure disse parole importanti), mai Lodoli ( che sarebbe così stimolante!), sempre Rosetta Loy (che ascolta e anche questa è una bella lezione per chi parla sempre e non ascolta quasi mai). Attivo di società civile è Giovanni Bachelet: puntuale, preciso e piacevole da ascoltare ( come le donne). Le varie componenti , se si mescolano e si condizionano ed educano a vicenda, potrebbero davvero dar vita a un partito più duttile e più utile. Chissà …
L’impresa non è facile.
Sto ancora cercando di capire se riesco a rendermi utile o sono lì a recitare una parte.
Certo ci vuole una generosità sublime e una pazienza da santi a fare politica.
Le riunioni sono verbose, qua e là nervose ( per esempio quando si devono stringere i tempi per fare stare dieci interventi negli ultimi 32 minuti), sempre senza pausa-pasto , no stop dalle 10 alle 17 ( a sinistra per veltroni), dalle 10, 30 alle 15 ( codice etico)…
Insomma: saranno pure una casta, ma sono una casta di fachiri.
O masochisti.
Il materiale umano, visto da vicino, è, però, spesso, di prim’ordine: valga per tutti la “segretario” della cgil tessili: Valeria Fedeli, una testa assolutamente sistematica, che mi consola, perchè ho la sensazione di poter imparare qualcosa ( il che diminuisce l’ansia da tempo regalato).
E chissà se adesso riesco a mettermi a scrivere…



Temevo parlassi della controversa sarabanda TELEthonica che in queste ore imperversa in tv.
Non che non tenga nella giusta considerazione ad appellarsi alla coscienza civile e ad una qual forma di solidarietà . Solo che quella che tale dovrebbe essere tale certo non appare.
Fiera un po’ falsa e mistificante , galleria e passerella di vip che si affidano al buon cuore di chi , magari, fatica ad arrivare a fine mese. Oboletti concessi da fior di evasori fiscali che si tacitano la coscienza convinti della loro commendevole filantropia ecc.
Poi mi sorge un dubbio: che un parallelo nascosto richiamo vi sia. Tra l’ etica politica la tele-etica tele-ci-vile.
mah…
un bel passo avanti. dal parco lambro tutti nudi alle riunioni per la sinistra di veltroni, scoprendo quant’è duro fare politica. eppure sembra che tu, e tutta la tua stirpe, non vi siate mai spostati di un passo da quell’estate con le tette al vento. per non capire nulla dell’oggi e continuare,dall’ombra fresca delle vostre case al mare o dal buon vino delle vostre cene, a pensare che una parte l’avete fatta, e continuate a farla, in quest’italia che va così male. poi, appena arriva il freddo, di corsa a mettere le tette nei maglioni e di corsa a casa a concepire i figli da portare al mare negli anni ottanta. se riesci a metterti a scrivere pensa a che senso ha quello che stai facendo.