Una lunga marcia
Dunque le cose sono andate così: ho accettato la candidatura. Il primo gesto è stato andare nella sede della Lista civica per Emma Bonino e firmare e farmi firmare e farmi timbrare. Questa sede è, credo, l’ufficio dell’animatore di questa lista, l’ex direttore di banca, e consigliere regionale. Insomma, il tipo che mi ha contattata. Come in tutte le sedi politiche ci sono delle ragazze e dei ragazzi incollati agli schermi dei computer e altri che girano per le stanze con dei fogli in mano. Tutti un po’ trafelati, come pressati da una scadenza. Così mi reprimo la curiosità. Non faccio domande. Accetto qualche sgradito omaggio alla mia diversità(tipo darmi del lei) di buon grado. Diversa lo sono, come negarlo, e anche “signora”, per chi non mi conosce. E, da brava, mi levo dai piedi alla velocità del fulmine. Dalla Sede Politica vado direttamente alla Casa Editrice.Laterza, dove discuto titolo e collana del mio prossimo libro ( ” Il tempo rallentato” sottotitolo: Elogio dell’isola di Stromboli). A casa, mi metto a scrivere il testo per quello che, lo scopro adesso, viene chiamato flyer, che non è il nickname di una farfalla, ma una sorta di pieghevole pubblicitario. Devo auto presentarmi, spiegarmi, raccontarmi. Dire quello che voglio fare e perchè voglio Emma Bonino alla regione Lazio.
Mi si affollano in testa troppe parole. Le disciplino nel poco spazio.
E capisco perchè ho accettato: ho paura di come le cose stanno precipitando nel nostro Paese. Ho bisogno che persone come Emma Bonino vadano a coprire posti di responsabilità. Che le donne ( quelle brave, quelle che hanno sempre lavorato bene e sono tante) prendano il sopravvento.Che gli uomini migliori,i più serii i più intelligenti, si impegnino in prima persona. Mi immagino una lunga marcia nelle istituzioni, nei partiti, nelle camere, nei consigli d’amministrazione, nei consigli provinciali e comunali e regionali…un esercito di diverse e di diversi che, piano piano, senza spargimento di sangue, scansa chi ha sporcato, rovinato, reso odioso e inservibile lo strumento della politica. Penso che sia venuto il momento di fare qualche sacrificio. Anche per me.



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Le due dimensioni della Democrazia Diretta
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Gentile Signora Ravera,
per quanto hanno di più caro le persone democratiche, oggi vige ancora questa definizione:
“La democrazia diretta è la forma di democrazia nella quale i cittadini, in quanto popolo sovrano, non sono soltanto elettori che delegano il proprio potere politico ai rappresentanti ma sono anche legislatori aventi il diritto, costituzionalmente garantito, di proporre e votare direttamente le leggi ordinarie e la costituzione attraverso diversi istituti di consultazione popolare e diverse forme di partecipazione popolare …”
http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia_diretta
Tale definizione si basa con evidenza sull’assunto che la parola DEMOCRAZIA indichi una mera forma di governo. Nulla di più antiquato ed oggi errato. Infatti, alla luce della presente realtà sociale, ben distante da quella vissuta al loro tempo dagli antichi Greci, oggi non possiamo non considerare il termine DEMOCRAZIA come definente una composita FORMA di SOCIETA’ in cui tanto il Governo quanto la Funzione Pubblica, tanto le decisioni quanto le mansioni, si realizzano attraverso una partecipazione popolare, diffusa e generale, tesa ad includere e non ad escludere.
Abbiamo mai riflettuto su quale possa essere il fulcro di una istituzione democratica?
Esso si individua con estrema precisione nella PERIODICA RESTITUZIONE al POPOLO dei ruoli inerenti beni e servizi di pertinenza e proprietà collettiva. Ebbene: tale periodica restituzione al popolo va ottemperata tanto da coloro cui sono stati affidati incarichi di Governo quanto da coloro cui sono state affidate mansioni pubbliche. Restituire periodicamente al POPOLO, all’ENTE SOVRANO che ce l’ha concesso, i poteri decisionali e l’insieme dei poteri attuativi: in questo consiste e si realizza la DEMOCRAZIA.
Occorre dunque che noi stessi cittadini facciamo un passo avanti ed iniziamo ad occuparci di entrambe le due dimensioni, o, se si preferisce, i due livelli in cui si esplica la DEMOCRAZIA DIRETTA: Governo e Funzione Pubblica.
Guardiamoci ora intorno: oggi noi cittadini siamo ancora ridotti a chiedere l’elemosina al sistema imperante manifestando per le strade e riunendoci nelle piazze, il più delle volte non potendo far altro che dire NO a questo e NO a quello. Non cadiamo oltre in questa riduttiva trappola. Noi cittadini oggi siamo abbastanza maturi da capire che il modo giusto per far avanzare il mondo è produrre materiale intellettuale all’avanguardia. Ad esempio scrivere, trattare con piena consapevolezza, chiarire, discernere, ragionare, riflettere. Tutto ciò non è cosa inutile bensì è proprio ciò che costruisce quella NUOVA COSCIENZA necessaria a concretizzare un del tutto nuovo progetto di vita.
Noi persone per bene ed in gamba, che aneliamo il progresso sociale quanto il nostro stesso futuro, ci esprimiamo preferibilmente in questo modo: usando la testa e non le gambe, scrivendo saggi e non cartelli, affermando ciò ch’è giusto e non elemosinando. Un bellissimo compito ci attende dunque: impegnamoci ad un livello personale ultrasuperiore all’attuale, studiamo dapprima e poi produciamo tanto di quel materiale culturale all’avanguardia da inondare le masse ancora ignare e quelle stesse persone che, messesi alla nostra guida, per la loro stessa arretratezza ed ignoranza, spesso ci fanno più da tappo che da apripista.
La DEMOCRAZIA è una FORMA di SOCIETA’
che chiama in causa tutte le espressioni
pertinenti la (e della) Collettività.
La democrazia non pertiene soltanto il Governo di un popolo. Capiamolo bene: se soltanto il Governo viene convertito alla democrazia, in capo a poco tempo la restante parte della società rimasta antidemocratica riconduce il Governo in una forma precedente l’avvento della democrazia. Questo è proprio ciò che sta accadendo e ciò che dobbiamo definitivamente scongiurare.
Questo è dunque il salto quantico che deve svilupparsi nelle nostre menti, l’ormai piccolo passo che ci separa da una piena felicità sociale e quindi pure individuale. E tocca compierlo a noi semplici cittadini, coi pochi mezzi che abbiamo, come meglio possiamo e sappiamo, sempre in legalità, pace e civiltà. Non dimentichiamo che mai nessun altro lo farà al posto nostro.
Di sicuro non lo faranno, nelle Università e nei tanti convegni in cui ancora vengono invitati, i docenti universitari, i cosiddetti “baroni”, gli statali, i quali finora, mancando Internet a dare voce a noi semplici cittadini e persone comuni, ci hanno costretti nella decrepita cultura che faceva loro comodo.
A presto leggere dunque Suoi preziosi apporti.
Un caro saluto,
Danilo D’Antonio
tel. 339 5014947
skp hyper.linker
http://Societa-Democratica.hyperlinker.org
finalmente qualcosa a cui brindare. GRAZIE!
perfetto, Lidia cara!
In bocca al lupo a entrambe!
Dopo anni di morte civile, ricominciare a credere che forse ci può essere ancora la possibilità di rinascere crea una sorta di stordimento…il grumo di ghiaccio impregnato di veleno amarissimo è ancora lì, lo sento, mi ha raggelato le viscere nel tempo. Mi opprime sempre più dolorosamente e pericolosamente, Non chiedo di meglio che liberarmene, per sempre: è l’unico modo per uscire da uno stato mostruosamente, mortalmente vegetativo e tornare alla vita, con la sua umanità e dignità.
Voglio credere in voi che pensate e credete ciò che io penso e credo. Voi che avete accesso al degradato Olimpo politico, spalate il fango, per voi, per noi che stiamo soffocando. Sarà arduo, molto, ma non mollate. Noi ci siamo, supportiamo, collaboriamo e tifiamo fino a rimanere senza fiato. Non vogliamo affondare le nostre vite in queste lerce sabbie mobili.
Avanti Ravera!
Sventurata la terra che ha bisogno di eroine. Ma questo ci è dato e questo s’ha da fare.
Per quanto è possibile ti siamo vicini.
Pensiero:
“A tutti coloro – professori, medici, infermieri e infermiere - che negli ospedali e non solo, cercano di comprendere e di soccorrere l’essere più sconcertante al mondo: l’uomo ammalato”
In prima pagina sull’Unità di oggi ( è anche merito tuo se “mi sono convertita” a questo giornale! ) è riportata una bellissima frase di Confucio: “Un uomo di governo dovrebbe ricordarsi sempre che le ricchezze, gli onori e la potenza non sono che nubi fluttuanti”. Mi chiamino pure qualunquista, ma mi chiedo quale dei nostri politici- trasversalmente parlando, senza distinguere tra gli schieramenti- tenga a mente questo insegnamento! E’ una delle ragioni per cui la notizia della tua candidatura mi ha resa felice! Hai tutto il mio appoggio! Peccato che sono abruzzese, ti voterei senz’altro!
Ilaria
Credo che anche questo impegno servirà a rallentare il tempo personale ed accelerare quello politico.
brava Lidia! A che serve sennò parlare se non si scende sul capo di battaglia? non basta più combattere con la sola parola o con la sola ideologia……giusto….riprendiamoci il potere, diamo a donne come voi il compito di dare voce a tutte le donne che non vengono ascoltate! sono con te, tutta la tua forza per ridare giustizia a chi non ne vede più da molto tempo!