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Una lunga marcia

Ravera | Lavori in corso | 26 Febbraio 2010 | 593 letture

Dunque le cose sono andate così: ho accettato la candidatura. Il primo gesto è stato andare nella sede della Lista civica per Emma Bonino e firmare e farmi firmare e farmi timbrare. Questa sede è, credo, l’ufficio dell’animatore di questa lista, l’ex direttore di banca, e consigliere regionale. Insomma, il tipo che mi ha contattata. Come in tutte le sedi politiche ci sono delle ragazze e dei ragazzi incollati agli schermi dei computer e altri che girano per le stanze con dei fogli in mano. Tutti un po’ trafelati, come pressati da una scadenza. Così mi reprimo la curiosità. Non faccio domande. Accetto qualche sgradito omaggio alla mia diversità(tipo darmi del lei) di buon grado. Diversa lo sono, come negarlo, e anche “signora”, per chi non mi conosce. E, da brava, mi levo dai piedi alla velocità del fulmine. Dalla Sede Politica vado direttamente alla Casa Editrice.Laterza, dove discuto titolo e collana del mio prossimo libro ( ” Il tempo rallentato” sottotitolo: Elogio dell’isola di Stromboli). A casa, mi metto a scrivere il testo per quello che, lo scopro adesso, viene chiamato flyer, che non è il nickname di una farfalla, ma una sorta di pieghevole pubblicitario. Devo auto presentarmi, spiegarmi, raccontarmi. Dire quello che voglio fare e perchè voglio Emma Bonino alla regione Lazio.
Mi si affollano in testa troppe parole. Le disciplino nel poco spazio.
E capisco perchè ho accettato: ho paura di come le cose stanno precipitando nel nostro Paese. Ho bisogno che persone come Emma Bonino vadano a coprire posti di responsabilità. Che le donne ( quelle brave, quelle che hanno sempre lavorato bene e sono tante) prendano il sopravvento.Che gli uomini migliori,i più serii i più intelligenti, si impegnino in prima persona. Mi immagino una lunga marcia nelle istituzioni, nei partiti, nelle camere, nei consigli d’amministrazione, nei consigli provinciali e comunali e regionali…un esercito di diverse e di diversi che, piano piano, senza spargimento di sangue, scansa chi ha sporcato, rovinato, reso odioso e inservibile lo strumento della politica. Penso che sia venuto il momento di fare qualche sacrificio. Anche per me.

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