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Una manifestazione proprio bella

Ravera | Lavori in corso | 6 Dicembre 2009 | 1,669 letture

Ragazze e ragazzi: la maggioranza, finalmente. Ma perché la notizia provoca tutto questo stupore? E’ nell’ordine naturale delle cose umane che sia chi ha 20 anni a gridare più forte. Si respira urgenza di cambiare, in Piazza della Repubblica, già gremita molto prima della partenza di un corteo disordinato e vitale, come devono essere i cortei: bandiere, sciarpe, berretti e capelli viola. Che cos’è il viola? “Un superamento del rosso”. “ Il colore dell’autonomia”. “ Color protesta” . Mi rispondono liceali, universitari, ragazzi dei centri sociali. Uno mi mostra il suo cartello: “Facciamo Piazza Pulita”. E’ questa, la piazza pulita. Pulita dal peso di una politica ingabbiata nel gioco delle alleanze strategiche, dei silenzi opportunisti, degli slogan conformi al programma. Bandiere rosse ce n’è . E giovani ce ne sono anche dietro a quelle. Moltissimi. Il camion di Rifondazione Comunista manda la canzone de “ I cento passi”: i ragazzi gridano il nome di Peppino Impastato. E’ l’altro tema forte, oltre a “la fine del Mandato di Berlusconi”, che percorre la manifestazione: la lotta alla Mafia. C’è una stanchezza condivisa. Intergenerazionale. Trasversale. Siamo stanchi di giochi sporchi. Di collusioni segrete. Sono stanchi quelli che sono nati quando hanno ammazzato Falcone e Borsellino, siamo stanchi noi, che siamo nati lottando per un mondo migliore e stiamo invecchiando in un mondo peggiorato. Cartelli: “Apicella sona… e Spatuzza ha cantato”. “Incensurato? No, prescritto”. Un ragazzo coi capelli rasta si arrampica rapido come un gatto su un lampione alto sei metri, un gancio in una mano, un rotolo di stoffa sotto il braccio, arrivato in cima lo srotola. Arriva fino a terra, la scritta: “Il popò della libertà: la prescrizione non cancella l’odore”. Un camion porta in giro bambole di gomma a grandezza Velina. Un gruppo confluisce da una via laterale. Gli autoconvocati del web applaudono: “Sono quelli del pd, a titolo personale”. Gente del partito democratico ce n’è parecchia. Come sono in parecchi quelli dell’ Idv. Ma quelli hanno bandiere e gazebo, guardano e si fanno guardare, questi guardano soltanto. Per una volta non fa male. “Unitevi”, supplica don Gallo dal palco, “cessate ogni collaborazione con la compagnia di ventura”. Uno striscione: “Noi abbiamo le mani pulite. E voi?”. Il blogger Alessandro, dal palco, dice una cosa semplice e fondamentale. Dice che Berlusconi è un uomo del passato, uno che crede di poter soffocare la critica e l’informazione, di poter distorcere e bloccare la formazione , usando uno strumento del secolo scorso: la televisione. La piazza di ieri straripava di gente che la televisione la accende sempre meno, che si informa e si diverte e si forma sulla rete. E’ di questa gente, che deve aver paura. Non è gente in vendita. Non è gente che si può far fessa.E’ bello sentirsi parte di quella gente. Fra tanti giovani vestiti da giovani mi colpisce una pelliccia di visone selvaggio. Mi avvicino pensando ad una signora alla sua prima manifestazione. Avvisarla che ha sbagliato look? Si volta. E’ una ragazza, la faccia dipinta di viola. “L’ho fatto apposta: così domani non diranno che siamo dei poveracci”.

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