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votare partiti, votare persone

Lidia Ravera | Lavori in corso | 9 Giugno 2009 | 1,306 letture

L’avevo detto e l’ho fatto: spigolando fra le liste ho preferito, per le Europee, persone, non partiti. E’ capitato che fossero tutte e tre nella stessa lista. Non è un caso, d’accordo. Una donna e due uomini.
Non ce l’hanno fatta. Anche questo l’avevo messo nel conto. Ma i voti non sono “dispersi”, i voti raccontano un’ area di opinione. Il Pd ne terrà conto se, come fa pensare la bella affermazione di Debora F. ( giovane, femmina e mentalmente indipendente), avrà voglia di cambiare. Tutti i voti andati al centrosinistra e a sinistra del centro, fanno bene al Pd. Gli mostrano, come si dice, una possibile via da percorrere. Quindi non mi sento in colpa e non mi pento: non avevo preso una decisione fino al momento di entrare nella cabina numero 4, un delirio di incertezza che non mi aspettavo da me stessa, che mi ha un po’ sconvolta. Non mi riconoscevo più, ma come…la vecchia compagna ravera in crisi di smarrimento? Mi hanno convinta quei tre nomi, quelle tre persone, la loro storia, la loro coerenza, le cose che hanno fatto e detto nel corso degli anni. Sento che dobbiamo ricominciare a pensare piccolo, a guardarci in faccia, a fare domande,a fare attenzione ai dettagli. Lo sento…ma non riesco a trovare, per questa sensazione, un assetto razionale. Non la so tradurre nè spiegare. Qualcuno mi dà una mano?

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